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Di Audio Rebus e altre sfide: @rob.giu si racconta per Igers Italia.

Regina incontrastata dell’Audio rebus e del #viaggiaresottocasa, Giulia Robert (che nell’internet è nota quale @rob.giu – e no, non farò battute sulla sua presunta “famosa” semi-omonimia) ha creato, grazie all’uso responsabile dei social network, una vera e propria community che ogni giorno si “sfida” tra battaglie musicali e condivisione di bellezza ed esperienza. E questa intervista nasce proprio per testimoniare come Instagram, oltre a essere luogo virtuale utilissimo al marketing di varia natura, è sicuramente una delle piattaforme con cui oggi si possono creare interazioni e legami che riescano ad andare ben oltre il mero prodotto. Perché va bene essere social, promuoversi e promuovere, ma anche usare bene le preposizioni è fondamentale, ricordandoci sempre che parlare “con” qualcuno e non solo “a” qualcuno è cosa buona e giusta. E Giulia è davvero un esempio in questo.

Ciao Giulia. Se dovessi presentarti in tre aggettivi, come ti definiresti?

Caparbia, generosa, ironica (un mix letale)

I social non sono solo una passione, ma anche il tuo lavoro. Ti va di raccontarci come hai cominciato?

Ho cominciato a lavorare sui social network per me stessa, quando 7 anni fa, fresca di laurea in storia dell’arte, decisi di aprire un blog di cucina e con lui i canali social per promuoverlo. Quello è stato il mio punto di partenza, il momento in cui ho intercettato la mia vera passione, che mi ha poi portato a gestire i social network per altre realtà online e poi per negozi ed aziende. Nel frattempo, ho deciso di tornare sui banchi di scuola per frequentare un master in marketing e comunicazione, il momento decisivo per decidere di aprire la partita IVA e di trasformare la comunicazione sui social network nel mio lavoro.

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I social network non sono un palcoscenico sul quale esibirsi e dal quale godere degli applausi adoranti dei fan, ma sono platee nelle quali sedersi e dialogare con il proprio pubblico. . I social network servono a realizzare delle reti sociali (per quanto virtuali) e, per fare ciò, essere social sui social è un requisito piuttosto importante. . Per questo, ho scritto un post sul mio blog su come essere social sui social in 5 semplici mosse. Trovate il link in bio. . SPOILER: essere social sui social non vuol dire pubblicare i cazzi propri su tutte le piattaforme inventate dall'uomo.. selectively social is the new black! . . . #newpost #vitaveradafreelance #vitadafreelance #solopreneur #freelance #creazionidigitali #creativespaces #feliceadesso #faidellordinariounapoesia #rincorrerelabellezza #esercizidibellezza #calmfluencer #vivodiparticolari #felicemarzo #stillwithstories #lessenzialeinvisibilealcuore #seekthesimplicity #selectivelysocial #socialsuisocial #myself #portrait #ssocialnetwork #smm

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Su Instagram, sei la regina degli audio rebus. Di cosa si tratta e come è nata questa idea?

L’audio rebus è un gioco quotidiano in cui propongo il titolo di una canzone sotto forma di rebus espresso in GIF, e le persone tentano di indovinare di che canzone si tratti, accumulando così dei punti.
Come tutte le mie “idee geniali”, è nata in modo assolutamente casuale. Mentre lavoro ascolto spesso la radio, e mi capitava di condividere nelle Instagram stories la musica che stavo ascoltando. Poi un giorno, invece di scrivere il titolo della canzone di sottofondo, ho provato ad esprimerlo sotto forma di GIF, e qualcuno ha provato ad indovinare. Quando ho visto che c’era interesse per questo giochino, ho deciso di renderlo un format più “serio” (anche se è tutto meno che serio), con qualche regola, un sistema di punti, un bonus settimanale, una classifica… e togliendo la musica di sottofondo, altrimenti era troppo facile! Ora aspetto fiduciosa che Instagram mi conceda la funzione musica, così da poter dare la soluzione serale ai partecipanti facendo ascoltare la canzone del giorno!

