Black: il bianco e nero secondo Lumia

Figura 8. Il poderoso nucleo di BLACK, la curva. L'esempio è volutamente esagerato per far notare come è possibile far saltare fuori dalla foto dettagli nascosti (o viceversa)

 Servizio a cura di Andrea Serra (@1020photograph)

Noi utenti Windows Phone vediamo spesso la nostra piattaforma criticata per svariati, e talvolta giustificati motivi, dai fruitori di altri sistemi mobile. I flame online, soprattutto nelle ultime settimane in cui l’uscita del nuovo smartphone della mela ha catalizzato l’attenzione delle discussioni in forum di mezzo mondo, si sono sprecati: discussioni in cui fino a pochi mesi fa le fazioni in gioco erano due, quella geek di Google e quella cool di Apple. Con il ritorno in auge di Nokia e di un rinato Windows Phone però questo ultimi mesi hanno visto l’ingresso sul terreno di guerra di una terza fazione, la fazione Lumia. E su noi, numericamente scarsi e appena nati difensori del nostro smartphone, ne sono piovute di tutti i colori, dalle critiche sull’inutilità di certi smartphone Lumia alla scarsità di App, alla mancanza di aggiornamenti e mediocre supporto.

Ormai prossimo al primo anniversario di utilizzo di Windows Phone su Lumia 1020 mi sento di poter piazzare sul campo di battaglia quella che, personalmente, ritengo la migliore app presente sullo store Microsoft: BLACK, l’emulatore di pellicole in bianco e nero di Peter Stojanowski, probabilmente la migliore App al mondo per quanto riguarda questa specifica tecnica fotografica.

Parliamo del suo utilizzo.

Dotata di un’interfaccia estremamente pulita, BLACK permette di trasformare in bianco e nero le foto catturate con il vostro Lumia con un livello di personalizzazione estremamente avanzato, considerando che parliamo di device mobile. Una volta selezionata l’immagine da editare e ritagliata a dovere con Lumia Creative Studio, l’app stock di editing, è sufficiente, tramite tasto Opzioni, selezionare tra le app installate BLACK per giungere al menu principale dell’applicazione.

L’immagine selezionata, il pontile di Lido di Camaiore (LU)
L’immagine selezionata, il pontile di Lido di Camaiore (LU)

A questo punto si arriva alla prima delle scelte possibili di editing da compiere, ovvero la selezione di uno degli otto filtri preimpostati dal publisher, che vanno dalla basilare scala di grigi all’emulazione delle seguenti 7 pellicole:

  • AGFA apx 400
  • FUJI Neopan 400
  • FUJI_FP-3000B (expired)
  • Ilford HP5
  • Kodak 400TX
  • Lomography Lady Grey
  • Shanghai GP3 100

I filtri (o meglio, gli emulatori) si distinguono principalmente per un’azione più o meno profonda sul bilanciamento del bianco e sulla profondità del nero, dallo Shanghai GP3 100 che aumenta molto il contrasto, fino al FP-3000B, il più difficoltoso da usare, che simula toni estremamente desaturati con una luce molto forte delle pellicole scadute.

Fatta questa prima scelta si passa allo step successivo, l’editing vero e proprio, ed è qua che BLACK inizia a mostrare i muscoli. Dopo aver infatti selezionato il filtro, o meglio l’emulatore da utilizzare, ci sono altre tre opzioni su cui agire. La prima opzione, fade, permette di impostare la profondità del nero su 6 livelli, dal nero più profondo fino al grigio chiaro, azione che in parte già compie il filtro Lomography Lady Grey.

La seconda opzione consiste nella possibilità di scegliere la vignettatura, che può essere impostata sia nel suo raggio che nel grado di sfumatura e intensità del tono (sempre in scala di grigi, dal nero al bianco).

Figura 7. Schermata della vignettatura, nell’ultima immagine dell’articolo potete vedere il modo in cui la utilizzo io
Figura 7. Schermata della vignettatura, nell’ultima immagine dell’articolo potete vedere il modo in cui la utilizzo io

Adoperata questa seconda scelta si giunge al nucleo vero e proprio di BLACK, ovvero la curva. La curva, similmente ai programmi di editing su pc, è uno dei modi utilizzati per modificare manualmente il contrasto della foto agendo su nero, toni medi e bianco. Il vantaggio di questo strumento in particolare, rispetto a ciò che viene offerto da altre app di editing, è dovuto alla possibilità di agire liberamente sulla curva intervenendo su un non precisato numero massimo di nodi (sicuramente superiore a 30, io mediamente ne utilizzo 5, attivabili cliccando sulla curva stessa) che permettono di definire in ogni più piccola zona della curva l’intensità del tono. Questa operazione permette quindi di poter letteralmente far scomparire aree della foto, o viceversa far risaltare sfumature in modo netto.

Figura 8. Il poderoso nucleo di BLACK, la curva. L'esempio è volutamente esagerato per far notare come è possibile far saltare fuori dalla foto dettagli nascosti (o viceversa)
Figura 8. Il poderoso nucleo di BLACK, la curva. L’esempio è volutamente esagerato per far notare come è possibile far saltare fuori dalla foto dettagli nascosti (o viceversa)

BLACK concede la possibilità di agire in modo estremamente incisivo senza degradare l’immagine editata, fornendo comunque la possibilità di cliccare sull’icona undo (la freccetta all’indietro) per annullare le modifiche, che rimangono in memoria dopo ogni azione compiuta. Fatto questo ultimo passaggio possiamo salvare l’immagine, che rimane nella libreria di BLACK disponibile a successive modifiche, per poi esportarla e procedere ad altri step di editing con altre app (per esempio un denoise con Adobe Express o una maggior definizione con Creative Studio) o alla condivisione online.

Figura 9. La libreria di BLACK
Figura 9. La libreria di BLACK

Per quanto riguarda la fotografia in bianco e nero BLACK è il non plus ultra: un gradino sopra alle altre app… voi l’avete provato? Cosa ne pensate? Attualmente è disponibile solo su Windows Phone, ma prossimamente disponibile anche per i device concorrenti.

Vi lascio con le ultime due immagini: l’editing finale in 16:9 del pontile e il ritaglio fatto con la vignettatura per Instagram.

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