“Tour Paris 13”. Da oggi vive solo su Instagram

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Come è

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Oggi si fanno parlare soprattutto le immagini per raccontare della creazione e della distruzione della più grande esposizione di street art mai immaginata. Un palazzo, 100 street artist, più di 400 opere; 6 mesi di creazione, 1 mese di apertura al pubblico e 3 giorni per distruggerlo interamente.

È accaduto a Parigi, città metropolitana, attenta osservatrice dell’arte e sensibile all’idea di riappropriarsi delle sue zone urbane meno considerate e in attesa di riqualificazione. Per questo motivo e con lo stesso desiderio Mehdi Ben Cheikh, direttore della Galerie Itinerrance ha dato vita al progetto “La Tour Paris 13”, trasformando un palazzo disabitato, già destinato alla demolizione, in una grande mostra temporanea collettiva di arte contemporanea tra le più importanti degli ultimi anni, visitata dall’1 al 31 ottobre 2013 da oltre 25.000 persone. Il palazzo, 9 piani e 36 appartamenti, collocato nel 13° arrondissement, è stato invaso da numerosi e (pre)scelti artisti provenienti da tutto il mondo, che lo hanno coabitato e trasformato, reinterpretando la vecchia e originaria destinazione d’uso familiare in un nuovo spazio museale da fruire. Distribuiti ovunque, ognuno in una camera, in un angolo o in un corridoio, hanno lavorato talvolta facendosi ispirare dagli stessi spazi, alcuni ancora arredati, per realizzare nell’insieme quello che è divenuto un prodotto leggendario, unico al mondo.

L’arte effimera e precaria per eccellenza ha trovato perciò in questo esperimento il suo senso compiuto.

Gli artisti hanno dato libero e consapevole sfogo alla loro creatività condividendo una esperienza di arte e di vita, che ha contribuito senza dubbi anche umanamente alla loro formazione. Il web ha avuto sotto questo punto di vista una funzione importantissima: veicolare e promuovere l’intera operazione e soprattutto far conoscere le opere eseguite all’interno del palazzo. Oggi infatti, conclusasi la demolizione, le opere si possono vedere esclusivamente online nelle 11.150 foto taggate su Instagram #tourparis13, che ne fanno un racconto di immagini (veicolato anche su Facebook e Twitter), che parte dai lavori degli artisti fino alla sua completa demolizione.

Il progetto ha previsto però che si potessero salvare le opere cliccando la propria preferita sul sito ufficiale (www.tourparis13.fr): un segno di sfida verso l’umanità, per sperare che questa forma d’arte possa avere giusta considerazione e attenzione, perché al contrario, come ha dichiarato lo stesso Mehdi, “le Street Art a beaucoup de choses à dire, avec une incroyable énergie à la fois créative et politique”. (La Street Art ha molte cose da dire, con una incredibile energia a volte creativa e a volte politica).

Per avere una idea ancora più chiara di quella che è stata l’avventura “Tour Paris 13”, e per rimanere incredibilmente colpiti dalla sua demolizione, basta visitare le pagine dedicate alla distruzione dell’edificio.

Ci si renderà conto che, dopo il suono dei secchi di vernice, dei pennelli e delle bombolette spray, il vociare dei visitatori, il rumore assordante delle ruspe, dall’8 aprile 2014  è calato il silenzio sulla Torre, che per fortuna rimane viva grazie alla potenza delle immagini.

 Tutte le immagini sono state scattate dagli utenti e visibili sfogliando il tag #tourparis13.

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