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@slumsdunk // Iger della settimana

slumsdunk“Lo sport è un linguaggio comune che chiunque può parlare, è uno strumento che unisce, che non conosce limiti.

La pallacanestro, in particolare, è uno sport che può essere praticato ovunque ci sia un canestro e un piccolo spiazzo: non importa con cosa si gioca, un pallone di stracci piuttosto che a piedi nudi, l’importante è come, ovvero avere la motivazione giusta e la voglia di andare a canestro, oltre i propri limiti per fare una schiacciata.”

Inizia così il blog di Bruno Cerella  e Tommaso Marino , rispettivamente giocatori dell’Olimpia Milano e della Blu Basket Treviglio, fondatori di Slums Dunk (http://slumsdunk.wordpress.com/about/), un progetto che, tramite organizzazioni solidali internazionali, vuole portare la pallacanestro  in zone in cui i giovani atleti e allenatori vivono in condizione di marginalità sociale ed economica.

Diletta Ricci, appassionata di basket e co manager dell’account @igerssiena ha intervistato questa settimana Tommaso.

Ciao Tommaso, raccontaci com’è nato Slums Dunk e cosa significa?

‘Slum’ vuol dire ‘baraccopoli’, da li nasce il gioco di parole, da Slam Dunk (schiacciata) a SLUMS DUNK. L’idea nasce da una cena a casa mia, durante la quale Bruno Cerella mi propose l’opportunità, tramite conoscenze, di affrontare un viaggio in Africa nel quale avremmo avuto la possibilità di insegnare basket ai bambini delle baraccopoli. Nel progetto si sono poi successivamente inseriti anche due allenatori, Michele Carrea e Giuseppe di Paolo, che adesso sono parte integrante del gruppo. Nessuno di noi all’epoca avrebbe potuto immaginare che il progetto sarebbe cresciuto tanto da avere la forza di costruire un campo da pallacanestro per quegli stessi bambini.

Qual è il ruolo che i social media hanno svolto e svolgono nella diffusione del vostro progetto?

L’ unico modo per farci conoscere è quello di affidarci ai social media. Instagram in particolare dà ai nostri followers la possibilità di vedere e seguire in tempo reale, attraverso le immagini, tutto quello che facciamo. In questo periodo in special modo si possono seguire in tempo reale, sulla nostra pagina, gli stati di avanzamento dei lavori del campo da basket che stiamo costruendo.

Oltre al profilo di Slums Dunk, siete molto attivi anche sui vostri profili personali. Che cos’è Instagram per te?

Qualcuno mi definisce un social addicted, e la cosa non mi dà fastidio, mi piace condividere foto e momenti della mia vita su Instagram, foto fatte col cellulare ma anche con la mia macchina fotografica, sono un viaggiatore, amo condividere e raccontare le mie esperienze, e credo che nulla meglio di una foto possa aiutarmi a farlo…

Sappiamo che il vostro progetto si sta diffondendo molto, quali sono secondo voi le particolarità che hanno colpito le persone che hanno deciso di sostenervi?

Secondo me tante persone si sono affezionate alla nostra genuinità, al nostro entusiasmo, alla voglia che abbiamo di creare qualcosa dove prima non c’era, un sogno per noi e per loro… Un sogno legato alla nostra passione e il nostro amore da sempre, ovviamente la pallacanestro!

Raccontateci quali sono i vostri progetti futuri

Come detto prima, stiamo costruendo un campo da basket Slums Dunk a Nairobi. Il nostro principale obiettivo, non appena il campo sarà pronto, è quello di creare una BASKETBALL ACCADEMY SLUMS DUNK con allenatori formati da noi, (in particolar modo da Michele e Giuseppe), che permetta agli oltre 350 bambini delle 11 scuole elementari della zona di fare attività sportiva in sicurezza tutti i giorni dell’anno.

A sostegno di questo, l’11 maggio prossimo a Siena, in occasione della partita di basket tra Montepaschi MensSana Siena ed EA7 Olimpia Milano, sarà istituita una giornata Slums Dunk, in cui chiunque volesse sostenerci potrà farlo acquistando i nostri gadget all’interno del Palazzetto.

 

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