MuseoNazionale: un fil rouge nella selezione di questa settimana

Servizio a cura di Silvia Lanfranchi (@igerslaspezia)

 

 

Un filo rosso, un dettaglio rosso che ricorre in tutte e quattro le foto della selezione di questa settimana di  Museo Nazionale, il progetto di Radiotre Rai di cui Instagramers Italia è media partner.

@claudia_mes
@claudia_mes

Iniziamo dal rosso dei basamenti delle statue di gesso fotografate da @claudiames: “Ho scattato questa foto durante una visita serale organizzata dal Museo Civico d’arte in collaborazione con la “Caffetteria dei Musei” (alla visita guidata segue infatti una cena nel chiostro dei Musei) all’interno della Gipsoteca Graziosi, che si trova al piano terra del Palazzo dei Musei di Modena. La Gipsoteca raccoglie non solo i gessi preparatori delle sculture bronzee e marmoree, ma anche quadri e disegni dell’artista modenese donati dagli eredi al Museo. Ho scelto di fotografare parte dei gessi perché ogni modenese cresce in mezzo alle opere di Graziosi: le sue sculture ornano infatti diverse fontane del centro storico. La figura maschile sullo sfondo a sinistra è il fiume Panaro, uno dei dei fiumi di Modena rappresentati dall’artista nella fontana monumentale (inaugurata nel 1938) che accoglie chi entra in città arrivando da Bologna (l’altro fiume è il Secchia, si intravedono sullo sfondo della foto le gambe e il braccio della figura femminile). La figura maschile sulla destra della foto è invece il profeta Ezechiele colto in un gesto plastico: il bronzo dell’opera si trova nella tomba della famiglia Giovanardi nel cimitero monumentale di Modena, S. Cataldo, luogo malinconico per i modenesi ma ricco di sculture pregevoli della prima metà del ‘Novecento”.

@elisadallarche
@elisadallarche

Continuiamo con il rosso sulle pareti dietro la statua fotografata da @elisadallarche che ci racconta: “Ho fotografato “Chimera” di Mirko Basaldella domenica 4 ottobre 2015 in occasione della giornata nazionale delle #famigliealmuseo mentre mio figlio Nicolò, con il suo amico Samuele, ha preso parte a un entusiasmante laboratorio dedicato a Vasily Kandinsky, organizzato da @DidatticaMuseiUdine. Io e la mia amica Deborah – mamma di Samuele – ci siamo concesse una doppia visita al nuovo Museo di arte moderna e contemporanea di Udine, Casa Cavazzini! Dopo aver scoperto le stanze private dell’appartamento della famiglia Cavazzini (decorate dalle tempere di Afro Basaldella), sono stata colpita dalla potenza enigmatica delle due “Chimere” di Mirko Basaldella che sembrano emergere dagli spettacolari affreschi trecenteschi, venuti alla luce durante il recente restauro. Dopo aver ammirato le opere di Dino, Mirko e Afro Basaldella, i tre fratelli artisti udinesi, inserite in questa straordinaria casa-museo, ho pensato a #MuseoNazionale: nuova bellezza può nascere dal connubio tra il contemporaneo e l’antico!”.

@manu_te
@manu_te

Il rosso è il colore predominante di uno dei quadri che tappezza una parete della Fondazione Prada immortalato da @manu_te: “Ho scattato questa foto alla Fondazione Prada di Milano, nella galleria Sud, ex laboratorio del precedente complesso industriale che oggi è la Fondazione. Questa esposizione si chiama “An introduction” e nasce da un rapporto tra Miuccia Prada e Germano Celant. Le opere sono esposte e installate in relazione ai colori e ai materiali dell’epoca. In questa sala, a ferro di cavallo, sono esposti moltissimo quadri, uno accanto all’altro, e si viene completamente rapiti da questa molteplicità di colori e di forme astratte; ed è questo Il momento che ho deciso di immortalare. Mi sono girato e ho trovato la mia migliore amica ferma lì, immobile, esattamente come me!“.

@robisgo
@robisgo

Concludiamo la selezione con Il rosso del manto di San Tommaso in questo scatto di @robisgo: “Ho scattato questa foto presso la Cittadella dei Musei di Cagliari nell’ambito della mostra “la memoria ritrovata” che raccoglie un centinaio di opere trafugate e successivamente recuperate dal Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. L’opera in foto è un olio su tela del XVII secolo di Matteo Rosselli intitolata “Incredulità di San Tommaso” e mi ha colpito per l’intensità espressiva e l’uso della luce nella tela”.

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