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#portamiinsardegna per la 6^ Assemblea Nazionale di Igersitalia!

Qualcuno forse lo sa già ma è con questo nuovo challenge che annunciamo ufficialmente il luogo della 6^ Assemblea Nazionale di Igersitalia.

Ebbene sì, stavolta, grazie alla collaborazione con l’Assessorato al Turismo regionale, si va in Sardegna! La novità di quest’anno è che a parte il momento del ritrovo con i soci regolarmente iscritti nel 2018, le attività alla scoperta del territorio che caratterizzano il nostro più grande evento off line, ci porteranno da un capo all’altro dell’Isola tra spiagge da sogno, borghi medievali, siti archeologici e molto altro.

COME PARTECIPARE

Sei già stato in Sardegna, hai già immortalato nella tua gallery paesaggi, tradizioni, persone, cibo tipico, borghi, città ed esperienze vissute durante una vacanza? O sogni da sempre di poterci andare? Ti piacerebbe trascorrere un intero weekend insieme a tanti Igers della nostra Associazione? Se sei socio Igersitalia, ti portiamo con noi! Dall’11 al 31 agosto partecipa al challenge #portamiinsardegna organizzato in collaborazione con @visit.sardinia, l’account ufficiale dell’Assessorato al Turismo della Regione Sardegna. Pubblica quanti contenuti desideri nella gallery (purché siano di tua proprietà) o aggiungi l’hashtag a quelli già presenti, ma soprattutto sfrutta le STORIES! Aggiungi #portamiinsardegna e menziona @visit.sardinia e @igersitalia per darci la possibilità di condividerli nelle stories.

E CHI NON C’È MAI STATO?

A chi non è mai stato in Sardegna suggeriamo di sfruttare le stories in modo originale per dire, con testi o in qualsiasi altro modo, perché desidera venire in Sardegna e partecipare alla tre giorni insieme a tanti instagramers della nostra associazione.

Al termine del challenge l’autore del contenuto ritenuto più rappresentativo e originale, avrà l’opportunità di prender parte come Igers Reporter all’ #assembleaigersitalia2018.

Un’ulteriore selezione di foto darà vita a una mostra che sarà allestita il giorno dell’Assemblea con indicazione degli autori.

Leggi il REGOLAMENTO del challenge e lasciati ispirare da queste immagini

 

 

 

#portamiinsardegna per la 6^ Assemblea Nazionale di Igersitalia! #portamiinsardegna challenge igersitalia nora #portamiinsardegna challenge igersitalia_bosa #portamiinsardegna challenge igersitalia_alghero tramonto #portamiinsardegna challenge igersitalia_artigianato #portamiinsardegna challenge igersitalia_monteprama #portamiinsardegna challenge igersitalia_gnocchetti #portamiinsardegna challenge igersitalia_pane carasau #portamiinsardegna challenge igersitalia_pan di zucchero #portamiinsardegna challenge igersitalia_oliena #portamiinsardegna challenge igersitalia_cala luna

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I Buskers invadono il centro di Ferrara

articolo di @skynet70 (@Igersferrara)

 

La community Igersferrara collabora anche quest’anno con il Ferrara Buskers Festival, per promuovere e far conoscere questa magnifica manifestazione tramite challenge fotografico, cercando ogni anno di polverizzare il record di immagini postate (oltre 1500); hashtag di questa edizione: #buskersfe2018, #igersferrara.

 

Ma cos’è il Ferrara Buskers Festival? È un sogno che dura da 31 anni. L’idea, il folle progetto che il patron del festival Stefano Bottoni riconferma ogni anno è quello di avere una città interamente invasa dai musicisti di strada, buskers di varie nazionalità e di vari generi musicali che per 10 giorni catalizzano l’attenzione di cittadini e turisti. Ogni via, ogni piazza, ogni palazzo e monumento principale avrà una postazione accreditata in cui a rotazione suoneranno i diversi musicisti.

La tradizione del Festival vuole che ogni anno ci sia una nazione in partnership, ma dal 2017 si parla di “città ospiti”, dopo New York quest’anno toccherà a Dublino, altra città in cui spessissimo si possono ascoltare buskers che suonano, specie lungo la nota Grafton Street.

 

Le selezioni per diventare buskers “invitati” al Festival iniziano presto, gli organizzatori ogni anno devono valutare e visionare migliaia di contributi musicali per arrivare all’ardua selezione dei 20 gruppi invitati che potranno esibirsi durante i 10 giorni della rassegna. In totale però saranno più di 300 gli artisti accreditati che si alterneranno in quel palcoscenico medioevale che è tipico di Ferrara.

Gli organizzatori tengono sempre a ricordare che tutti i musicisti si esibiscono “a cappello”, ovvero senza cachet, ma come da pura tradizione del musicista di strada la loro ricompensa si basa sulla generosità del pubblico che dona la sua offerta nel cappello del busker.

 

Non solo esibizioni dal vivo, ma anche tante attività legate in generale al mondo dei buskers:

BuskersLAB, laboratori creativi per la costruzione di strumenti musicali come hang, didgeridoo, etc. tenuti e gestiti direttamente da alcuni artisti con l’intento di avvicinare maggiormente il pubblico all’arte di strada. Buskers Deaf, esibizioni live dei migliori artisti sordi italiani, in collaborazione con l’associazione AIDUS (Associazione per l’Inclusione di Udenti e Sordi) Storie di Buskers, interviste, aneddoti e storie dal mondo busker raccontate direttamente dai protagonisti Buskersketch, carnettisti e disegnatori da tutta Italia e dall’estero racconteranno il festival in diretta tramite i loro disegni Notti Buskers nel cortile del Castello Estense dalla mezzanotte in poi

 

Il programma aggiornato si trova sul sito, le esibizioni ci saranno dalle 18 alla mezzanotte, in queste giornate: 16 agosto Mantova, 17 agosto Comacchio, 18-19 Ferrara, 20 agosto Lugo di Romagna, 21-26 Ferrara.

 

Photo credits: Leonardo Lombardi (@io_leo)

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#Sferoempatia Un challenge che unisce arte e filosofia

Servizio a cura di @lucasilva, @igerslucca

 

Che cos’è la Sferoempatia?

 

“L’uomo da sempre è legato alla forma circolare da una forte forte sferoempatia (empatia: dal greco empátheia, composto di en- “in, dentro” e páthos “affetto”).

Con questo termine si vuole definire il fenomeno emotivo che ci lega alla sfericità, un fenomeno di partecipazione intima e di immedesimazione attraverso il quale si realizza la comprensione estetica. La forma circolare e sferica è alla base della proposta artistica di Jiménez Deredia.

 

[estratto dal testo di Sonia Gomiero, che usa per la prima volta il termine “sferoempatia” nel catalogo di mostra di DEREDIA a LUCCA]

 

Avete già partecipato al challenge sulla #sferoempatia?

 

Il tema:

 

SFEROEMPATIA L’universo in una sfera: spazio reale e spazio virtuale nelle sculture di Jimenez Deredia – Lucca 2018

http://bit.ly/regolamento-deredialucca

Venite a Lucca a visitare l’esposizione delle opere del maestro Deredia all’interno del Palazzo delle esposizioni in centro storico e dalle fantastiche installazioni nelle principali piazze della città!

 

Fatevi ispirare dal vostro animo creativo e filosofico per realizzare i vostri scatti!

Come partecipare:

 

Entro il 10 agosto condividete le foto su Instagram usando gli hashtag #sferoempatia #deredialucca2018 #igerslucca #palazzoesposizionilucca per partecipare al challenge fotografico organizzato dal Palazzo delle Esposizioni di Lucca (Fondazione Banca Del Monte) in collaborazione con il team @igerslucca e l’agenzia Adv Korus.

 

Il regolamento: Tutte le informazioni per partecipare sono sul regolamento. La giuria dell’edizione 2018 è composta da:

 

– Jimenez Deredia, artista e scultore (presidente della giuria)

– Tommaso Malfanti, fotografo ufficiale del maestro Deredia e autore delle immagini in catalogo

– Elena Cosimini e Alessandra Lucchesi Fondazione Banca del Monte – Palazzo delle Esposizioni

– Sonia Gomiero, autrice testo sulla “sferoempatia”

– Luca Silva e Andrea Dovichi, IgersLucca

– Giampiero Morici, Agenzia Korus

 

Le foto che sapranno interpretare al meglio la sferoempatia e catturare intuitivamente e istintivamente la sfericità delle opere del maestro, sia nelle forme delle sculture che nelle forme architettoniche della città, saranno esposte nei locali di piazza San Martino al termine della mostra del maestro Deredia.

 

 

Cosa aspettate? Avete ancora pochi giorni!

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Instagramers al VineyardTour, tra mare, vino e tanti amici.

Servizio a cura di @stenafoto, @igers_agrigento

 

Un instameet tra mare, vigneti, nuovi amici e tanto vino e  buon cibo. Impossibile? E invece no! Preparatevi al quarto instameet “Instagramers al VineyardTour”.

