Instagram e Instagramers da 110 e lode

Chiara Ferraro
Chiara Ferraro
Chiara Ferraro

Ha scritto 222 pagine su Instagram e gli Instagramers e le ha presentate a una commissione di laurea che l’ha nominata ufficialmente dottoressa in “Editoria Multimediale e Nuove Professioni dell’Informazione” con il massimo dei voti. Qui accanto il suo #selfie da 110 e lode e a seguire le parole di Chiara Ferraro (@chiaraf12) su come è nata l’idea e un abstract dalla sua tesi, intitolata “Instagram: photosharing e relazioni sociali online“.

L’idea di questa tesi è nata a Bari durante l’Instameet (Nazionale, ndr.): sapevo di voler scrivere di Instagram, ma non avevo ancora individuato il focus della mia tesi. In quei giorni vi ho quindi osservato e ascoltato tantissimo e alla fine ho deciso di studiare Instagram in quanto social network che permette alle persone di socializzare tra di loro non solo online, ma anche offline! Da quella decisione è nata “un’avventura” che mi ha permesso di conoscere tantissime persone e di mettermi alla prova in un progetto di tesi molto impegnativo; non so bene dove mi porterà dopo l’università, ma l’unica certezza è che continuerò a utilizzare Instagram, anche per rimanere in contatto con tutti gli Igers che ho incontrato in questi mesi.

ABSTRACT:

La tesi di laurea di Chiara Ferraro @chiaraf12
La tesi di laurea di Chiara Ferraro @chiaraf12

Nella società contemporanea, il modo in cui le persone comunicano e si relazionano le une con le altre ha subito rilevanti trasformazioni. Come spiegato da studiosi come Castells, Rainie e Wellman, viviamo in una “network society”, una società non più fondata sulla comunità, bensì sulla networked sociability e sul networked individualism.
Le persone agiscono più come individui connessi che come membri integrati in un gruppo. Siamo tutti inoltre più “networked” rispetto alla generazione precedente, perché articoliamo, gestiamo e attualizziamo le nostre relazioni sociali, non solo attraverso gli incontri in presenza, ma anche attraverso internet e le tecnologie della comunicazione digitali. In particolare grazie ai dispositivi mobile e wireless (smartphone, tablets e laptop) siamo sempre connessi con i nostri network sociali e possiamo attivarli in qualunque momento e in qualsiasi luogo.
Il passaggio alla networked sociability però si è verificato prima dello sviluppo di internet e in generale delle tecnologie della comunicazione: le tecnologie sono state dei potenti abilitatori ma non il motore primo di queste trasformazioni sociali.
In questo quadro i social network site come Facebook, Twitter e MySpace, sono uno dei tanti modi in cui oggi le persone sono legate le une alle altre, ma rappresentano un “punto di osservazione privilegiato” per comprendere come gli individui gestiscano le proprie relazioni sociali e le proprie proiezioni identitarie, senza soluzione di continuità tra contesti online e offline.
Tra tutti i social network site, ho deciso di concentrare la mia attenzione su una piattaforma in particolare: Instagram, l’applicazione gratuita per smartphone che consente di scattare, elaborare e condividere fotografie in rete. Più nello specifico, Instagram è un social network site che da una parte consente agli utenti di crearsi un proprio profilo personale, una propria lista navigabile di contatti e una propria galleria fotografica attraverso la quale esprimere la propria identità. Dall’altra parte consente loro di instaurare delle relazioni sociali sia con persone che già fanno parte dei propri network sociali estesi, sia con persone che non si conoscono, ma con le quali si condividono interessi, passioni o esperienze.
Ho deciso quindi di analizzare Instagram attraverso una ricerca qualitativa con l’obiettivo di approfondire le modalità di condivisione delle fotografie (photosharing) e di articolazione delle “amicizie” degli utenti su Instagram. Per raccogliere dati per la ricerca ho effettuato dodici interviste in profondità semistrutturate ad altrettanti utenti iscritti a Instagram. Il fine dell’indagine è stato inoltre quello di comprendere le motivazioni che spingono le persone a utilizzare quotidianamente questo social network site di photosharing che fin dall’inizio è stata veicolo di numerose interazioni sociali e che ha portato, nel mondo, alla nascita di numerose community di Instagramers, cioè di appassionati di mobile photography, che quotidianamente caricano fotografie in rete attraverso l’applicazione, ma soprattutto utilizzano questa piattaforma per relazionarsi con gli altri.

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About the Author

Giornalista professionista, social media strategist e multimedia communication consultant. Inizia l’attività sulla carta stampata, per poi arrivare a radio, uffici stampa, tv, siti internet, social media e applicazioni mobile. Ha un blog e un account su ogni social network. Instagramer della prima ora, oggi è (anche) direttore responsabile di www.instagramersitalia.it.

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