L’Audio rebus è servito a creare una community?

Sì, ormai c’è una community di appassionati dell’audio rebus, per i quali il gioco è diventato un appuntamento fisso e molto atteso. Siccome gran parte dell’interazione legata al gioco avviene in privato (le risposte vengono date singolarmente a me dai partecipanti), mi piacerebbe riuscire a trovare un modo in cui questa bella community di persone ironiche, appassionate di musica, di rebus e di GIF possano interagire anche pubblicamente. Ma ci sto già lavorando.

La “Domanda del mercoledì” è un’altra tua proposta social. In che cosa consiste?

Siccome mi capita spesso che le persone mi chiedano consigli pratici su qualche funzione di Instagram o delle Instagram stories, ho preferito lasciare a disposizione un momento della settimana (appunto, il mercoledì) in cui potermi fare tutte le domande in merito, così che io possa rispondere con calma e pubblicamente, per essere d’aiuto anche ad altri. Quando le risposte sono troppo elaborate per stare in una story, alle volte rispondo anche con dirette Instagram; oppure, se l’argomento merita una risposta che rimanga nel tempo, preparo dei piccoli tutorial sul mio canale IGTV oppure scrivo un post sul mio blog.

E dell’hashtag #viaggiaresottocasa? E’ un bel racconto on line quello che ne sta uscendo.

L’hashtag #viaggiaresottocasa è stata un’altra di quelle “idee geniali” e casuali, nata da una semplice considerazione: la bellezza è spesso più a portata di mano di quanto siamo abituati a notare e ci sono infinità di viaggi da fare senza andare necessariamente lontano. Noto con grande piacere che ci sono zone d’Italia e professionisti attivi nella promozione territoriale che hanno adottato il mio hashtag e ne hanno fatto uno strumento divulgazione. In generale, poi, mi colpisce il livello alto dei post, che sono potenti veicoli di condivisione di geografie e di storie, che aiutano a far scoprire luoghi, natura, tradizioni.

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Il lunedì, che ha i suoi problemi, chiama a gran voce un'iniezione di bellezza. . Per questo il lunedì sera mi metto comoda, mi prendo un cioccolatino, un bell'amaro, e mi godo un po' il vostro #viaggiaresottocasa, cercando di condividere quei luoghi che sono un rifugio per gli occhi, quelle parole che sono un balsamo per l'anima. . Che dite, viaggiamo insieme? . Io intanto ne approfitto per portarvi nella mia amata Torino. Questo è il Castello del Valentino, residenza Sabauda, patrimonio UNESCO, sede della Facoltà di Architettura e luogo che dà il suo meglio in una tersa giornata di sole fatta di cieli blu, di ombre nette e di passeggiate nel parco. . . . . #feliceadesso #faidellordinariounapoesia #rincorrerelabellezza #esercizidibellezza #vivodiparticolari #felicemarzo #stillwithstories #lessenzialevisibilealcuore #lowcostemotion #igerstorino #igerspiemonte #Torino #lamiatorino #Torinoèlamiacittà #landscape #volgotorino #volgopiemonte #storieinvaiggio #bluesky #skyporn #seminailbello

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Che tipo di risposta c’è stata e continua ad esserci da parte dei follower, grazie a questo tipo di interazioni?

La risposta a tutte queste iniziative, anche se ovviamente è di tipo diverso, è stata stupefacente: mai mi sarei aspettata un entusiasmo così travolgente come quello riscontrato per l’hashtag #viaggiaresottocasa (che è stata sicuramente l’iniziativa di maggior successo in termini numerici, con oltre 7500 post in 9 mesi), per gli audio rebus (che contano ormai oltre 100 partecipanti, più o meno assidui) e per le domande del mercoledì, che ogni volta mi portano a toccare argomenti molto diversi fra loro e a scambiare opinioni in pubblico e in privato con persone che hanno esperienze e sensibilità anche molto diverse dalla mia.

Quanto delle attività proposte sul tuo canale Instagram è servito anche come attività di personal branding?