 

La community di Igers Agrigento è lieta di invitarvi a vivere la vendemmia da protagonisti insieme a Mandrarossa Vineyard Tour 2018, a due passi dalla spiaggia di Giache Bianche, a Menfi.

 

L’#instameetAG8 e #MandrarossaVineyardtour2018 vi permetteranno, infatti, di godervi il tramonto assistendo alla vendemmia e mettendo anche voi alla prova, se vorrete, nella raccolta avendo la possibilità di scattare tante bellissime foto tra i filari avendo come soggetto le vigne, l’uva ed il buon vino Mandrarossa.

 

La giornata vedrà anche la partecipazione di alcuni local e regional manager di Igers Italia oltre che di alcuni seguitissimi instagramers con i quali poter trascorrere qualche ora in compagnia parlando di Instagram, ma anche di vino.

 

L’appuntamento è per sabato 1 settembre, alle h. 17 a Casa Mandrarossa (Contrada Bertolino Lagano, Menfi): ai primi 50 instagramers che si iscriveranno (entro il 20/08) saranno dati in omaggio un calice di vino con la tracolla, così avranno le mani libere per instagrammare la vendemmia e per la passeggiata fino al mare!

 

Alle 21, dopo essersi goduti il tramonto sulla bianchissima spiaggia di Bertolino, si svolgerà la premiazione del challenge #estatecalamossa al quale tutti possono partecipare entro il 25 Agosto raccontando con una foto e un calice (o una bottiglia di Calamossa) i propri momenti più belli, i tuoi scorci di estate, la leggerezza di un brindisi e la gioia di vivere (maggiori dettagli al seguente link).

 

Per iscriversi all’instameet, basta mandare una mail a igersagrigento@gmail.com col proprio nome/cognome/account Instagram/città di provenienza!

E in più c’è una sorpresa SOLO PER I SOCI IGERSITALIA: scrivendo in mail anche il numero di tessera, i primi 20 soci – oltre al calice di vetro, la tracolla e un ticket degustazione vino – avranno in regalo anche un telo mare Mandrarossa Wines!

 

Ci vediamo a Menfi!

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#EstateCalamossa, il nuovo challenge di Igers Agrigento in collaborazione con Mandrarossa Wines

Servizio a cura di @stenafoto, @igers_agrigento

 

Puntuale come ogni anno torna il challenge fotografico organizzato dalla community di Igers Agrigento in collaborazione con Mandrarossa Wines, azienda vitivinicola espressione di una Sicilia unica.

 

Il challenge è abbinato come di consueto all’instameet che si svolgerà al VineyardTour di Menfi l’1 Settembre e di cui vi daremo i dettagli nei prossimi giorni. Al momento basta sapere che l’iniziativa è calata in uno spettacolo scenario in cui i vigneti toccano il mare separati solo da una sottile striscia di spiaggia caratterizzata dalle “giache” bianche.

 

Il titolo dato quest’anno è #EstateCalamossa. Calamossa è il nuovo vino della casa Mandrarossa giovane ed esuberante che esprime gioia di vita, di aggregazione e di convivialità grazie alle sue accattivanti e briose bollicine, capaci di trasformare qualsiasi occasione in coinvolgenti e piacevoli momenti!

 

Per partecipare al challenge basta raccontare con una foto e un calice (o una bottiglia di Calamossa) i propri momenti più belli, i tuoi scorci di estate, la leggerezza di un brindisi e la gioia di vivere. Si può partecipare anche con una foto già presente nella gallery, purché originale e in tema. I tre scatti migliori saranno svelati sabato 1 settembre alle 21, dopo l’#instameetAG8 “Instagramers al VineyardTour”, dove si potranno trovare tutti gli ingredienti per un’ottima #EstateCalamossa, mare cristallino, tanti amici e vini pieni di energia e vitalità. Come l’anno scorso, le foto selezionate saranno pubblicate con menzione sui canali social di @igers_agrigento e @MandrarossaWines, che offrirà ai tre autori anche degli omaggi speciali.

 

Lo scorso anno il tema dato al challenge era #mandrarossasunset ed era dedicato al bellissimo abbinamento tra il vino ed il tramonto. Le foto premiate per quell’occasione furono quello di @comunicalo, @tadaoanto e @vincent_oyo. Ma adesso tocca a voi!

 

Si può partecipare entro il 25 agosto 2018 anche con immagini già condivise e con più foto, purché con un calice di bollicine e della tua estate con brio, accompagnate dall’hashtag #EstateCalamossa e la mention a @igers_agrigento

Città instagrammabili: come fotografare Milano

Città più instagrammata d’Italia, #Milano, con più di 18 milioni di post (di cui 1.764.310 taggati #IgersMilano), sfila sui social network a testa alta con una marea di scatti che ritrae i suoi luoghi più celebri da qualsiasi prospettiva, saturati, vignettati e Thilt-Shiftati. Ma per non incorrere in scatti banali e dare alla vostra foto la possibilità di farsi strada fra i milioni di post e, magari, farla finire fra gli agognati popular, oggi vi sveliamo come fotografare Milano dandovi 7 dritte fotografiche per avere nella vostra gallery i 7 posti più instagrammati di Milano in versione WOW.

Come fotografare i Navigli di Milano

Al primo posto con 449mila tag ci sono i Navigli, una tra le zone più vivaci e frequentate della città.

Lo spettacolo di Milano al tramonto

#DiscoverSouthTyrol – L’instameet alla scoperta della Val d’Ultimo

#DiscoverSouthTyrol – L’instameet alla scoperta della Val d’UltimoiscoverSouthTyrol – L’instameet alla scoperta della Val d’Ultim Organizzato da Igers Alto Adige Südtirol in collaborazione con Lifeinsouthtyrol. Ritrovo sabato 28 luglio ore 8 a Lana. Scopri come partecipare.

Servizio a cura di Emily Louise Simonis (@emilou2910) – @igers_suedtirol

 

Igers Alto Adige Südtirol – Lana, 28 luglio 2018 ore 8.00, #DiscoverSouthTyrol instameet.

#DiscoverSouthTyrol – Discovering Ultental Valley: al via il primo appuntamento degli instameet #DiscoverSouthTyrol. Un nuovo format ideato in collaborazione tra Igers Alto Adige Südtirol e Lifeinsouthtyrol.

Il primo evento “Alla Scoperta della Val d’Ultimo” avrà luogo SABATO 28 luglio 2018 grazie alla collaborazione con LAiMER e ultenTal (Associazione Turistica Val d’Ultimo-Proves)

#DiscoverSouthTyrol: il Programma:

L’instameet, oltre a trovarci per conoscerci o salutarci e scattare splendide foto in stile igers, ha lo scopo di andare alla scoperta dell’Alto Adige Südtirol e dei suoi angoli più singolari.

Ritrovo alle 8.00 in punto SABATO 28 LUGLIO a Lana al negozio LAiMER – via Johann Kravogl, 8 – Lana (BZ)

ore 8.00 – Registrazione al negozio LAiMER, Lana. Visita e presentazione dell’azienda. ore 8.45 – Spostamento in AUTO a San Pancrazio (St. Pankraz). Visita del centro storico. Le auto verranno parcheggiate a San Pancrazio (St. Pankraz). Il giro nella Val d’ultimo prosegue con uno Shuttle Bus offerto da ultenTal (Associazione Turistica Val d’Ultimo-Proves) ore 10.30 – Santa Gertrude (St. Gertraud) ore 11.15 – Fontana Bianca (Weissbrunn) ore 12.15 – PRANZO a Fiechter Alm camminata dopo pranzo (ca. 1 ora) ore 16.00 – San Pancrazio (St. Pankraz). Visita alla #häuserlamstein (#casettasulmasso) ore 17.00 – Rientro al parcheggio di San Pancrazio (St. Pankraz)

L’iscrizione è obbligatoria e può essere effettuata seguendo questo link.

Tag dell’evento: #DiscoverSouthTyrol #laimerwoodwatch #visitultental #igersAltoAdige #lifeinsouthtyrol

Mention: @laimer_woodwatch @visit_ultental @igers_suedtirol@lifeinsouthtyrol 

Per qualsiasi informazione, contattate la community: igerssuedtirol@gmail.com

Val d’Ultimo: la natura incontaminata del Parco Nazionale dello Stelvio

Il fascino della Val d’Ultimo (Ultental in tedesco) sta nella sua natura incontaminata in cui il tempo pare essersi fermato: prati ripidi, fitti boschi e laghi dalle acque cristalline.

#DiscoverSouthTyrol – Alla scoperta della Val d’Ultimo ci permetterà di scoprire le meraviglie della natura, chiese e musei, conoscere le usanze di un borgo di impronta contadina e riposarci sulle rive di uno dei tanti laghi che costellano la vallata. Percorreremo una valle lunga 40 km nella zona occidentale dell’Alto Adige Südtirol partendo da Lana passando per San Pancrazio e i paesi di San Valburga, San Nicolò e Santa Geltrude nel Parco Nazionale dello Stelvio.

LAiMER: indossa la natura

“La Val d’Ultimo è una valle assolutamente speciale. Autentica e selvaggia. Sembra quasi che il tempo tra queste cime abbia smesso di scorrere. In senso positivo.”

