Servizio a cura di Vissia Lucarelli (@igers_Fermo)
Mi sono imbattuta per caso nel profilo Instagram di David Zinn qualche tempo fa, attratta dalle figurine colorate e fantasiose che questo artista realizzava in giro per le strade di Ann Arbor negli Stati Uniti ormai da dodici anni, quando un giorno ha deciso di rendere le sue creazioni pubbliche connettendosi al mondo di Instagram.
Metti il materiale più volatile per realizzare opere che si conosca – il gesso – metti un artista estemporaneo e alcuni personaggi davvero particolari.. vedrai tutti magicamente spuntare da un tombino, da un albero, da un gradino, da una spaccatura nel terreno per popolare il profilo Instagram di questo artista che ad oggi ha superato gli 80k e che ha anche pubblicato il suo primo libro “Temporary preserves”.
David però non si limita a disegnare dove capita, lo fa rigorosamente in 3D e non chiamatelo “madonnaro”! Lui ha un contatto particolare con i suoi personaggi, che chiama per nome e che anima magicamente tanto da creare una sorta di “street storytelling” del fantastico. Andate a conoscere Sluggo mentre si scalda al sole autunnale o la sua amica Phiilomena, la maialina volante!
Ho contattato David per questa intervista e oltre ad essere stato velocissimo e molto disponibile, ha risposto a tutte le mie domande, per cui vi allego la sua intervista anche in lingua originale, là dove la mia traduzione non sia proprio soddisfacente!
1 – Qual è stato il primo social network che hai iniziato ad utilizzare?
“Ho iniziato a pubblicare le foto dei miei lavori più di 10 anni fa. All’inizio, il mio intento era di condividere i miei lavori con i membri della mia famiglia che vivevano lontano, anche perché a causa della loro composizione si distruggevano molto rapidamente. Comunque, una foto in internet viaggia senza limiti e, al momento, Instagram è la via più veloce per me per raggiungere il più altro numero di persone.”
2 – Quanto tempo dopo aver aperto il tuo account Instagram hai iniziato ad aumentare il tuo numero di followers?
“All’inizio, il mio account Instagram era così poco seguito che lo tenevo come un giornale personale di foto sulla natura e di alcuni esperimenti di disegno. Solo quando Instagram si è accorto del mio lavoro un numero alto di persone ha iniziato a seguirmi e ora uso il profilo solo per condividere la mia street art; se oggi mettessi la foto di un bell’albero o un disegno di una donna nuda i miei followers sarebbero quantomeno confusi (e probabilmente non molto contenti).”
3 – Sei mai stato suggerito da Instagram?
“Sì – quando Instagram mi ha presentato sul blog un anno fa, i miei followers sono saliti da 2000 a 60.000 in un giorno. E’ stato surreale.”
4 – I social network hanno cambiato la tua vita artistica?
“Completamente. se non avessi mai condiviso la mia street art sui social media, i miei disegni sarebbero stati visti sono da un piccolo gruppo di persone del mio vicinato prima di sparire cancellate dalla pioggia. Ora, con una audience molto più ampia sia su Instagram che altrove, ho un feedback immediato su quale dei miei disegni le persone apprezzano di più, il che è un’esperienza rara per un visual artist. (Può anche essere però una pericolosa distrazione, perché la migliore espressione artistica viene da cosa ti fa più felice, non da ciò che ti fa ottenere più “likes”).
5 – Dove preferisci lavorare? Sei mai stato invitato a lavorare in altre strade di altre città?
“Il mio lavoro ideale viene da una semplice passeggiata con i tasca i miei gessi, senza sapere se quel giorno disegnerò o meno qualcosa.In questo modo, la location mi aiuta moltissimo senza provare a forzarmi nel creare per forza qualcosa. Qualche volta, anche i lavori su commissione possono avere questo tipo di flessibilità. Quando sono stato invitato al No Limit Festival a Borås, Svezia, lo scorso Settembre, mi hanno dato specifiche indicazioni per il mio lavoro perché in quei luoghi piove quasi tutti i giorni, ma comunque mi hanno lasciato libero di trovare la mia ispirazione tra gli angoli e le spaccature che ho trovato intorno a me.”
David chiude segnalando la sua prima pubblicazione, realizzata grazie al crowdfunding e acquistabile a questo link insieme ad un calendario delle sue creazioni più significative: zinnart.com/store.
In questa gallery potrete osservare alcune delle opere dell’artista. Per scoprire di più su David visitate il suo profilo @davidzinn o osservatelo all’opera in questo video.
L’intervista in lingua originale
1 – Which was the very first social network you’ve decided to use?
I started posting photos of my work on Facebook more than a decade ago. At the time, my only intention was to share my art with family members who lived far away, because the drawings themselves are quickly destroyed by rain and can’t be moved off the sidewalk. However, a photo on the internet travels without limits, and now Instagram is the fastest way for me to reach the largest number of people.
2 – How much time after you’ve opened you’re Instagram account you started raising your followers?
At first, my Instagram account was so un-followed that I used it as a personal journal of nature photos and figure drawing experiments. It wasn’t until Instagram itself took notice (see below) that large numbers of people started following, and now I use the account exclusively to share my street art; if I posted a photo of a pretty tree or a charcoal drawing of a nude woman now, my audience would be very confused (and probably upset).
3 – Have you ever been suggested by Instagram?
Yes – when Instagram presented me on their own blog a year ago, my followers increased from 2,000 to 60,000 in one day. It was surreal.
4 – Did social networks changed your work life?
Completely. If I had never uploaded photos of my street art to social media, then the drawings would have only been seen by a handful of people in my own neighborhood before they washed away. Now, with a much larger and interactive audience on Instagram and elsewhere, I have immediate feedback on which drawings people like, which is a rare experience for a visual artist. (It can also be a dangerous distraction, because the best art usually comes from doing what makes you happiest, not what will get the most “likes.”)
5 – Where do you prefer to work? Have you ever been invited abroad to work in some other countries’ streets?
My ideal work comes from just walking around with chalk in my pocket, not knowing if I will draw something that day or not. That way, the locations suggest themselves instead of my trying to force an idea into being.
Sometimes, even commissioned work has that kind of flexibility. When I was invited to the No Limit Festival in Borås, Sweden last September, I was given specific addresses for the art that was going to be permanent (because it rains there almost every day), but even then, they let me find inspiration in the corners and cracks that I found there.
One more thing worth mentioning: I have just completed a crowdfunded book of my artwork, which is currently available for purchase worldwide (along with a 2016 calendar) at zinnart.com/store.












