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Come fotografare l’architettura razionalista

Servizio a cura di Annalisa Guerisoli (@annaguerisoli) e Marco Lamberto (@polylm)

Tra il passato nostro e il nostro presente non esiste incompatibilità.
Noi non vogliamo rompere con la tradizione: è la tradizione che si trasforma,
assume aspetti nuovi, sotto i quali pochi la riconoscono.
(Note in Rassegna Italiana, dicembre 1926)

La "Scuola superiore di creazione di Dessau". Foto @simonesmelt

La “Scuola superiore di creazione di Dessau”. Foto @simonesmelt

L’architettura è l’arte di concepire, disegnare, costruire edifici o altre opere. Questa disciplina comprende moltissimi elementi: dai grattacieli alle fabbriche, ogni cosa intorno a noi è architettura e per questo motivo non dovrebbe sorprendere che sia uno dei soggetti più fotografati su Instagram. L’insieme dei pieni e dei vuoti, delle ombre e delle luci, degli spazi e delle proporzioni, delle linee verticali o orizzontali che questi progetti architettonici ci regalano, sono una calamita per l’obiettivo: riuscire a catturarne l’essenza e la visione artistica del progettista è sicuramente l’obiettivo finale del nostro scatto.

Razionalismo. La storia

Iniziamo questa nostra esplorazione fotografica nel mondo dell’architettura partendo dal movimento razionalista, una tendenza che si affermò tra la prima e la seconda guerra mondiale basata principalmente su linee semplici, razionali, essenziali.
Un movimento moderno e all’avanguardia che intendeva ridurre la forma a una essenzialità cui doveva corrispondere la massima funzionalità. Questo movimento ebbe una grandissima diffusione tra il 1920 al 1940, con lo scopo di trovare un soluzione all’urbanizzazione e all’industrializzazione della società moderna.
In Europa, il tedesco Walter Gropius, tra i fondatori del Bauhaus, insieme al belga Dies van der Roe e al francese Le Corbusier cercarono di dar vita a un tipo di architettura che abbandonava il decorativismo classicista in favore di un’opera funzionale e “purificata” da ogni componente emotiva ed estetizzante. Il movimento a cui diedero vita era il Movimento Moderno, forse uno dei più importanti movimenti della storia dell’architettura, che influenzò tutto il XX secolo.

In Italia i nuovi linguaggi progettuali iniziarono a diffondersi grazie al lombardo Gruppo 7, composto da Luigi Figini, Guido Frette, Sebastiano Larco, Gino Pollini,Giuseppe Terragni e Ubaldo Castagnoli, che si ampliò nel 1928 con la fondazione del MIAR (Movimento Italiano per l’Architettura Razionale).

Razionalismo. Come riconoscerlo

Il razionalismo si può identificare in uno stile unico dove cemento, finestre, pilastri e luce sono i protagonisti essenziali accompagnati dallo snodarsi di linee continue e circolari che regalano la sensazione di una struttura che si tende in aria e nello spazio. Sbalzi volumetrici creati ad arte grazie ai vuoti e ai pieni, con un effetto visivo reso unico dallo studio della luce.

Fotografiamo

La fotografia di un edificio può essere fatta casualmente durante un tragitto o pianificata con una visita. In quest’ultimo caso, controllate gli orari di apertura e verificate che non servano permessi particolari. La mattina presto o la sera tardi offrono le condizioni di luce ambientale più interessanti. Se potete, però, ripassate anche in altri orari, per osservare come gli edifici cambino al variare della posizione del sole. Gli edifici possono mutare moltissimo d’aspetto: le loro geometrie posso produrre ombre nette e introdurre ulteriori elementi geometrici nel rigore complessivo.

Prendetevi tempo per esplorare: non fermatevi al primo punto in cui vi sembra di avere un’inquadratura interessante, anche pochi passi possono fare la differenza. Muovetevi alla ricerca di angoli insoliti, se possibile e documentatevi attraverso fotografie di altri autori. Tenetele presenti quando sarete sul posto, sia per tentarne di simili (magari con cielo o dettagli che facciano la differenza), ma anche per evitare gli scatti più abusati e banali.

Nello specifico, per lo stile razionalista, lavorate sulla composizione: cercate di evitare elementi di distrazione. Linee e archi sono elementi ripetitivi, motivi che possono risultare d’effetto riempiendo l’intera inquadratura. Soprattutto, la luce può contribuire a moltiplicare queste geometrie con ombre che tracciano nuovi elementi, nuove sfumature e tonalità.  Allo stesso tempo la luce può definire volumi di superfici curve o appiattirle. Concentratevi sulle linee per guidare l’occhio all’interno dell’immagine.

Ci sono strutture che si prestano a esser fotografate pensandole già per il bianco e nero, ma scattate a colori e rimandate la conversione in un secondo tempo. Sull’esterno, non sottovalutate il cielo: marmi e arenarie sono in grado di contrastare e spiccare da un cielo blu. Se questo non fosse completamente terso usate le nuvole a completare o richiamare la pietra degli edifici. Le nubi sono elementi unici e se studiate bene la vostra foto, potete anche rinnovare quei punti di vista diventati ormai un cliché per determinati edifici.

L’elemento umano può dare informazioni di proporzione, ma scatti totalmente privi di riferimenti possono conferire una sensazione di sospensione del tempo. Volumi netti che sembrano scomporre i soggetti in solidi euclidei. Spazi surreali come se fossero riprese di quadri metafisici di Carlo Carrà.

Ci sono palazzi e viste “da cartolina” che moltissime persone hanno già fotografato, ma non vi scoraggiate: tenete presente quanto avete letto e leggerete nei prossimi articoli di questa serie per trovare il vostro scatto unico!

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