LAiMER è un giovane marchio dell’Alto Adige Südtirol, nato nel 2012. Patrick Laimer, il fondatore, nato e cresciuto proprio nel bel mezzo della natura incontaminata della Val d’Ultimo, nutre un legame viscerale con la natura e in particolare con la foresta e, dopo aver lavorato per molto tempo nel settore della lavorazione del legno, decide di unire la sua passione per il legno con il suo entusiasmo per gli orologi.

Per la creazione degli orologi Laimer viene utilizzato legno europeo, come il legno di melo e il bois de rose, ma anche legno tropicale, come lo zebrano e il sandalo. Ogni esemplare viene realizzato esclusivamente con resti di legno certificato FSC dell’industria del mobile. Questo legno proviene da una silvicoltura sostenibile che rispetta la natura e che si contraddistingue anche per alti standard sociali e per un utilizzo ponderato delle risorse. Oltre ai resti di legno vengono utilizzati anche materie prime locali, quali granito e il bianchissimo marmo di Lasa.

Ogni orologio da polso è un pezzo unico, come vuole la natura, perché nessun legno è uguale all’altro e ognuno porta con sé una sua storia. Sul retro della cassa sono incise queste parole: “Indossa la natura”.

Due modelli di orologi da polso Laimer hanno recentemente ottenuto il German Design Award 2018!

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#SANA30th, un challenge per festeggiare il biologico e il naturale

E’ il momento di festeggiare! Non farti cogliere impreparato dal trentesimo di SANA: prepara un dolce bio, indossa un filo di make-up naturale, vestiti eco-friendly o salta in sella alla tua bici per raggiungere la festa.

Attraverso un challenge fotografico, IgersItalia e SANA, il Salone Internazionale del biologico e del naturale – organizzato da BolognaFiere in collaborazione con FederBio -, indicono una grande festa social: ciascun partecipante è invitato a prepararsi secondo le regole della naturalità e del biologico.

Tutti gli utenti sono invitati a mostrare, mediante uno scatto su Instagram, come si preparano a celebrare il mondo del naturale e del biologico, simulando i momenti che caratterizzano l’allestimento di una festa.

Chi aderisce al challenge partecipa al party social di SANA; la festa online mostrerà i preparativi e i regali degli invitati: torte biologiche posate su tavole imbandite, rossetti eco-friendly abbinati al proprio outfit, bambini e pet pronti a festeggiare.

Gli scatti più rappresentativi saranno raccolti sulla community Instagram di @sana_fiera e gli autori delle tre fotografie vincitrici – selezionate dal Social Team di SANA e da una giuria tecnica di influencer – riceveranno una sorpresa unica, compresa la possibilità di partecipare alla trentesima edizione di SANA e vivere un weekend a Bologna.

COME PARTECIPARE AL CHALLENGE?

Queste le premesse di #SANA30th, il nuovo challenge che intende celebrare, attraverso la fotografia, i momenti che caratterizzano la preparazione di una festa (nell’ambito dell’alimentazione, della cura del corpo e dello stile di vita green) inserendo numerosi elementi naturali e biologici.

Dal 23 luglio al 23 agosto è possibile taggare le foto che raccontano la vostra idea di festa bio con #SANA30th e menzionare @igersitalia e @sana_fiera.

E’ possibile consultare il regolamento completo con tutte le informazioni utili su www.sana.it

FESTEGGIA CON #SANA30th E VIVI BOLOGNA

I 3 partecipanti più talentuosi otterranno i pass della trentesima edizione di SANA, in programma a BolognaFiere dal 7 al 10 Settembre. Potranno così vivere la #SANAexperience e, grazie a Bologna Welcome, un weekend bolognese, ricco di attività ed esperienze gastronomiche e culturali.

LA GIURIA DI #SANA30th

Le 3 immagini migliori per impatto visivo, composizione, originalità e capacità di comunicare il messaggio, il sentimento o l’emozione di ciascun settore di SANA (food, cura del corpo e lifestyle), saranno giudicate dal Social Team di SANA e da una giuria di influencer, composta da:

Laura Manfredi

Influencer e volto televisivo, appassionata di green lifestyle e beauty. Instagramer di successo, ha rivoluzionato il racconto della bellezza con lo storico blog Rock’n’mode. Ha scritto per Vogue ed è apparsa su Cosmopolitan Japan, Glamour Italia e Hong Kong weekly magazine.

Alessandro Zaccaro

Instagrammer e community manager, fotografo e cuoco: reinterpreta la cucina biologica attraverso uno stile fotografico riconoscibile e originale. E’ autore del seguitissimo blog di ricette FancyFactory ed esperto di food marketing.

Federica Maiolo

Influencer, fotografa e sostenitrice di uno stile di vita ecologico. Tra i più originali instagrammer italiani, ha reso partecipativo il racconto online della natura e dei viaggi eco-friendly.

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Cavourese vi aiuta a scoprire il Piemonte

Ti piacerebbe scoprire le bellezze del Piemonte, in totale relax? Potrai farlo grazie alla nuova convenzione di Igers Italia con Cavourese, azienda di trasporto e noleggio autobus.

Come? Da oggi i tesserati hanno diritto a uno sconto di 2€ sui viaggi targati Tour4You, l’unico bus network che collega Torino con i maggiori punti d’interesse turistico e culturale della regione Piemonte.

Il codice sconto dedicato verrà indicato scrivendo alla mail soci@igersitalia.com (i prezzi indicati sono già scontati):

Tour4You comprende i seguenti viaggi:

 

– Turin Eco City Tour, l’unico tour della città dal cuore green, con partenza da Piazza Castello, attraverso le piazze e le vie più belle della città, per un’esperienza unica.

Tour attivi tutti i giorni, escluso il martedì, dalle ore 11 alle 17.   

L’audioguida, disponibile in 7 lingue, è in omaggio!

Biglietti: € 10 adulti – € 4 bambini.

Durata del tour: 50 min. circa.

 

– Liguria Shuttle, il servizio low-cost che collega Torino e oltre 30 comuni con la riviera ligure di ponente, per vivere il mare in tutto relax.

Corse disponibili ogni sabato, domenica, lunedì, mercoledì* e venerdì* a partire dal 31 marzo al 30 settembre. * solo nel mese di agosto.

Biglietti: € 14/18 andata e ritorno in giornata; € 20/22 andata e ritorno in giorni diversi.

 

– La Magia della Sacra, l’antica abbazia di San Michele che si affaccia sulla Valle di Susa che ha ispirato il best seller “il Nome della Rosa” di U. Eco.

La Magia della Sacra parte da Torino ogni domenica, da Aprile a Novembre. Date disponibili anche in occasione della festa dell’Immacolata, Natale ed Epifania 2019.

Biglietti (andata e ritorno): € 18 adulti – € 16 bambini.

Programma: partenza alle 8 da Torino e rientro alle ore 13 circa.

 

– Lago Maggiore Tour, alla scoperta di Arona, Stresa e le isole Borromee.

Il bus è disponibile nei mesi di Giugno e Luglio 2018, in date selezionate.

Biglietti (andata e ritorno): € 22,50 adulti – € 12,50  bambini.

Programma: partenza alle 8.30 da Torino e rientro alle ore 13 circa.

 

– Royal Day, il tour che ti porta alla scoperta del Castello Ducale di Agliè e del celebre vino erbaluce, della Reggia di Venaria e i suoi giardini e della Palazzina di Caccia di Stupinigi.

Disponibile a partire dal mese di Agosto.

Biglietti (andata e ritorno): € 22,50 adulti – € 12,50  bambini.

Programma: partenza alle 8 da Torino e rientro alle ore 18.30 circa.

 

– Langhe Up&Down, il bus con partenza da Torino e destinazione Barolo, la Morra, Alba, Barbaresco e Pollenzo.

Disponibile nei mesi di Agosto, Settembre e Ottobre.

Biglietti (andata e ritorno): € 22,50 adulti – € 12,50  bambini.

Programma: partenza alle 8.30 da Torino e rientro alle ore 19 circa.

 

La prenotazione obbligatoria per tutte le linee, escludo il Turin Eco City Tour. Il biglietto si può acquistare online sul sito di Cavourese e a breve anche grazie al bot Telegram CavoureseBot.

 

Per tutte le info su come associarsi e per conoscere tutte le convenzioni puoi visitare la pagina IgersItalia Club.

 

A cura di @igerspiemonte

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Caccia al tesoro fotografica a Sassari con Igers Sassari e Igers Sardegna

Servizio a cura di @alessandrapolo (admin @igers_sardegna)

 

Giovedì 26 e venerdì 27 luglio dalle 18:00 alle 21:30, Igers Sardegna e Igers Sassari insieme al Consorzio Sassari in Centro e Confcommercio Nord Sardegna organizzano una Caccia al Tesoro fotografica alla riscoperta degli scorci più suggestivi del centro storico di Sassari, delle sue vie commerciali e dei suoi palazzi storici.

I Partecipanti

I partecipanti saranno divisi in 3 squadre composte da un massimo di 10 persone. Gli indizi verranno ritirati presso i negozi del Consorzio che prendono parte al gioco insieme a una “Carta Premia speciale” in omaggio.

