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Skidrobot: la streetart per i senzatetto di Los Angeles

Los Angeles. Città bellissima, ricca, vivace e moderna. Ma come tutte le città metropolitane, è anche piena di contraddizioni e opposizioni.

Notizia di qualche giorno fa su Repubblica. Uno street artist misterioso ha deciso di far parlare di sé – in città e molto sul web – con un’impresa incredibile, mettendo l’arte, la sua arte, al servizio degli homeless.

L’artista, nome d’arte Skid Robot, ha pensato di dare un po’ di calore e speranza ai senzatetto della città americana, disegnando, sui muri degli spazi occupati solitamente da loro, elementi decorativi e dettagli domestici tra i più comuni in ogni casa, per rendere la strada e la loro miserevole situazione in qualche modo più sopportabile. Ricrea dunque scene casalinghe appositamente per questa gente, adattandole alle loro situazioni. E così, un senzatetto costretto alla sedia a rotelle avrà un castello ad aspettarlo, un altro un letto a baldacchino, chi ha due comodini in una stanza matrimoniale e un altro ancora una finestra con vista sulle montagne. Ma in sostanza, tutti sognano un letto, per cui per la maggior parte di loro disegna balloons nei quali li rappresenta.

 

La sagacia e il sarcasmo dell’artista vengono fuori da questa operazione, che è mirata però, anche se in una inconsapevole azione che sembra quasi una performance artistica voluta, a sollevare e ad evidenziare lo stato di disagio dilagante che sta avvenendo a Los Angeles, come anche in tutte le città del mondo.

Ma prima di tutto, il suo è un bisogno (e un messaggio) sociale primario, quello di dare aiuto nel modo che si conosce, incoraggiando a fare altrettanto per i meno fortunati, senza inibizioni.

Il suo profilo Instagram @skidrobot, aperto un anno fa, ha raggiunto 7,5 k followers in un anno, il tag #skidrobot conta 187 media, quasi tutti dell’artista. Non ci meraviglia, dato il tema così delicato e la difficoltà a catturare un momento così drammatico non solo della persona che lo vive realmente, ma anche di una intera città.

Egli cura il profilo Instagram personalmente e ogni sua foto è molto commentata, creando così un dibattito virale sulla problematica.

La notizia ora sta facendo il giro del web anche in Italia. Chissà che non possa sensibilizzare l’opinione pubblica su questa grave attualità, che si sta diffondendo nelle nostre città italiane e chissà che non spinga qualche bravo, geniale street artist dei nostri a fare di più, per un progetto di street art volto ad essere utile e ad aiutare il prossimo. L’arte di strada per eccellenza, questa volta, cerca di aiutare chi la strada è costretta a viverla per davvero.

 

 

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