Dal 17 settembre al 30 ottobre 2025 Venezia e Mestre ospitano la settima edizione del Festival delle Idee, un appuntamento che in pochi anni si è affermato come uno dei grandi eventi culturali del Veneto. La parola chiave di quest’anno è immaginare, un invito a esplorare la creatività come forza capace di generare futuro, e a riconoscere il talento come strumento per trasformare l’immaginazione in realtà.
Con oltre 60 appuntamenti tra spettacoli, incontri, lectio magistralis, concerti e performance, il Festival coinvolgerà piazze, teatri, musei e biblioteche, rafforzando il legame con il territorio e offrendo al pubblico esperienze trasversali che uniscono cultura, scienza, arte e spiritualità.
L’apertura con Federico Buffa
Ad inaugurare il Festival, mercoledì 17 settembre in piazza Ferretto a Mestre, è stato Federico Buffa con Ribelli. L’ultima partita alla radio. Un racconto che intreccia sport e vita attraverso le storie di Michael Jordan, Kobe Bryant, Eric Moussambani e Tommie Smith: figure che hanno trasformato lo sport in un atto di ribellione e ispirazione.
La piazza mestrina, grande novità dell’edizione 2025, diventerà un vero palcoscenico all’aperto, ospitando anche la musicista Anna Castiglia (18 settembre), la giornalista Francesca Fagnani (20 settembre) e il conduttore Giuseppe Cruciani (21 settembre). Tutti gli eventi in piazza Ferretto saranno a ingresso libero, a conferma della volontà del Festival di essere inclusivo e accessibile.
Un viaggio tra discipline e linguaggi
Il titolo di questa edizione, “Immagina. La via dei Talenti”, racchiude lo spirito del Festival: un percorso che attraversa discipline e linguaggi diversi, invitando il pubblico a riflettere su come il talento e l’immaginazione possano dialogare tra loro.
Il programma è ricchissimo e vedrà la partecipazione di personalità come:
- Raffaele Morelli (23 settembre, Teatro Toniolo) con L’anima adora immaginare, non pensare;
- Arianna Porcelli Safonov (24 settembre, Sale Apollinee della Fenice) con un monologo satirico inedito;
- Dardust (25 settembre, Teatro Malibran) con un live intimo per piano e trio d’archi;
- David Quammen e Vittorio Baraldi – Astroviktor (27-28 settembre, M9 Museo del ’900);
- Beatrice Venezi, Amara, Luigi Lo Cascio, Gabriele Vacis, Michelangelo Pistoletto, p. Antonio Spadaro (1-3 ottobre);
- Javier Cercas e Aldo Cazzullo (4 ottobre, Teatro Toniolo);
- Umberto Galimberti (8 ottobre), Massimo Recalcati (13 ottobre) e Alessandro D’Avenia (17 ottobre) con nuove lectio create appositamente per il Festival.
Una costellazione di incontri che attraversa filosofia, letteratura, musica, arti visive e spiritualità, restituendo la ricchezza di un dialogo che abbatte confini e costruisce nuove connessioni.
Consulta il programma completo qui.
Novità e sezioni speciali
La settima edizione porta con sé alcune importanti novità:
- la nascita del podcast ufficiale del Festival delle Idee, per diffondere i contenuti anche online e rendere accessibili i dialoghi oltre i confini fisici;
- una sezione Focus sul Viaggio curata da Angelo Pittro, direttore di Lonely Planet Italia, per esplorare il viaggio come esperienza culturale e strumento di conoscenza;
- una nuova sezione dedicata alla musica, con protagonisti del panorama nazionale e internazionale;
- una presenza più forte di ospiti stranieri, per aprire la riflessione a prospettive globali.
I luoghi delle Idee
Il Festival non vive solo nei teatri ma si diffonde nel tessuto urbano di Venezia e Mestre. Gli eventi animeranno luoghi simbolici come il Gran Teatro La Fenice, il Teatro Goldoni, il Teatro Malibran, il Teatro Toniolo, il Museo M9, l’Ateneo Veneto, la Scuola Grande di San Marco e la Biblioteca Civica VEZ, fino a coinvolgere piazza Ferretto e la Casa di The Human Safety Net.
Questa dimensione diffusa trasforma il Festival in un percorso esperienziale, che invita il pubblico a scoprire o riscoprire la città attraverso la cultura.
Una rete di collaborazioni e comunità
Il Festival delle Idee nasce da un’idea di Marilisa Capuano per l’Associazione Futuro delle Idee e cresce grazie a una fitta rete di collaborazioni istituzionali e private: Vela SpA, Azienda Ulss3 Serenissima, Arteven, Intesa Sanpaolo, Gruppo Hera-Ascopiave Energie, Audi Motorclass, Fondazione di Venezia, Fondazione Teatro La Fenice, M9 e Rete Biblioteche Venezia.
Importante anche la presenza dei media partner, tra cui Radio Capital, ANSA e IgersItalia, che accompagneranno il racconto del Festival su più canali, rendendo la cultura un’esperienza condivisa e partecipata.
Con le sue 25mila presenze nel 2024, il Festival si conferma un appuntamento centrale nel panorama culturale nazionale, capace di unire pubblico e comunità attorno alla forza trasformativa delle idee.
L’invito alla community di IgersItalia
Per gli IgersItalia questo Festival è una straordinaria occasione di storytelling visivo. I luoghi iconici di Venezia e Mestre, le piazze animate, le performance e i volti dei protagonisti diventeranno materiale prezioso per scatti e racconti digitali.
Il 5 ottobre alle 11:00 inoltre, saremo all’incontro “Valorizzazione e promozione delle produzioni tradizionali e culturali presenti nel Sito UNESCO Venezia e la sua Laguna” – promosso dal Comune di Venezia con il contributo del Ministero della Cultura – il Festival delle Idee dedica un’intera sezione alla valorizzazione delle produzioni artigianali tradizionali che caratterizzano Venezia e il suo territorio. In un contesto di crescente omologazione e di concorrenza globale, il recupero e la salvaguardia dei mestieri locali diventano una priorità per rafforzare l’identità culturale e rilanciare l’economia in chiave sostenibile e innovativa. La trasmissione dei saperi tra generazioni, la creazione di nuovi spazi di confronto e il coinvolgimento attivo delle comunità locali sono strumenti essenziali per affrontare le sfide della contemporaneità.
IgersItalia sarà tra i relatori di questo appuntamento, portando la propria esperienza nel racconto digitale e nella valorizzazione del patrimonio attraverso i social media.
L’invito è semplice: vivere il Festival, fotografarlo, condividerlo con i propri occhi e raccontarlo attraverso reel, stories e post. Usando gli hashtag ufficiali si entrerà in un racconto collettivo che unisce cultura e comunità digitale, ampliando l’eco del Festival anche oltre i suoi confini geografici.