L’Obiettivo

L’obiettivo sarà quello di “catturare” attraverso foto, stories e video con l’hashtag #sassarincentro ciò che di bello può offrire il centro storico del capoluogo del nord Sardegna. Per l’ultima tappa l’appuntamento è sulla terrazza di Palazzo Ducale da dove si potrà ammirare il tramonto sui tetti della città e l’inizio dell’Eclissi di Luna, la più lunga del secolo.

Per chi fosse interessato a proseguire la serata, ci si sposterà nella storica Piazza Tola per una cena a base di piatti tipici sassaresi.

Come partecipare

Per prendere parte all’iniziativa è necessario inviare una mail a sardegna@igersitalia.it entro la mattina di giovedì 26 luglio indicando nome, cognome, nick instagram e se interessati alla cena sassarese al costo di 20 euro. Saranno accolte solo le richieste di chi ha un account pubblico e attivo da tempo.

NB: La caccia al tesoro prevede una tappa per una sola squadra anche giovedì 26 dalle 18 alle 20.

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L’arte contemporanea può essere rivoluzionaria

Servizio a cura di @cieffe27, @igersreggioemilia

Collezione Maramotti ancora una volta assieme ad Igers Reggio Emilia, stavolta con un contest relativo ad una mostra rivoluzionaria.

Collezione Maramotti è una collezione privata di arte contemporanea a Reggio Emilia, aperta al pubblico dal 2007, che consta di oltre duecento opere in esposizione permanente e organizza, con una programmazione sistematica, mostre e progetti commissionati ad artisti, negli spazi dell’edificio adibiti alle iniziative temporanee. Sorge nella prima sede produttiva di Max Mara, propriamente convertita a spazio espositivo mantenendo l’architettura industriale originaria.

La collaborazione tra Igers Reggio Emilia e Collezione Maramotti va avanti da qualche anno e riusciamo sempre a trovare un’occasione per fare un InstaMeet presso di loro (spoiler: magari quest’anno sarà in autunno?).

Quest’anno abbiamo deciso di lanciare anche un contest relativo alla mostra organizzata in occasione del festival di Fotografia Europea 2018 che terminerà a fine anno.

Si tratta del progetto ideato e realizzato dal duo di artisti svizzeri Lutz & Guggisberg dal titolo “il giardino” che resterà in mostra fino a fine anno.

L’esposizione si sviluppa in un percorso di cinque sale e presenta oltre venti fotografie di formati diversi montate su pannelli e con interventi pittorici, insieme ad agglomerati di oggetti di recupero selezionati dagli artisti in alcuni magazzini locali.

Chiunque visiterà la mostra, taggando le proprie foto su instagram con l’hashtag #CollezioneMaramotti, avrà l’occasione di ricevere gratuitamente il catalogo “Lutz & Guggisberg. Giardini di domani”, Editore a+mbookstore.

Cabine, attrezzi da lavoro, tavoli, sedie, vasche di plastica dai colori sgargianti, cassette, tubi di gomma: nelle fotografie tutto sembra divelto e ribaltato da un apparente uragano appena trascorso, l’atmosfera visiva post apocalittica delle scene rimanda al passaggio recente di una presumibile catastrofe naturale, così come può evocare un possibile processo di distruzione violenta da parte dell’uomo.

Nello stesso tempo queste immagini presentano una bellezza intrinseca, una composizione armonica di colori e forme in cui si manifestano piccoli dettagli lirici, connessi sia a elementi umani (il piano di un tavolo tondo che diventa una luna terrena, una casetta tranciata in due parti ricomposte sottosopra) che naturali (bucaneve e crocus che nascono tra le macerie, bulbi di cipolle che spuntano sotto alle tavole, un gatto che dorme).

Queste immagini testimoniano la rottura violenta di un ordine costituito e l’affermazione della Natura come forza irriducibile e inesorabilmente più potente dell’uomo e della sua storia: nel processo di distruzione e ricostruzione della realtà, la Natura riprende il suo corso su ciò che l’uomo crea.

La rivoluzione si manifesta qui come movimento in una doppia declinazione: il cambio di traiettoria, lo spostamento da una data condizione e insieme il ritorno, dall’andamento circolare, dei cicli naturali.

Gli interventi pittorici sulle immagini stampate rappresentano una realtà ultra-fotografica, generano una dimensione altra, forse utopica, che è propria di ogni processo artistico.

Lutz & Guggisberg utilizzano una grande varietà di media nel loro lavoro: pittura, scultura, installazioni, video, fotografia, performance, e hanno anche prodotto una propria biblioteca di libri immaginari in costante crescita. I micro- e macrocosmi che i due artisti creano e compongono, come pseudoscienziati o alchimisti, traggono ispirazione da ogni branca della conoscenza umana, dall’antropologia alla letteratura, dalle arti visive all’architettura o le scienze naturalistiche.

Le loro opere e i loro ambienti spesso trasmettono sensazioni ambigue e attivano un senso di stupore; attraverso percorsi narrativi non lineari, entrano in connessione diretta con la percezione dello spettatore.

Nell’approccio estremamente aperto e anarchico alla generazione dell’opera d’arte di Lutz & Guggisberg – frutto di libere associazioni e insieme di un’analisi parascientifica della realtà – l’ironia, il paradosso e il gioco convivono con una misteriosa ambivalenza e un sotterraneo senso sovversivo.

Ci aspettiamo dagli igers che visiteranno la mostra uno sguardo rivoluzionario e speciale.

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Challenge fotografico “Il profumo del mare”

Il mare emana una miriade di profumi bellissimi che restano impressi dentro di noi, anche quando siamo lontani. Tutto vicino al mare è profumo e ricordo. Una conchiglia dalle striature dorate, le alghe, la brezza marina delle prime ore del mattino, la sabbia, la bonaccia notturna, il legno bagnato della barche dei pescatori, la vegetazione che nasce sugli scogli, la tempesta ed il post tempesta, la rugiada salmastra.

 

Dal 23 Luglio al 12 Agosto condividi con un’immagine tutti quei ricordi e luoghi che ti ispirano quando pensi al mare e al suo profumo e partecipa alla nuova sfida fotografica di Acqua dell’Elba, lo storico marchio di profumi artigianali toscano, partner di Igers Italia in moltissime iniziative ed eventi dedicate al mondo della fotografia negli ultimi anni.

 

Per partecipare segui l’account Instagram @acquadellelba e scrivi nella descrizione della tua immagine a tema “Il profumo del mare” gli hashtag #ilprofumodelmare #acquadellelba #igersitalia.

 

Le immagini migliori, a insindacabile giudizio dei responsabili dell’azienda manifatturiera profumiera, saranno omaggiate di uno dei profumi attualmente sul catalogo online di Acqua dell’Elba.

 

Gli autori selezionati saranno contattati tramite messaggio diretto dopo il 20 Agosto.

 

(fotografia di Benedetto Demaio

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catchtheGreen – Raccontaci il Green

 

catchtheGreen: al via il nuovo challenge di Igersmilano 

 

L’attenzione per l’ambiente, la salvaguardia del Pianeta, prima ancora che dei grandi trattati internazionali e delle istituzione, è una responsabilità che riguarda tutti noi, a partire dalle nostre azioni quotidiane. Per questo IgersMilano in collaborazione con Vaillant, vi invita a raccontare con le immagini questo importante tema nella vita di tutti i giorni. Azioni, momenti, piccoli e grandi gesti, qualcosa di inaspettato: l’interpretazione è libera! L’obiettivo è mostrare come ogni giorno, tutti possiamo fare qualcosa per avere città più vivibili, aria più respirabile, acque più pulite, per il benessere di tutti gli abitanti del Pianeta. Partecipare è facile! 

Dal 16 luglio al 30 agosto condividi su Instagram le tue immagini con l’hashtag #catchtheGreen. Le immagini più significative verranno selezionate per essere protagoniste di una mostra che si terrà il 19 settembre presso la sede milanese di Vaillant Italia, in zona Maciachini. Ricordati di usare anche gli hashtag #TheGreenEvolution e #failacosagiusta Partecipa anche tu, anche questo è un gesto di amore per il Pianeta!

E’ possibile taggare immagini già pubblicate

 

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Alessandra Polo e la sua Sardegna si raccontano

È un’affermata social media strategist, co-fondatrice dell’associazione @igersitalia e fondatrice di @igers_sardegna, sassarese residente a Cagliari. Molti di voi già conoscono Alessandra Polo ed in occasione dei preparativi per l’assemblea nazionale di Instagramers Italia, che quest’anno si terrà nella sua amata Sardegna, abbiamo deciso di eleggere proprio lei come iger del mese, e con la sua proverbiale serietà e precisione si racconta in questa intervista.

Com’è strutturata la tua giornata tipo?

