Mauro Fara // Iger della settimana

Intervista all’Instagramer della settimana a cura di @IgersPadova che ci presenta Mauro Fara aka @morningyearning.

IgersPadova: Iniziamo come di consueto con le presentazioni. Chi sei?

M.F.: Mi chiamo Mauro Fara, ho 42 anni, sono sposato ed ho una bambina, mi occupo di gestione aziendale e marketing, mi piace viaggiare e amo ogni foma di arte visiva.

I.P.: Sei sempre stato un appassionato di fotografia? Quando e come ti sei avvicinato al mondo Instagram?

M.F.: Fotografo da tanto, mi piace estraniarmi dietro la mia Canon e riquadrare il mondo attraverso il mirino. Ho appena regalato la vecchia reflex a mia figlia di 9 anni, così anche lei può imparare a scattare in modo tradizionale. Instagram l’ho scoperto presto, nell’autunno del 2010, era la primissima release, e l’ho trovata subito un’applicazione fantastica, semplice ed immediata. All’inizio avevo un’altro profilo poi abbandonato, per il nuovo “progetto” il nickname che ho scelto è l’impronunciabile morningyearning (da una canzone di Ben Harper). Con gli smartphone siamo tornati ad essere “scattatori di istantanee”, la possibilità di fermare l’attimo si è moltiplicata a dismisura. Non riesco neanche a pensare che immenso archivio fotografico sta diventando Instagram.

I.P.: I tuoi scatti sono molto caratteristici e particolari. Com’è nata l’idea di elaborare le foto in questo modo e che app usi?

M.F.: L’idea è nata per caso, sperimentando con Picfx, un’applicazione che mi piace molto e che mi ha consentito di usare uno sfondo particolare. Giuro che non avrei mai pensato di postare oltre 250 foto con quella tecnica e quello stile. Credo fortemente nel “Creative Commons” e nella condivisione della conoscenza nel rispetto dell’idea iniziale, tra le mie prime foto c’è una specie di tutorial che spiega nel dettaglio come avviene l’editing. Uso principalmente Picfx, TouchRetouch, Diptic: la foto va schiarita, il soggetto isolato e posizionato e poi si aggiunge lo sfondo, credo però che sia importante l’idea e la foto di partenza.

I.P.: Cosa ti spingere a creare quei mondi fantastici? Mi piace immaginarti come un bambino che vive in un mondo reale da adulti ma immaginario/fantasioso. Tu come le vivi le tue realizzazioni?

M.F.: Grazie per vedere un mondo fantastico nelle mie foto, l’intenzione è proprio quella. Mi piace isolare i soggetti e dargli un significato a prescindere dal contesto, togliere tutto il superfluo e illuminare un solo elemento. Non dare adito a distrazioni, togliere tutto il possibile andando nella direzione opposta a quella della vita reale che è sempre piena di cose da fare, vedere, ascoltare, sentire. C’è troppo e a me piace semplificare, sintetizzare, distillare. Il tema può essere anche la solitudine, ma nella sua accezione positiva, come scelta e non come costrizione, come momento per sé, come concentrazione dalla confusione. Un po’ come fanno i bambini, quando giocano assorti, lontani, seri ma felici.

I.P.: Eccoci alla domanda di rito finale: segnalaci 3 instagramers degni di essere seguiti!

M.F.: Igerspadova che fa delle ottime interviste, i giapponesi che quando non fotografano il cibo hanno una sensibilità straordinaria, i miei amici italiani che fanno morire dal ridere!

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