Tutte queste attività sono per me veicolo di personal branding, perché l’insieme della mia comunicazione (che passa sì dalla mia gallery, ma moltissimo dalle stories e da queste iniziative) ha permesso di rendermi riconoscibile ad un pubblico che altrimenti avrei faticato maggiormente a raggiungere.

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“Mangia l’erba, che ti fa crescere sana e forte". Così mi diceva sempre la mia mamma, quando ero piccina e dopo i lunghi inverni in stalla ci trovavamo di nuovo per prati. Ma erba erba erba e ancora erba è un mangiare monotono, cari miei, soprattutto quando davanti ai miei occhi, all’arrivo della primavera, non facevo che vedere tappeti di fiori multicolori. Erano così belli, e la prima volta che li sfiorai con il muso li sentii così morbidi e vellutati, e al solo toccarli emanavano tutto quel profumo. Uno in particolare mi faceva impazzire, con le sue belle foglie a forma di cuore, il suo colore violetto di una bellezza accecante, e il suo profumo, tanto intenso che se solo chiudo gli occhi mi pare di sentirlo qui, in punta di narice. Così un giorno mi sono detta “si campa una volta sola” e ho provato a mangiare uno di quei fiori violacei, così, in mezzo all’erba. Ancora ricordo cosa ho provato nell’assaggiare la mia prima violetta, perché ho subito pensato a quanto gusto ed olfatto siano gemelli: in bocca sentivo lo stesso profumo che aveva stregato il mio naso, solo che lo sentivo sulla lingua e non dalle narici. Che strana sinestesia, mi sono detta, e ne ho mangiata un’altra, ed un’altra, e poi un’altra ancora, e da allora non mi sono più fermata. Dopo tutto un inverno a fieno ed acqua (che credo sia un po’ come il vostro pane ed acqua) non vedo l’ora di vedere dalla finestra della stalla sciogliersi la neve, vedere i prati diventare di un verde sempre più brillante e poi tingersi di fiori, perché so che è arrivata la mia stagione preferita. È quella primavera che mi fa respirare a pieni polmoni l’aria fresca, sgranchirmi le zampe nell’erba e gustare le mie amate violette, il cui sapore mi dicono si senta anche nel latte, il cui colore mi pare persino di scorgere nel manto, quanto scende la sera. Tanto che ora per tutti io sono Violetta. Diamo il via a #storievegetali, dove #raccontoimmagini mio e di @alcolo84 incontra @azienda_agricola_ortobio

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Ci sono realtà aziendali che si sono avvicinate a te anche grazie al tuo modo di fare comunicazione digitale, a livello personale?

Diverse realtà, sia professionisti che aziende, si sono avvicinate a me proprio per questo motivo.

Tre consigli per creare delle stories e una gallery interessanti su Instagram.

Meglio abbondare, ne do tre e tre:
Tre consigli per le stories: essere coinvolgenti, essere originali (trovare un proprio modo di stare sulle Instagram stories, senza copiare i modelli altrui), usare le GIF (#teamgif presente).
Tre consigli per la gallery: essere coerenti, non pensare che le didascalie non siano importanti, studiare gli hashtag.

Pensi che ci sarà, prima o poi, un raduno off line della community legata agli Audio rebus?

Non è la prima volta che me lo chiedono. Se riuscirò a portare avanti l’idea di una community che interagisca maggiormente, perché no? Di sicuro ho già l’idea su quale sarebbe il raduno off line perfetto: una bella serata dove si canta e si balla. La playlist ce l’abbiamo già!

Una volta hai scritto che l’Audio rebus non sarà per sempre. Hai già qualche altra idea per il futuro?

Sicuramente ho intenzione di arrivare a festeggiare il primo compleanno degli audio rebus, quindi a settembre, poi non è detto che continui, o non è detto che continui nello stesso modo. Al momento non so ancora dove andrà l’audio rebus, ma se ho imparato qualcosa finora, è che assai probabilmente la prossima “idea geniale” verrà strada facendo. Non ci resta che attendere (me per prima).

 

Grazie Giulia per questa intervista: alla prossima sfida, allora!

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