Trascorro fin troppe ore davanti al computer o al mio smartphone per programmare e seguire le diverse realtà che gestisco. Molto tempo lo dedico naturalmente alla community di igerssardegna, seguendo attentamente le attività che vi si svolgono. È un canale che nel tempo è cresciuto dando grandi soddisfazioni, arrivando a rappresentare in qualche modo una fonte autorevole di informazioni relative a ciò che è possibile scoprire in Sardegna; non solo per quanto riguarda il nostro bellissimo mare, ma anche tutto quello che va dall’archeologia alla tradizione enogastronomica, ai territori interni che sono ricchi di tanti bellissimi borghi.

 

Per professione ti occupi di social media marketing, quanto impatta l’uso di Instagram nelle strategie di comunicazione aziendale?

Sempre di più. Non è pensabile oggi non presidiare anche Instagram, con tutto quello che chiaramente comporta lo sfruttare un canale sempre più popolato da un pubblico di giovanissimi che ha letteralmente abbandonato o probabilmente non si è mai iscritto a Facebook. Per quanto quest’ultimo resti il più popolato con i suoi due miliardi di utenti è sicuramente un canale che negli anni ha visto crescere l’utenza del pubblico dei più grandi, di genitori ed anche nonni, ed è esplorando piattaforme più mature che rispondono i giovani. È indubbia l’importanza del racconto attraverso le foto e abbiamo già potuto notare quanto su Instagram stia diventando sempre più importante poter raccontare e avvicinarsi al proprio pubblico anche attraverso i video. Lo conferma la nuovissima funzione IG TV che vuole in qualche modo contrastare o sfidare YouTube.

 

Se tu potessi decidere, come sarebbe Instagram? Cosa modificheresti e perché?

Come sappiamo tutti Instagram non è più il social di una volta. Purtroppo sono tante, troppe, le persone che ritengono di poter crescere soltanto falsificando numeri e facendo sì che questa sia la strada da perseguire. Per questo motivo è più complicato lavorare in modo costante su di un progetto fotografico e distinguersi. Però, se si ci si focalizza e si lavora con costanza e qualità, dedicando realmente tempo agli utenti interagendo con loro, è ancora possibile essere apprezzati come content creator di valore. Mi piacerebbe tornare indietro, che ci fosse più coerenza e più spirito di community. Sarebbe bello se Instagram intervenisse per sbloccare questa situazione. Prima le aziende non si rendevano conto di quanto fossero falsati i numeri e di quanto poco senso avesse coinvolgere solo ed esclusivamente gli utenti con un gran numero di followers, alcune adesso stanno iniziando a farlo, e vorrei che ci fosse sempre più attenzione per i content creator che riescono realmente ad influenzare la propria utenza. Una cosa che, invece, non è mai stata fatta, e mi piacerebbe molto fosse inserita, è la ricerca per doppio hashtag che potrebbe essere uno strumento utile nel momento in cui si fanno determinate ricerche.

 

Le community della Sardegna sono fortissime: raccontaci come reagisce il territorio.

Le community della Sardegna sono le prime ad essere nate come gruppi con lo scopo di riunire gli appassionati di Instagram, e, nonostante siano arrivate nel tempo altre realtà, ciò che ci differenzia è il tipo di racconto che facciamo. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di fare un racconto a tutto tondo, dall’artigianato, che è una delle nostre rubriche settimanali, ai prodotti tipici, oltre naturalmente al paesaggio e alle persone che lo abitano: insomma tutto quello che può trasmettere l’autenticità della Sardegna. Oltre a condividere i best of, ovvero il meglio di igerssardegna, igerscagliari, igerssassari, igersnuoro e igersoristano condiviso dagli utenti con i nostri hashtag, tutti noi admin ci impegniamo a pubblicare nostri contenuti. Siamo sempre a caccia di nuovi scorci o attimi da catturare, che siano in grado di raccontare quel qualcosa in più rispetto a quello che viene già diffuso dagli utenti delle nostre community. Il territorio reagisce, quindi, molto bene, infatti, spesso, veniamo contattati per partecipare ad iniziative e contribuire a diffondere sui nostri canali l’esperienza vissuta. Ci capita anche di organizzare quelli che chiamiamo “social tour”, con i quali il racconto inizia su Instagram, continua su Facebook e infine, ad esempio, finisce sul blog di uno dei partecipanti. È un racconto diffuso che ci consente di trasmettere l’esperienza vissuta in un determinato territorio ed è un format che portiamo avanti da qualche anno. Viene costruito un percorso che ci porta a incontrare l’artigiano del posto o ad assaggiare il piatto tipico e condividere il tutto mostrandolo sia attraverso i canali dei singoli partecipanti che quelli delle community.

 

Da quando siete presenti puoi raccontarci 3 cose positive e 3 cose negative che sono successe?

Dal 2012 sono successe tante cose positive, perché tante sono state le belle iniziative. Non saprei dirne tre nello specifico. Quello che può esserci di negativo è che capiti che un admin abbandoni il suo ruolo, ma questo capita principalmente a causa di impegni lavorativi o personali. Ciò che fin da sempre ho chiesto è un certo tipo di impegno; non è un caso, infatti, che per noi sia importante riuscire a fare qualcosa in più rispetto a quello che viene chiesto alle community.

 

C’è stato un evento organizzato dalle community che ti ha più soddisfatta o ti è rimasto più nel cuore? Perché?

Ogni evento è l’occasione per incontrare persone nuove e per rivedere persone che in qualche modo ci sono da sempre. Alcuni eventi consentono di far scoprire a noi stessi e agli altri territori in cui non eravamo mai stati prima. Quando si tratta di luoghi che per qualche motivo non avevano ancora avuto modo di mettere in luce la propria bellezza è sempre gratificante poter condividere la scoperta con altre persone che hanno lo stesso desiderio di raccontare ciò che ci circonda. L’evento che più mi rimarrà nel cuore sarà forse quello che si sta organizzando in questo periodo. Mi riferisco all’evento che normalmente è il più importante della nostra Associazione Instagramers Italia e che quest’anno vedrà protagonista proprio la Sardegna. A settembre, infatti, dal 21 al 23, si terrà l’assemblea nazionale che porterà qui, da tutta Italia, tantissimi Community Manager che finalmente avranno l’opportunità di visitarla e di scoprirla al di là dei contenuti. Tanti soci che ci seguono hanno espresso più di una volta il desiderio di raggiungerci, quindi posso già immaginare il gran bel movimento che ci sarà in quei giorni.

 

Grazie Alessandra, siamo sicuri che anche l’assemblea nazionale di quest’anno sarà un successo e la tua terra sarà in grado di ospitare ed incantare i nostri soci. Ci vediamo a Settembre!

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Artisti su Instagram: 3 profili che trasformano in arte il quotidiano

Come sappiamo bene i social network sono un potentissimo mezzo di condivisione e per questo una vera e propria vetrina sul mondo.

Sono tantissimi gli artisti che utilizzano Instagram per diffondere la propria passione per l’arte e per presentare le proprie opere ad un ampio pubblico con il quale avere facilmente una comunicazione diretta. Disegnatori, illustratori, scultori, tatuatori rendono la piattaforma uno scrigno dal quale assorbire ispirazione e creatività.

Tra questi alcuni sono accomunati da qualcosa di unico che affascina e cattura: la capacità di trasformare in arte la vita quotidiana. Più precisamente cibi e oggetti che utilizziamo nella vita di tutti i giorni per il solo loro scopo, ma che potremmo utilizzare anche per ciò che la nostra immaginazione ci suggerisce, se solo sapessimo ascoltarla!

Vi è mai capitato di vedere un frutto, una posata, una molletta inseriti in un contesto che non riguarda affatto questi oggetti in grado di farvi esclamare “wow”?

Se si, il merito potrebbe essere stato proprio di uno o più tra gli artisti che fanno parte della categoria menzionata precedentemente.

Tre di questi: @bernulia, @tanaka_tatsuya e @beccaclason.

La giovane artista mantovana Giulia Bernardelli crea opere provenienti dalla natura utilizzando il caffè come inchiostro, frutta e verdura in coloratissime composizioni geometriche, foglie e fiori per lettering creativo. Nei suoi scatti sfrutta oggetti di uso comune e molto spesso legati al caffè come tazze e tazzine, cucchiaini, ma anche le sue stesse mani.

Tatsuya Tanaka è un artista giapponese famoso per il suo Miniature Calendar, ovvero sorprendenti opere in miniatura incredibilmente realistiche che realizza ogni giorno servendosi di oggetti di uso quotidiano, con l’aiuto di action figure per dare vita alle sue creazioni. Sul suo sito web dice “tutti devono aver avuto pensieri come questi prima: broccoli e prezzemolo a volte possono sembrare una foresta di alberi, e le foglie degli alberi che galleggiano sulla superficie dell’acqua a volte possono sembrare piccole barche. Eventi quotidiani visti da un’altra prospettiva possono portarci molti pensieri divertenti. Ho voluto prendere questo concetto ed esprimerlo attraverso le fotografie.” e così ha iniziato a dare vita ad opere d’arte uniche nel loro genere, riuscendo nel suo intento.

Becca Clason è un’artista californiana del lettering tattile, capace quindi di creare parole, testi, citazioni con frutta, caramelle, fiori, noccioline, verdura e chi più ne ha più ne metta. Se il lettering con pennino e inchiostro è in grado di stupire per la manualità di chi lo realizza, il lettering di Becca è in grado di far percepire il sapore e l’essenza delle parole che sceglie di portare in vita.

