“Being arrested”: la street art ai tempi di Instagram

Being arrested, Bruxelles, by @kasartofficial
Being arrested, Bruxelles, by @kasartofficial

Se volete essere costantemente aggiornati sulle ultime novità in fatto di street art in giro per il mondo, @streetartnews è sicuramente il canale più ricco di informazioni, che potrete seguire su tutti i suoi account social, molto ben curati tra l’altro.

È proprio grazie a questo connettore di informazioni che ho scoperto quest’opera. Molto significativa.

“Being arrested” è un urban work che ricopre parte di un muro di un capannone di Bruxelles: un’opera sicuramente anomala. L’attenzione non è rivolta infatti alla tecnica, ma al soggetto.

L’autore si ritrae in un selfie con la maschera che lo protegge dai nebulosi gas delle bombolette spray, mentre omoni neri, armati, scendono dalle macchine della polizia per arrestarlo. È un autoritratto che l’artista dedica a tutti gli street artist che come lui rischiano l’arresto, per l’unica colpa di “imbrattare” i muri delle città. Dagli anni ’80 ad oggi certo è che la situazione è cambiata di molto.

La street art è riconosciuta infatti come una forma d’arte pari alle altre e le gallerie, i centri culturali, i brand, ma soprattutto le istituzioni stesse, in tutto il mondo, dedicano progetti di inclusione sociale o di rivalutazione di centri e quartieri, invitando gli street artist a dare il loro prezioso contributo, facendo sì di contro che la figura dello street artist sia riconosciuta e apprezzata alla stessa maniera di pittori, scultori e designer contemporanei.

Kas Art (@kasartofficial su Instagram) ha pubblicato la foto della sua opera per la prima volta sul suo profilo instagram. Chiaramente. Nel murale si vede benissimo la sua mano, coperta dal guanto e sporca di colori, che preme il suo dito sullo schermo dello smartphone per scorrere la sua gallery di Instagram, un secondo dopo aver postato idealmente la sua foto. Nel suo profilo la accompagna con un breve testo:

“Being arrested” This selfie is dedicated to all the street artist around the world.”

Per me non è tanto una dedica, quanto più una velata ironica battuta. Per sottolineare che in realtà la street art è diventata altra cosa, si sta evolvendo anch’essa grazie e per colpa dei social network. Molti street artist ormai non hanno timore a svelare i propri volti su Instagram o su altri social e il mistero lo lasciano a miti come Banksy, che sul suo anonimato ha basato tutta la sua celebrità e la sua fama. Molti altri sembrano aver perso il senso originario dell’arte urbana e si lasciano felicemente coinvolgere da brand per creare grandi opere di certo artistiche dal dichiarato scopo pubblicitario.

Resta in quest’opera un forte messaggio, l’arte a servizio della comunicazione ancora una volta e testimonianza del cambiamento sociale.

Nel mondo della condivisione a tutti i costi, “Being arrested” sembra infatti dire: “Un evento unico come quello di un arresto potrebbe capitare una volta sola nella vita. Meglio condividerlo subito con il resto del mondo, no?”

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