Il San Sebastiano di Ozmo a Racale viaggia anche su Instagram

L’arte, si sa, ha sempre avuto nella storia il ruolo non solo di rappresentare la realtà umana e sociale, ma anche quello di scuotere le coscienze, di denunciare la corruzione umana, permettendosi di essere anticonformista.

Racale, un paese di appena 24 kmq situato nel Salento, passerà certamente alla storia per un fatto di attualità nel panorama dell’arte contemporanea, che lo ha visto protagonista nei giorni scorsi.

ozmo
OZMO

Lo street artist toscano Ozmo, al secolo Gionata Gesi, uno dei maggiori e famosi in Italia, ha destato curiosità e una buona dose di scandalo e polemiche per aver dipinto il 14 marzo, sul muro di un palazzo della cittadina pugliese, un San Sebastiano che solo apparentemente rispetta i tradizionali canoni iconografici. Se si osserva attentamente, il martire cristiano infatti indossa un bel paio di boxer neri firmati D&G (al posto dell’usuale panno annodato) e le frecce sono accompagnate da numeri circolari, che ricordano le fiches del gioco d’azzardo.

L’opera, dall’alto valore simbolico e artistico, è stata commissionata dal Via Vai Project, un piano di lavoro urbano che si pone l’obiettivo, da febbraio ad agosto, di riqualificare alcune zone del basso Salento, creando interesse culturale ed esperienziale, coinvolgendo e interagendo con una serie di personalità di spicco del panorama artistico internazionale.

“Antonello da Messina dipinse un san Sebastiano con una mutanda molto attillata, non vedo dov’è il problema. Io l’ho interpretato come un uomo fashion, così come lo sono molti cittadini della stessa Racale e del Salento”, dichiara Ozmo su Repubblica Bari, aggiungendo che il suo punto di partenza è il San Sebastiano del Mantegna. Sempre al limite tra sacro e profano, Ozmo ama giocare spessissimo e con irriverenza con la tradizione iconografica tradizionale e la religione, stravolgendone completamente il significato con elementi dissacranti e inusuali. San Nicola a Bari indossa le scarpe viola, San Michele sconfigge Satana a Pisa prima di essere travolto da aerei da guerra in volo, la Madonna e il Bambino disegnati per il Pop Up Festival ad Ancona nel 2008 hanno le teste rovesciate, il San Sebastiano del Museo del ‘900 milanese è travolto da frecce sponsor e, tra le opere più famose, la Vergine delle Rocce è circondata da un vortice onirico in cui si vedono (o si sognano?) Pinocchio, impianti stereo, Alice nel Paese delle Meraviglie, cervelli e pavoni.

La notizia del San Sebastiano di Racale ha fatto il giro del mondo non solo sui giornali (anche internazionali come El Paìs), ma anche sui social network. Su Instagram, nello streaming del tag #racale (che conta appena 370 foto), le ultime immagini sono quasi tutte interamente dedicate al colorato lavoro di Ozmo, documentato anche durante la fase di realizzazione, soprattutto dal profilo ufficiale di @viavaiproject.

Ozmo stesso è molto attivo su Instagram e il tag #ozmo conta 2750 foto. Sul suo profilo, le ultime foto riportano il San Sebastiano, le polemiche dei giornali e anche una curiosa foto in cui ringrazia Dolce e Gabbana in visita al murales salentino.

il tag #racale negli ultimi giorni
il tag #racale negli ultimi giorni

Eccellente disegnatore, Gionata Gesi si è formato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, culla dell’arte italiana, e molti suoi lavori dimostrano un amore speciale per la tradizione artistica nazionale. Come si legge nella bio sul suo profilo, disegna e dipinge dal 1978, realizza graffiti dal 1993 e fa street art dal 2001. I suoi lavori artistici, scorrendo la sua gallery, nell’ultimo periodo si alternano però a molti lavori di tattoo, sua ultima passione, per i quali pone una precisione e una maestria che denotano la sua formazione artistica. D’altronde un vero artista non sarebbe tale se non amasse la sperimentazione, che lo porta a superare ogni volta se stesso. Se il “personaggio” vi ha incuriosito, seguitelo. Il suo profilo è @ozmone.