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Instameet nei sotterranei della Fortezza da Basso a Firenze

Una grande novità nell’estate 2018 a Firenze è l’apertura del Forte San Giovanni, più noto come Fortezza da Basso, monumento storico al centro dell’offerta fieristico-congressuale di Firenze Fiera.

Il grandioso fortilizio mediceo si apre per la prima volta al pubblico per mostrare a cittadini e visitatori tutto il suo storico splendore. In particolare Firenze Fiera, grazie alla collaborazione con MUSE Firenze e il Comune di Firenze, apre i sotterranei della Fortezza e sarà possibile accedere agli antichi camminamenti che corrono sotto le mura. Un affascinante viaggio attraverso i secoli nella grande storia di Firenze, le sale più antiche, ambienti storici perfettamente restaurati che conservano ancora oggi il loro fascino originario.

Le Community di Igers Toscana e Igers Firenze vi invitano sabato 28 Luglio ad un esclusivo Instameet alla scoperta dei sotterranei della Fortezza. Durante le visite sarà possibile comprendere meglio la storia e l’architettura, ammirare la città dall’alto del mastio e percorrere una parte del camminamento di ronda sotterraneo. Attraversare le antiche sale dei quartieri monumentali: la Sala Ottagonale, le Grotte, la Cannoniera e il Teatrino Lorenese.

EVENTO GRATUITO con registrazione obbligatoria su Eventbrite all’indirizzo https://sottolafortezza.eventbrite.it

RITROVO all’ingresso della Fortezza alle ore 13.45 per il primo turno di visite e alle 15.00 per il secondo. Per partecipare è necessario avere un account Instagram pubblico e utilizzare nelle immagini pubblicate durante l’instameet i seguenti hashtag: #sottolafortezza #firenzefiera #fortezzadabasso #igersfirenze #igerstoscana

Un’esperienza unica, nel cuore di Firenze, grazie alla community degli Igers e Firenze Fiera.

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News da Instagram: arriva lo sticker “Domande” su Stories

La news rilasciata poche ore fa da Instagram riguarda un nuovo sticker disponibile su Stories, si chiama “Domande“, ed è attivo su moltissimi account già da diverse settimane. Ve l’avevamo anticipato qui alcuni mesi fa.

Con lo sticker “Domande” è possibile creare all’interno delle stories proposte di quesiti per i nostri follower, rendendo l’interattività della comunicazione più divertente. Lo sticker è un ottimo modo per conoscere meglio il nostro interlocutore, per venire più a contatto con la sua personalità e la sua creatività, anche in un contenuto a scomparsa come stories.

Come funziona?

Lo sticker “Domande” attivo su Instagram Stories

 

Semplicissimo, basta caricare una foto o un video, aprire la gallery degli Sticker e fare click su “Domande”, digitare la proposta di domanda da rivolgere ai nostri following, posizionare lo sticker in qualsiasi punto della story e pubblicare il contenuto.

Una volta che la story è stata pubblicata i nostri contatti potranno porci domande quante volte vorranno, i quesiti che otterremo li troveremo al di sopra dell’elenco degli spettatori, ovvero, sopra le views. Possiamo decidere poi di rispondere alle domande che vogliamo facendo click sui quesiti stessi al di sopra delle views e di conseguenza creare tante nuove stories per ogni singola risposta che decideremo di dare.

Per questioni di privacy solo noi saremo in grado di visualizzare chi ci ha posto le domande, e non i nostri following nelle stories di risposta.

Lo sticker “Domande” è l’ultimo introdotto dalla piattaforma, sempre su stories, per aumentare il senso di “community” con i nostri follower e migliorare l’interazione con chi ci segue costantemente. Ricapitolando, gli sticker che ci danno interattività su stories fino ad oggi sono:

Sondaggi: porre una domanda dando due alternative di risposta; Emoji slider: dare una risposta tramite un emoji a scorrimento su un contenuto molto immediato; Domande.

Lo sticker “Domande” è disponibile su iOS e Android dalla versione 52.

 

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La maternità raccontata su Instagram

La gravidanza e la maternità sono percorsi incredibili all’interno della vita di una donna, composti da momenti di gioia ineguagliabile e dolcezza immensa ma anche da difficoltà e debolezza.

Sono numerosissimi i blog a tema maternità nei quali vengono sfatati i miti dell’essere mamma e messi a nudo gioie e dolori di questa avventura, ed anche Instagram non è da meno, anzi, la piattaforma ospita mamme e famiglie provenienti da ogni parte del mondo che negli ultimi anni hanno fatto rete comune supportandosi a vicenda.

Tantissime mamme scelgono di confidarsi attraverso immagini e pensieri a testimonianza del fatto che ogni madre cerca la strada migliore da percorrere insieme ai suoi bambini, che ogni madre dona tutto il proprio cuore e tutte le proprie forze giorno dopo giorno per insegnare loro a vivere.

Le storie di queste mamme sono diverse tra loro ma accomunate dalla stessa voglia di raccontarsi e condividere esperienze. Ci sono mamme che hanno fondato quelle che ad oggi rappresentano ormai vere e proprie community a tema. È il caso di @instamamme, la prima community di mamme su Instagram dal 2011, e di @thewomoms, fondata da @soraidaso nel 2013 pensando all’importanza di non dimenticare di essere donne, prima di essere mamme.

Ci sono mamme come @marysol_life che non amano solo immortalare e raccontare i loro figli ma anche le loro golose ricette. Le loro gallery sono piene di ingredienti, di colori, di crostate appena sfornate che fanno venire l’acquolina in bocca, di manine impiastricciate e grembiulini.

Ci sono mamme come @ilfruttodellapassione che sanno che per essere una famiglia non è necessario assomigliarsi, ma è necessario amarsi, e soprattutto che sanno spiegarlo. Perché “ci sono diversi tipi di vite. Quelle che scorrono facili e quelle che invece no, perché viaggiano in senso contrario.” ma sorprendentemente arrivano alla stessa meta mozzafiato.

Ci sono mamme creative come @pluswonderland che compongono meraviglie attorno ai loro bambini, giocando per prime, portando in casa la primavera ad ogni stagione. Sbocciano in ogni loro fotografia riuscendo a far sembrare la maternità un’incantevole passeggiata.

Ci sono mamme semplici come @mamafedona con il sorriso stampato in faccia, che profumano di vita quotidiana, che sanno che la vera felicità è quella condivisa. Le loro gallery sono piene di grasse risate e abbracci, salti e giravolte, lotte con i cuscini e amici pelosi.

Ci sono mamme retrò come @ninakinablog con uno stile senza tempo, che amano condividere ogni scoperta e in ogni loro scatto c’è il sole, anche quando non c’è. Che hanno fatto di “less is more” il loro personale motto e se non possono raggiungere la spiaggia portano la spiaggia fra le quattro mura domestiche.

Ci sono mamme come @latendainsalotto che partono all’avventura, letteralmente. Che non si lasciano intimorire dai possibili imprevisti ed organizzano un viaggio in macchina con due bambini per percorrere l’Italia intera e ammirare quanti più scorci e borghi possibili.

E ci sono mamme che sono tantissime altre cose o tutte queste messe insieme. In grado di racchiudere nel proprio profilo Instagram tutte le sfaccettature di una vita piena e vissuta, per ispirare, supportare e confortare chi le segue.

La maternità raccontata su Instagram pluswonderland ninakinablog marysol_life latendainsalotto ilfruttodellapassione

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Reggia di Caserta: il successo rivoluzionario di Mauro Felicori

La Reggia di Caserta è uno dei siti culturali italiani tra i più visitati e tra i più interattivi e seguiti sui social: circa 178 mila follower su Facebook, quasi 8 mila e cinquecento su Twitter e si sfiorano i 28 mila su Instagram, con altrettante interazioni da ogni parte del mondo.

Dopo un passato vissuto un po’ all’ombra del suo antico sfarzo, “bella”, “bellissima”, “meravigliosa”, “fantastica” e anche “direttore”, sono i termini più utilizzati sul web per descriverla, secondo il rapporto di sentiment analysis presentato nel 2016 dallo staff di Cineca e dal Direttore della Reggia, Mauro Felicori, che abbiamo voluto intervistare per scoprire il segreto di un museo very social (e così popular).

Direttore, ci tengo a ringraziarla per aver concesso al blog di Igers Italia questa intervista. Partiamo subito cominciando dall’inizio: quando lei è diventato Direttore della Reggia di Caserta, che situazione ha trovato sul versante web e cosa ha constatato fosse urgente e utile migliorare?

