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Il ruolo di Instagram nel mercato dell’arte

Chiunque nel mercato dell’arte non stia prestando attenzione ad Instagram, nell’aprile scorso ha dovuto prendere atto di quanto è successo dopo la visita dell’attore Pierce Brosnan allo showroom della casa d’aste Phillips a Londra. L’attore ha scattato un selfie di fronte all’opera “Lockheed Lounge“, una seduta allungata in metallo e fibra di vetro dell’industrial-designer Marc Newson. Poche parole nella caption, “let the bidding commence”, e la foto è stata condivisa con i 164.000 seguaci del suo profilo ufficiale (@piercebrosnanofficial).

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Qualche giorno dopo, Phillips ha battuto il record d’asta mondiale per un oggetto di design con la vendita di “Lockheed Lounge” per 2.400.000 sterline, circa 3,7 milioni di dollari.

“È difficile fare una correlazione diretta con la foto pubblicata da Pierce, ma certamente questa azione ha reso la longue-chair più appetibile” ha dichiarato in un’intervista telefonica Megan Newcome, digital strategist di Phillips. “Grazie per lo shout-out, Pierce.”

Non è la prima volta che il mercato dell’arte viene influenzato dalle immagini su Instagram. Negli ultimi anni è diventato il social media di riferimento per molti artisti contemporanei, gallerie, case d’asta e collezionisti, che lo usano per promuovere l’arte – soprattutto opere di artisti emergenti – e per offrire una prima sbirciatina a case d’asta e fiere d’arte. Che queste condivisioni si traducano sempre in vendite reali, come successo alla “Lockheed Lounge”, è tuttavia ancora da discutere.

Nel mese di marzo, il mondo dell’arte nel web era in fermento quando è girata voce che l’attore Leonardo Di Caprio (@leonardodicaprio), avido collezionista d’arte, aveva comprato il dipinto “Nachlass” dell’artista emergente Jean-Pierre Roy, per 15.000 dollari dopo averlo presumibilmente visto su Instagram. Il gallerista Morten Poulsen di Copenaghen aveva postato un’immagine del dipinto di Roy su Instagram, dopo di che ha ricevuto un messaggio da Di Caprio che chiedeva di tenere in sospeso la vendita del dipinto finché lui non avesse visionato le immagini ad alta risoluzione. Poulsen le ha inviate, e dopo aver concluso un accordo il dipinto è andato nella collezione di Di Caprio. Lisa Schiff, la sua consulente d’arte a New York, ha negato che la vendita si sia basata su un avvistamento Instagram, ma ha confermato che Di Caprio ha acquistato il dipinto di Roy dal suo ufficio. La vicenda è stata raccontata su molti siti web di news e blog d’arte come esempio di crescente influenza sul mercato di Instagram.

Anche le più grandi case d’asta del mondo utilizzano Instagram (@christiesinc, @sothebys) per pubblicare immagini che mostrano opere e oggetti in vendita, ma sembra essere usato principalmente come strumento di promozione, piuttosto che parte di una strategia che guida e influenza le vendite.

 

 

La questione centrale nel mondo dell’arte è il numero reale di vendite generate dalla app. Instagram non ha alcuna funzionalità che potrebbe renderla una efficiente piattaforma di vendita diretta, ma gli appassionati d’arte affermano che stanno utilizzando l’applicazione per visualizzare in anteprima le opere e richiedere ulteriori informazioni. Questo aspetto rende Instagram eccitante per personaggi come Simon de Pury (@simondepury), un banditore internazionale con 134.000 seguaci.

 

Estratto da un articolo del New York Times del 9 agosto 2015.

 

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