Le invasioni digitali tra le fonti medievali con IgersSiena

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Servizio a cura di: Antonio Cinotti (@igerssiena)

Il 30 Aprile andremo alla scoperta di alcune delle fonti medioevali senesi accompagnati dai volontari dell’associazione La Diana, una passeggiata per capire la necessità e le soluzioni intraprese per garantire l’approvvigionamento dell’acqua fin dall’età medioevale. Invasione digitale alla scoperta di alcune delle più particolari fonti medioevali di Siena.

Si parte con la fornitura dell’acqua all’Ospedale del Santa Maria della Scala, per proseguire con la visita alla fonte delle Monache dove ci fermeremo per un pic-nic. Successivamente ci dirigeremo alle fonti di Follonica (recentemente recuperate) per poi concludere la giornata alle fonti di Pescaia e con la visita al museo dell’acqua.

Un’iniziativa dell’Associazione La Diana grazie al gentile permesso del Comune di Siena, in collaborazione con Igers Siena.

Cosa invaderemo

Complesso ospedaliero Santa Maria della Scala, come veniva approvvigionata acqua in uno degli ospedali più importanti della Via Francigena a partire già dalla sua fondazione .

Fonte delle Monache di San Paolo nome che deriva da uno dei due complessi conventuali (Monastero delle monache agostiniane di San Paolo e il Monastero femminile delle Suore Benedettine di Sant’Agnese, dette anche Sperandie) che si trovano, uno di seguito all’altro, in via delle Sperandie; uno, che dà il nome alla strada, è edificato vicino alla cinta muraria, l’altro invece si trova circa a metà della stessa strada.E’ pressoché sconosciuta, essendo gelosamente nascosta nella scarpata sottostante la via; è alimentata attraverso un bottino che raccoglie acque “locali”, è molto grande ed imponente ed è situata ad una dozzina di metri sotto l’ex-convento.

È composta da un’unica grande camera a forma di parallelepipedo di circa sette metri di lunghezza per cinque di larghezza, con un’altezza di circa sette metri e mezzo e prende luce da una piccola finestra posta alla sommità della volta.

Questa fonte è stata valorizzata grazie all’intervento attivo dei volontari dell’Associazione “La Diana”.

Sono stati loro infatti a “riscoprirla” e, sempre grazie a loro, sono iniziati i lavori di ristrutturazione: la fonte infatti era in condizioni pessime, l’interno era praticamente sepolto da moltissimi metri cubi di materiale provenuto dall’esterno e determinante è stato l’intervento di ripulitura effettuato da alcuni soci della Diana.

Fonte di Follonica, qesta fonte, sicuramente esistente nel 1226, già il secolo successivo cadde in disuso per la sua posizione decentrata rispetto alle zone abitate della città.

Al suo abbandono contribuì anche la fama di fonte maledetta giustificata sia dal fatto di sorgere in una valle cupa, sia dalle continue disgrazie che l’avevano colpita.

Era situata inizialmente fuori delle mura, il nome le deriva da “fullones”, cioè i tintori e gualchieri (lanaioli). Essa figura tra quelle ricordate dai libri di Biccherna nel 1226, e anticamente fu ricca d’acqua e ben custodita.

Fu fortificata con Fontebranda e Pescaia nel 1270, dopo la battaglia di Monteaperti per evitare rappresaglie. Vi si costruì anche, in quella data, il lavatoio, ma si interrava spesso.

Danneggiata in seguito alla peste del 1348, cadde progressivamente in disuso, anche in relazione alla scarsa popolazione di quella zona ed al fatto che andavano sorgendo altre più comode fonti nel pieno centro della città, e sprofondò nel terreno, finché venne affidata ai frati di S. Spirito nel 1509, per intercessione di Pandolfo Petrucci e sottratta alla pubblica utilità.Dopo secoli di abbandono, da alcuni anni la fonte di lavori di restauro durante i quali  è stata asportata l’enorme quantità di terra che la seppelliva quasi totalmente, è di nuovo visibile.

Le fonti di Pescaia ed il museo dell’acqua: Il museo occupa i tre piani, due di origine settecentesca ed il terzo ottocentesca, sovrastanti la Fonte di Pescaia, e permetterà ai visitatori di conoscere ed apprezzare una delle realizzazioni più straordinarie della storia di Siena: il sistema dei bottini, delle fonti e dei manufatti che portavano l’acqua in città. Il percorso museale è stato progettato con un approccio multimediale; il visitatore viene cioè immerso nel racconto dei bottini e delle fonti attraverso filmati, narrazioni e oggetti che rendono particolarmente coinvolgente e piacevole la visita. Nella documentazione audio sono anche incluse le testimonianze degli anziani della Città che ci aiutano a capire quanta parte della storia, della struttura della città e della memoria dei senesi siano legate al sistema dell’acqua che si nasconde sottoterra.La visita comprende il Museo, le Fonti di Pescaia e il relativo bottino.Il percorso multimediale comprende 10 installazioni multimediali, 12 proiettori video, 11 sistemi di messa in onda, 10 impianti audio, 8 impianti sensistica, 4 monitor 42″plasma.

L’incontro è previsto per le ore 9,30 davanti al portone dell’Ospedale Santa Maria della Scala (indirizzo: Piazza del Duomo, Siena)

Programma invasione digitale

ore 9,30 ritrovo in Piazza del Duomo

ore 10,00 ingresso al Santa Maria della Scala

ore 12,00 visita alla fonte delle Monache

ore 13,00 pic-nic nel prato della fonte delle Monache

ore 15,00 visita alle fonti di Follonica

ore 16,30 visita delle fonti di Pescaia e visita del museo dell’acqua

ore 18,00 termine dell’invasione digitale

 

Cosa portare

Trattandosi di una passeggiata, consigliamo di indossare scarpe comode.

Il pic-nic è a carico dei singoli partecipanti, e consigliamo almeno 2 lt di acqua pro-capite per lo svolgimento dello stesso.

 

In considerazione della peculiarità dei luoghi che verranno visitati è obbligatoria la prenotazione, da effettuare qui.

Iniziativa a numero chiuso prenotazione obbligatoria.

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