Quando mi nominarono Direttore, analizzando la presenza sul web del museo notai un sito un po’ vecchio e affaticato, che andava rimodernato. Dal lato social, una buona presenza sia sulla piattaforma Facebook che su Twitter. In seguito, attivammo anche il canale Instagram, che sin da subito ha dato ottimi risultati. Nel riformulare una strategia di comunicazione digitale, abbiamo continuato a potenziare Facebook, che oggi conta oltre 170.000 utenti e che risulta essere la pagina, fra i musei italiani, tra le più interattive. A tutto questo, ho deciso di aggiungere anche una gestione originale del mio account personale per promuovere quelle che sono tutte le attività organizzate o che si verificano all’interno della Reggia, così da avere anche un dialogo personale con il pubblico e la città e comunicare notizie e informazioni in maniera meno istituzionale, più slegata dalle regole che la comunicazione istituzionale deve rispettare. Una aspetto che comincio a vedere imitata anche da altri che rivestono ruoli simili al mio.

I dati elaborati da Cineca parlano chiaro: aumento follower e opinion mining positivo. In uno dei vostri report, avete dichiarato di essere stati tra i primi a comprendere che i social avevano un potenziale enorme anche per avvicinare e comunicare, oltre che raccogliere disamine di utenti e fruitori. Questa particolare attenzione fa di lei un Direttore molto social e della Reggia una case history.

In maniera molto semplice credo che la dimensione social sia l’agorà, lo spazio pubblico del XXI secolo. Lo spazio pubblico oggi è soprattutto digitale, il social è fondamentale per il confronto e la formazione dell’opinione pubblica. Sono convinto che il Direttore di un’istituzione pubblica oggi debba usare ogni mezzo per rendere trasparente il proprio lavoro con i cittadini. Noi siamo i dipendenti di quella grande società per azioni che si chiama Repubblica Italiana, con 56 milioni di azionisti. Svolgendo una funzione pubblica dobbiamo rendere conto del nostro operato. Possedere e utilizzare uno spazio in cui raccontiamo quello che facciamo credo che sia innanzitutto un dovere, ma anche un vantaggio, perché facciamo conoscere le nostre attività, le promuoviamo. In ultimo, ma non meno importante, reputo i social un modo molto originale per equilibrare o correggere il nostro lavoro, accogliendo le proteste, le critiche, le idee dei visitatori e dei cittadini, che non vanno mai sottovalutate quando poste educatamente. Prima di tutto rispondiamo ai messaggi che riceviamo (che a me pare già un grande segno di civiltà), ma non ci limitiamo a questo: perché facciamo diventare le critiche un modo per migliorare i nostri servizi. Raccogliamo i suggerimenti che i cittadini ci lasciano anche sui social e li smistiamo ai funzionari, ognuno per la competenza oggetto della critica, trasformandoli così in un’importantissima risorsa per migliorarci. I social e il web mi ritornano così molto utili non solo per conoscere il sentiment dei fruitori sulla visita, ma a volte anche per venire a conoscenza di negatività che accadono all’interno della Reggia. E’ capitato, per esempio, che proprio tramite i social ci giungessero segnalazioni che ci hanno permesso di intervenire per migliorare un particolare aspetto, soprattutto nel parco immenso che circonda la struttura: un guasto, la presenza di rifiuti o simili problemi. Sono diverse le funzioni per cui riteniamo che i social siano utili e cerchiamo di utilizzarle tutte.

Oggi assistiamo ad un progressivo aumento di istituzioni pubbliche che cominciano piano piano ad utilizzare i social network non solo per comunicare, ma anche per raccogliere feedback. Spesso si abbattono barriere, ma spesso ci si ritrova anche a dover gestire delle crisi. Vi è mai capitato di doverne gestire una? E come vi siete comportati?

Rigetto con fermezza, sia sui miei canali personali che su quelli ufficiali della Reggia, offese o commenti lesivi, e non costruttivi, verso le persone, la struttura o il lavoro dei miei collaboratori. Come non accetto che un lettore utilizzi una nostra comunicazione o un mio post personale per offendere un altro utente – il mezzo è pubblico e può capitare. Non accetto mai la maleducazione. Al contrario, accetto tutte le valutazioni, meglio se costruttive. Quando è possibile vengono, appunto, trasformate in fattori di miglioramento. In sintesi, possiamo e posso ritrovarmi concorde o meno sulle critiche, ma queste devono essere educate.

Vincenzo Zuccaro – responsabile dell’Ufficio di comunicazione della Reggia – in un’intervista ha commentato la riforma ministeriale in materia anche di autonomia per quel che riguarda le strategie di comunicazione museali. Quanto vi sentite liberi di connettere l’aspetto istituzionale con quello emozionale nel comunicare la Reggia, sui social?

Come Direttore e insieme a tutto lo staff della comunicazione, ci sentiamo liberi di dire la nostra. Certo, adottiamo un’auto-disciplina che mette al centro il rispetto degli altri e la necessità di un dialogo rispettoso fra le istituzioni, sia nei rapporti con le tante componenti del Ministero, con gli altri ministeri, con il sistema istituzionale locale: Comune, Provincia, Regione, Prefettura e forze dell’ordine e altri enti pubblici territoriali e nazionali. Fra istituzioni occorre mantenere il dialogo con il massimo rispetto ed educazione, anche quando c’è dialettica di posizioni. I cittadini non capirebbero il contrario. Come Direttore cerco di essere la voce della Reggia, e lo faccio anche quando c’è differenza di posizioni, mantenendo sempre un atteggiamento positivo e propositivo, oltre che costruttivo, nelle polemiche o nelle critiche. Credo che i cittadini apprezzino anche la trasparenza del dialogo plurale, se c’è serenità.

Politica della trasparenza, coinvolgimento del pubblico e buona comunicazione integrata on e off line: quanto questa strategia ha influito, in termini di presenze, sulle visite al museo?

Il caso della Reggia è un caso un po’ particolare. Si tratta sì di uno dei monumenti più importanti d’Europa, ma quasi sconosciuto e molto sottovalutato, purtroppo, ancora oggi. Quando ne sono diventato Direttore, siamo partiti da una situazione non facile, di sotto/comunicazione molto grave: se ne parlava pochissimo – anche se siamo stati tra i primi a sbarcare sui social – e ciò che ne prevaleva sui media erano quasi sempre gli aspetti negativi del monumento e del territorio. C’era tanto ritardo da recuperare. In poco tempo abbiamo dato un forte impulso alla comunicazione: oltre che sui social – una delle espressioni – siamo presenti sulle televisioni, nelle radio e sui media tradizionali, come i quotidiani. Questi ultimi, nonostante il numero medio dei lettori sia in calo, sono ancora quelli che danno autorevolezza alle opinioni e ai luoghi. Inoltre una parte della popolazione, quella un po’ più adulta e più colta, è ancora legata alla carta stampata, anche se magari la legge in rete. Mentre la circolazione delle notizie in rete è abbastanza indifferenziata oggi, giornali e riviste hanno ancora un certo grado di autorevolezza costruita negli anni. Per fare un esempio: se un nostro risultato economico è pubblicato da un giornale di settore riconosciuto a livello nazionale, è ovvio che quella forma di comunicazione sarà più autorevole di un mio post o di uno pubblicato semplicemente sugli account della Reggia. Considerando la grande potenzialità della comunicazione in generale, ovvio è che dobbiamo utilizzare tutti i canali in maniera integrata. La comunicazione è come un grande pianoforte fatto da tanti tasti, bianchi e neri, e bisogna saperli suonare tutti per ottenere una melodia piacevole. Certo è che ritengo personalmente errato l’atteggiamento snob, anche da parte di tanti esponenti della pubblica amministrazione, nei confronti dei social. Se una persona come tale è contro Facebook o non ha uno smartphone, non c’è nulla di male perché le scelte individuali sono sempre scelte culturali libere. Se però questa ostilità è trasferita anche all’interno del proprio lavoro e può influirvi, soprattutto nel caso di un grande ente pubblico, ecco, questo atteggiamento non è corretto, perché secondo me si è invece obbligati ad utilizzare ogni forma e mezzo di comunicazione di massa per informare, tenersi aggiornati e raccogliere feedback. Non si può trasferire una propria posizione individuale su di un piano professionale. Occorre essere sempre aggiornati e sfruttare tutte le possibilità che si posseggono, nel nome della trasparenza e dell’informazione.

La Reggia di Caserta sui social. Foto di Francesco Cimmino.

Una cosa che è evidente, sia sul suo account personale che su quelli istituzionali, è un utilizzo del museo non solo come tale, ma anche come contenitore per altro tipo di eventi, per portare diverse forme artistiche all’interno della Reggia. Questa si è rivelata una strategia vincente solo a livello territoriale o si è riusciti anche così ad attrarre curiosi da più parti?

Abbiamo cercato di dare l’idea di una Reggia aperta alle diverse proposte artistiche e culturali, che diventa una piattaforma, un palcoscenico per le realtà, per le progettualità e la creatività territoriali, volendo anche rinforzare il rapporto con il visitatore che può fruire di diversi eventi organizzati settimanalmente (presentazioni, concerti, rappresentazioni teatrali e così via). In questo modo diamo un’idea viva del museo, dove avvengono tante cose, non di un luogo stantio. La Reggia, forse a differenza di altri siti, è un museo popolare, non è un museo esclusivo. Vengono i nonni, le famiglie, gli adulti e i bambini. Era la casa dei re e la monarchia ha sempre un fascino popolare (basti vedere l’esempio dell’ultimo royal wedding) e alla gente piace quest’atmosfera fatata. Va mantenuto un posto vivo, vivace e non polveroso, che sappia accogliere tutti i diversi tipi di pubblico.

