the rotten salad iger della settimana

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The Rotten Salad // Iger della Settimana

the rotten salad iger della settimanaNon è una fotografa. Non è una fashion blogger, né una fashion photographer. È un fenomeno social irriverente, ironico e sopra le righe.

Si chiama TheRottenSalad (nel mondo reale Valentina) e in modo provocatorio ha scelto di fare la parodia del “wanna be fashion” esasperato, interpretato, nel suo modo di vedere, dalla regina delle fashion blogger, Chiara Ferragni, aka TheBlondeSalad.

Su Instagram è stata suggerita solo a Febbraio quando già aveva più di 25mila follower “organici” ed era quindi già molto nota; i suoi follower la seguono quindi per empatia.

Come sei riuscita a conquistare un pubblico così ampio con meno di 300 scatti da novembre 2013?

Non mi aspettavo assolutamente tutto questo successo! Il mondo di Instagram, e della rete in generale, è talmente ampio che pensavo sarei rimasta una gocciolina in un oceano immenso. Un gioco nato tra amici che pensavo sarebbe rimasto tale, invece si è trasformato in qualcosa che inizialmente mi ha spaventato, e non poco. Ho sempre avuto il timore del giudizio altrui nella vita di tutti i giorni, figuriamoci se a giudicarmi sono più di 30.000 persone. Non so dire il “segreto” di tanto seguito. Forse il fatto che, alla fine, me ne sono fregata di comparire ridicola, struccata, in pigiama o in outfit fatti in materiale di riciclo. Forse il fatto che sono stata la prima a sdoganare il selfie sempre perfetto e senza imperfezioni. Forse perché sono riuscita a farmi portavoce di un pensiero comune e infatti spesso mi scrivono: “Anche io avevo avuto un’idea simile alla tua, ma non ho mai avuto il coraggio di metterla in atto sul serio. Vai, e “disfashionizzali” tutti!”. Un’altra cosa che piace molto è che non c’è alcuna cattiveria nelle foto che pubblico: non prendo in giro un fisico eccessivamente magro o un seno rifatto. Questo tipo di comicità non mi piace. 

Le immagini che usi su Instagram quali caratteristiche devono avere per “funzionare” con il tuo pubblico?

Inizialmente non ne avevo idea, ma col tempo e con molti tentativi ho notato cosa funziona e cosa no. Per esempio, postare foto in cui sono venuta particolarmente bene di solito non piace (forse perché mi avvicino troppo alle fashion blogger), così come non piace se posto foto di incontri realmente avvenuti tra me e i personaggi che ridicolizzo su Instagram. Alcuni follower non hanno capito che non sono incoerente se vado a pranzo assieme a Valentina Ferragni e poi prendo in giro sua sorella. Sarebbe come considerare incoerente una Virginia Raffaele se la si vede bere un caffè con Belen Rodriguez, o Maurizio Crozza a mangiarsi una pizza con Bersani. Il buon rapporto coi diretti interessati è fondamentale secondo me.

Le foto che invece funzionano di più sono quelle in cui indosso qualcosa creato da me, che esaspera in chiave comica qualcosa di realmente esistente: per esempio la giacca in alluminio, il vestitino di McDonald’s, il mega-Ferragni Rocher o la pochette di Chanel fatta con la scatola delle uova. Tutto ciò che è pura creatività viene sempre apprezzato.

Perché hai “preso di mira” Chiara Ferragni?

Chiara è stata ovviamente la prima con cui ho iniziato. Era, ed è, la più conosciuta tra tutte le fashion blogger su Instagram e non ha avuto bisogno di presentazioni. Pian piano mi sono spostata anche sulle altre “Chiare”, come la Biasi o la Nasti, per vedere se la cosa funzionava altrettanto bene, e devo dire che è stato anch’esso un successo. La Ferragni è il fulcro del mondo fashion online, non potevo che iniziare con lei. Inoltre offre quotidianamente ottimi spunti!

Guardando le tue foto a una prima occhiata sembrano scatti molto “semplici”, ma controllando meglio abbiamo realizzato che fai un lavoro pazzesco di imitazione degli outfit delle fashion blogger, scegliendo la giacca di carta stagnola, piuttosto che il vestito di luminarie natalizie.

Sei creativa, ben documentata, insomma, pur con il sorriso… hai un progetto fotografico molto ben definito! Ce ne vuoi parlare?

Gli scatti in sé sono molto semplici, ma è tutto il backstage la cosa più complicata: pensare a quali materiali usare per riprodurre un outfit, scandagliare casa e cantina per vedere se c’è già qualcosa che fa al caso mio, oppure uscire e andare per negozietti o mercatini dell’usato per trovare ciò che serve. Una volta fatto questo, va assemblato il tutto, e il più delle volte l’outfit sta su per miracolo perché tenuto assieme solo da scotch adesivo, mollette per la biancheria, corde o punti di spillatrice. A questo punto vanno scattate le foto, ma spesso ho poca possibilità di movimento (per esempio, la giacca in alluminio ho dovuto farmela mettere una volta assunta la posizione giusta per la foto, altrimenti sarebbe stato impossibile piegare i gomiti), e se anche posso muovermi devo farlo con molta cautela, altrimenti crolla tutto e devo ricominciare da capo. Sono sempre stata un’amante dei travestimenti e da piccolina avevo anche chiesto a mia nonna di insegnarmi a cucire con l’ago, così da potermi confezionare da sola dei piccoli accessori fatti in stoffa e bottoni. Mi divertivo da morire! A ogni modo, finito di scattare le foto, passo alla selezione della migliore e ne modifico luminosità e contrasto con PS Express direttamente sul cellulare, nulla di più. Non ho mai usato nessun effetto di Instagram nelle foto collage che ho pubblicato finora.

Cosa aggiungere dopo questa chiacchierata? Un consiglio da parte nostra, se non la conoscevate… date un’occhiata al suo profilo!

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