24 hour project: maratona dedicata alla street photography

Hong Kong. @kingtsoi

Servizio a cura di Morena Menegatti (@morenamenegatti) e Sara Meledandri (@_54r4_)

Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento.

Henri Cartier-Bresson

Unica nel suo genere, la street photography è la più immediata tra i tipi di fotografia. Non ha bisogno di location, né di attrezzatura sofisticata, basta invece solamente un occhio attento capace di cogliere il momento giusto, un ambiente aperto a tutti e la tempestività nello scatto. La caratteristica degli street-photographer è certamente la loro completa assenza di paura, che fa sì che non si perda l’attimo giusto e soprattutto il coraggio di affrontare le reazioni degli inconsapevoli soggetti delle loro foto.

In treno. Romania, 1975 © Henri Cartier-Bresson, Magnum Photos, Contrasto
In treno. Romania, 1975 © Henri Cartier-Bresson, Magnum Photos, Contrasto

I soggetti ideali sono ovunque e tutti i piccoli frammenti della vita reale, fatti da persone comuni, sono carichi di bellezza ed espressività.  Il concept della street photography nasce già nel 1800, quasi contemporaneamente alla fotografia stessa. Ma fu con il fotoreporter francese Henri Cartier -Bresson che il concetto diventa azione. Libero da pesanti attrezzature, munito semplicemente della sua Leica portatile e leggera con obiettivo da 50 mm, decise di girare il mondo per fissare il flusso della vita quotidiana in istantanee.

Senza essere osservato, Cartier-Bresson passeggiava per strada, scegliendo di volta in volta il “momento decisivo” che per il suo occhio e la sua mente raccontavano una storia. Le sue fotografie black and white sono ancora oggi icone di quest’arte e modello per molti fotografi contemporanei.

Fu successivamente con Robert Doisneau che si cominciò a legare la street photography alla documentazione dell’evoluzione della società e ai cambiamenti della vita cittadina della gente comune e l’avvento del colore ha dato certo nuova linfa e nuovo potenziale alla fotografia di strada.

Con la street photography sicuramente molte cose sono cambiate nel mondo della fotografia tradizionale e l’ingresso sul mercato di macchine digitali sempre più accessibili, compatte e maneggevoli ha contribuito allo sviluppo e all’incremento di questa forma di espressione. In questo sviluppo una grossa mano l’hanno data anche le foto realizzate da smarthpone prima e l’arrivo di Instagram poi, che ha lanciato il filone della streetphotography (che conta 1.572.241 foto taggate) anche sul social network, rappresentando una vera e propria forma d’arte popolare in continua crescita, nella quale si sfidano bravissimi e intrepidi fotografi e mobile photographer alla ricerca dello scatto più immediato, reale ed emozionante, coadiuvati da app di supporto, come Hipstamatic e VscoCam, che rendono l’immagine davvero affascinante, come il momento che raccontano.

Tra i progetti più importanti di street photography presenti su Instagram, uno spopola da qualche anno.  Si tratta del #24hourproject, che ha avuto luogo sabato 22 marzo e cui hanno partecipato street photographer da tutto il mondo. Il progetto, ideato da Renzo Grande @aliveinnyc e Sam Smotherman @whittiersam, è stato pensato per documentare la condizione umana nelle varie città del mondo in un unico giorno. Per 24 ore gli street photographer che si iscrivono al progetto (quest’anno 900 dichiarati, da 312 città del mondo) devono postare una foto all’ora, dalla mezzanotte del giorno prima alla mezzanotte del giorno successivo. 24 ore non stop, senza dormire, o quasi, per documentare la vita sul pianeta per un’intera giornata: da Chattanooga (Tennessee) a Riyadh, da Los Angeles a Johannesburg, da Atene a Oslo, passando per New York City, Kathmandu, Milano, Roma e Reggio Emilia. Qui una nostra selezione, mentre trovate tutti i protagonisti sulla  pagina ufficiale del progetto: www.24hourproject.org.

 

 

 

 

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