Realtà aumentata: apertura anche a questa forma espositiva e coinvolgente, con esempi che vanno oltre la mera riproposizione della vita nella Reggia. Quest’intuizione è servita?

Durante la mia esperienza bolognese, lavorando per il Comune, con Cineca abbiamo fatto tante esperienze di modellazione 3D e già dai primi anni 2000 siamo stati pionieri, in particolare con l’idea di accedere alle banche dati attraverso i modelli 3D. Nella Reggia di Caserta ho dovuto dare priorità ad altre urgenze, però resta il sogno di poter raggiungere le condizioni per poter andare oltre. Spero vivamente, e presto, di poter fare un uso massiccio all’interno del museo di nuove tecnologie, anche sperimentali, perché queste possono permettere al museo di essere più comunicativo. Per me questi luoghi non sono mere collezioni di opere, ma devono essere delle macchine creative, macchine comunicative, luoghi che parlano, in cui la gente si diverte, impara e ha possibilità di uscirne non solo più colta e informata, ma anche con la voglia di ritornarci. Quindi mi accingo ad iniziare la stagione dell’applicazione delle ICT alla Reggia, ma per cominciare voglio essere sicuro di avere i finanziamenti sufficienti sia per coinvolgere tutta la struttura, compreso parco, giardino inglese ed acquedotto, sia di avere nel tempo la possibilità di continui aggiornamenti, perché uno dei problemi e dei vantaggi delle nuove tecnologie, infatti, è che se si comincia non si può più smettere, bisogna evolversi continuamente, i sistemi dopo qualche tempo diventano obsoleti, soprattutto se si vuol coinvolgere un pubblico più giovane. Ecco perché mi muovo con molta moderazione, anche se è una cosa a cui ci tengo molto.

Ritornando all’aspetto social della Reggia, Facebook è per antonomasia il social più utilizzato e coinvolgente. Instagram, però, sta subendo delle evoluzioni importanti per quanto riguarda coinvolgimento e diffusione d’uso. Che risposta state avendo tramite quest’app?

Su Facebook, ovviamente, siamo molto forti, ma il nostro bacino di utenti è soprattutto italiano, campano. Il nostro pubblico di Instagram, invece, è molto più internazionale e quindi mentre Facebook ci permette un importante dialogo con il territorio, Instagram ce ne permette uno di respiro più largo. La nostra esperienza è partita da Facebook per arrivare a Instagram, ultimo account attivato che però ci sta dando ottimi risultati in questo senso. Abbiamo più di mille like in media per post, con circa 30.000 follower che seguono e commentano. Anche io personalmente sto sperimentando il mezzo – tramite il mio account personale – e devo dire che lo ritengo davvero interessante, utile e divertente. Noto un ottimo ritorno. Nonostante sia cresciuto nell’epoca della parola, più che delle immagini, mi diverto molto ad imparare a comunicare anche senza lettere, solo con le fotografie. Difficilmente aggiungo frasi, proprio perché mi impongo di parlare con gli occhi. Ho la fortuna, per lavoro, di partecipare e visitare tantissimi luoghi e occasioni talmente belle che sento urgenza di farle vedere anche agli altri, rendendoli partecipi.

All’interno della Reggia abbiamo avuto anche un paio di esperienze con le Invasioni Digitali, eventi che hanno avuto un buon esito e un ottimo riscontro – cosa che avevo sperimentato già in passato a Bologna, nel cimitero della Certosa in particolare. E’ una tipologia di manifestazione che mi piace molto, anche perché sono un grande sostenitore del crowd-sourcing, del trasformare le persone in risorsa. L’idea che il museo, oltre al suo personale, abbia tanta altra gente che volontariamente contribuisce con i propri contenuti ad arricchirne l’immagine e la comunicazione della Reggia mi entusiasma, la ritengo un’idea davvero moderna e ampiamente incentivabile.

Forse Instagram, per svariate ragioni, ha perso un po’ della sua immediatezza ma con l’introduzione delle stories sembra stia recuperando questa sua caratteristica originale. Come le utilizzate all’interno della vostra strategia di comunicazione social?

E’ da poco che abbiamo cominciato ad utilizzarle e i dati mi sembrano già ottimi. Vediamo come procede, anche io le sto sperimentando!

Su Instagram gli utenti stranieri sono tanti e pare che manifestino il loro apprezzamento, sia se hanno già visitato il museo o se vogliono ritornarci. Ma avete commenti anche di italiani all’estero o emigrati altrove che si interessano alla Reggia?

Abbiamo dei dati interessanti, ma sa, non abbiamo ancora valutato questo aspetto. Lo ritengo un ottimo suggerimento per valutarne il sentiment, soprattutto perché la Campania è terra di emigrazione. Sarebbe interessante comprendere e valutare in che misura incidiamo sul contatto dei campani all’estero con la propria terra. E’ un’osservazione molto stimolante che ho annotato. Provvederemo!

Si è parlato molto della Reggia di Caserta come espressione del personal brand del suo direttore. Lei è d’accordo con questo aspetto?

Dipende dal significato che si vuol attribuire a quest’affermazione. Secondo il primo rapporto di sentiment analysis, è vero che io per un certo periodo, intorno al 2016, essendo stato coinvolto in alcune polemiche, come quella con i sindacati che mi accusavano di lavorare troppo, ho avuto un certo ritorno di immagine a livello nazionale per cui è emersa una cosa divertente: sembrava che fosse quasi la mia popolarità a trascinare quella della Reggia e non viceversa. Se la mia esposizione personale mediatica – mi reputo un Direttore da marciapiede, sempre attivo e in contatto con tutti – ha potuto quindi giovare alla popolarità della Reggia, in maniera positiva s’intende, allora ne vado anche fiero. Di contro, se si intende, come leggo ogni tanto su Facebook, che penso a me stesso più che al museo o, peggio, che lo utilizzo per mettermi in mostra, è una accusa che respingo, nonostante comprenda che questo tipo di critica fa parte del gioco, proprio perché sono esposto al pubblico. Sono critiche che non cancello da Facebook, ma non le condivido, seppur legittime.

Grazie Direttore. Congratulandoci ancora con lei e il suo staff, le auguriamo buon lavoro… on e off line!

(ph Nicola Casamassima)

Reggia di Caserta: il successo rivoluzionario di Mauro Felicori reggia-caserta-artibune-uno reggia-caserta-cimmino-uno

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Trevi Nascosta: instawalk estivo con Igers Umbria

Servizio a cura di Alessandro Zaccaro (@fancyfactory.it) – @igersumbria

 

La città dell’olio extravergine d’oliva e del sedano nero apre le porte alla community di Igers Umbria il 21 Luglio 2018.

Andremo a spasso per i vicoli del piccolo paese incastonato tra le dolci colline umbre accompagnati dall’archeologo e guida turistica Stefano Ferrari @archeogatto) e, ovviamente, instagramer!

Durante il primo instawalk estivo di Igers Umbria scopriremo quanto di più bello ha da offrire questo pittoresco borgo e guarderemo panorami unici da un’altezza di 412m s.l.m., ovviamente attraverso l’occhio dei nostri obiettivi!

Sviluppata in verticale con una serie di terrazzamenti, la città offre visuali e scorci davvero suggestivi.

Trevi, inserita nel Club Borghi più belli d’Italia, è sorta in epoca romana nei pressi della via Flaminia e delle rive del fiume Clitunno, vicino alla città di San Francesco d’Assisi e alla patria del Sagrantino

La passeggiata fotografica avrà inizio alle ore 15.30 in piazza Garibaldi, il punto più alto della città. Avremo poi modo di visitare Villa Fabri con le sue suggestive sale affrescate ed il bellissimo panorama aperto sulle colline coltivate ad olivo che caratterizzano il territorio di Trevi.

Passeggiando tra i vicoli del borgo attraverseremo piazza Mazzini, costeggiando la Torre civica e il Palazzo del Comune,  fino a raggiungere il grande complesso di San Francesco.

Ci lasceremo poi alle spalle la città alta per visitare l’ampia parte del borgo che si sviluppa intorno al complesso di Santa Chiara, caratterizzata da vicoli, palazzi (come palazzo Valenti), scalette e piccole piazze con suggestivi affacci sulla valle e insoliti scorci urbani. È questa la “Trevi Nascosta”, quella meno frequentata dai turisti ma che invece rappresenta una parte importante dell’allegro borgo medievale.

Infine saliremo nuovamente verso il centro della cittadina, entreremo nella chiesa di Sant’Emiliano, passeremo vicino alla casa medievale e raggiungeremo nuovamente, la centrale Piazza Mazzini attraversando viuzze e vicoli.

Partecipa all’evento della community IgersUmbria ed iscriviti subito su Eventbrite.

Durante l’instawalk ricordati di usare sulle tue foto e storie gli hashtag #trevinascosta #igersperugia e #igersumbria.

Ti aspettiamo il 21 luglio!

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