Tremosine: cercare l’originalità nella documentazione del territorio

Il pontile di Campione sul Garda. @morenaemme
Il pontile di Campione sul Garda. @morenaemme
La terrazza del brivido. @oraziospoto
La terrazza del brivido. @oraziospoto

Quando si prende parte a un tour organizzato rivolto a blogger e Instagramers, invitati per promuovere il territorio attraverso i social media, può succedere che le fotografie scattate soprattutto da chi comunica per immagini, siano molto simili tra loro. Succede infatti che gli organizzatori tengano particolarmente a far visitare i luoghi più suggestivi della zona interessata al tour e, gioco forza, i soggetti degli scatti saranno ovviamente gli stessi.

Come distinguersi dunque dagli altri? Noi ci abbiamo provato a Tremosine, sul Lago di Garda, durante il tour #tremosinewhatelse.

Tremosine (Brescia) è un comune diffuso che con le sue 17 frazioni più una (se si conta anche quella costituita dalle seconde case dei tedeschi che hanno scelto questa località per le loro vacanze), si affaccia sul Lago di Garda. Un contesto suggestivo tra terra e acqua dove i panorami sono mozzafiato. Qui abbiamo provato a giocare con i punti di vista, l’editing e le inquadrature con dettagli diversi.

Ecco il risultato.

I punti di vista

Scendendo dalla frazione di Pieve a quella di Campione, sul Lago, abbiamo percorso un sentiero di montagna lungo circa 2 km, per 300 metri di dislivello e una pendenza media del 12% circa. Anche le discese, in montagna, sono particolarmente faticose, ma l’idea di poter arrivare in un luogo che ci avrebbe regalato immagini da incorniciare ha vinto sull’iniziale resistenza allo sforzo. Il sentiero sbocca in una piazzetta costeggiata da un ruscello, dove il ristorante la fa da padrone, in un bellissimo edificio dai toni caldi giallo-arancioni e appena dietro l’angolo si raggiunge la spiaggia d’erba da cui parte un pontile che si protende verso l’infinito. Ed era questa la sensazione che si voleva trasmettere: finalmente alla fine della discesa, ripida e scoscesa, uno spazio senza confini, da respirare a pieni polmoni. Per questo la sottoscritta (@morenaemme) ha scelto di rappresentare il pontile come trampolino verso la bellezza di questo splendido lago.

L’editing

Uno dei belvedere più suggestivi del territorio di Tremosine è la Terrazza del Brivido, che, costruita negli anni Cinquanta, quando quella sul Gran Canyon non era nemmeno ancora stata pensata, si sporge da un hotel della zona, tuffandosi nel vuoto. Le persone inizialmente sembravano timorose, poi qualcuno si è avvicinato alla ringhiera, in tutta sicurezza, e gli scatti hanno iniziato a moltiplicarsi. La nostra idea, però, era che la terrazza del brivido dovesse sembrare davvero tale e chi c’era sopra dovesse apparire davvero coraggioso. @OrazioSpoto, per @Igers_Lombardia, ha quindi scelto di usare la vignettatura per scurire i contorni e far sembrare che sotto la terrazza ci fosse proprio un buco nero. Nella immagine di apertura, sempre dedicata da @oraziospoto alla Terrazza del Brivido, il punto di vista si sposta e pur vedendo la terrazza sporgente con sopra le persone, la presenza degli alberi sottostanti sembra fare da cuscinetto e attenua la sensazione di vuoto, offrendo invece una bella vista sul Lago.

Qualcuno ha scelto invece il video per dare un’idea della vista dalla terrazza: http://iconosquare.com/p/717218758862759754_201434280. La scelta è interessante, ma peccato che @sphimmstrip non abbia inquadrato il precipizio.

I dettagli

Come detto, i panorami mozzafiato nel tremosinese non si contano e nel cuore di Pieve si apre uno spiazzo accanto al ristorante ricavato nella vecchia stazione da cui partiva la teleferica, che al tramonto non si può smettere di ammirare. Ci sono i fiori appesi alla ringhiera protettiva, c’è il ristorante con il suo aperitivo locale, il Pirlo, ci sono le montagne, che quando hanno le cime innevate si colorano di rosa. La sottoscritta (@morenaemme) ha voluto raccontare tutto insieme nello scatto realizzato da qui, mentre altri ospiti si sono concentrati solo sui dettagli.

Fotografare il cibo

Due parole merita poi il cibo di Tremosine. Il territorio ha un’estensione tale da poter proporre una varietà di pietanze davvero ampia. In particolare la sottoscritta (@morenaemme) ha scelto di documentare, oltre al Pirlo, di cui sopra, i cibi che si trovano proprio solo in questo angolo del bresciano. I capù, per esempio, sono involtini di coste bolliti, ripieni di un impasto costituito da pane, formaggio, uova, prezzemolo, olio e sale. Del posto è anche la Formaggella, un formaggio a pasta morbida di latte vaccino (presente anche nella versione affumicata). Tipico della tradizione tremosinese è infine anche lo Spiedo: lo si mangia al rifugio degli Alpini, ma è il piatto tremosinese delle grandi occasioni: ogni famiglia possiede infatti un tamburo elettrico per fare lo spiedo a casa. In origine, alle carni di maiale, pollo e coniglio (inframmezzate da foglie di salvia e patate) si alternavano anche gli uccellini, soprattutto i pettirossi, ma oggi la tutela di questi animaletti vieta l’utilizzo degli uccellini nella fruizione pubblica dello spiedo, ma privatamente c’è ancora qualcuno che li consuma. Di solito sono le donne a inspiedare, mentre gli uomini da sempre si dedicano alla cottura, soprattutto perché il tamburo dello spiedo in origine era a manovella a mano, e ha conosciuto un’evoluzione verso la carica a manovella a molla (ogni mezzora) prima di diventare elettrico ed è comprensibile che, per gestire le 4 ore di cottura, servisse una certa lena. Lo spiedo si accompagna alla polenta, che è ancora oggi “il piatto della domenica”, da consumare dopo la messa.
Per rappresentare al meglio queste pietanze, si è scelto di utilizzare le macro: la pietanza è la indiscussa protagonista dell’immagine, mentre ciò che la circonda è sfuocato, in modo da conferirle davvero un ruolo di primo piano. Si è scelto inoltre di usare queste immagini su Twitter (@morenamenegatti), per contribuire allo stream #tremosinewhatelse anche su un canale diverso da Instagram, che di recente sta dando largo spazio alla fotografia.

 

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About the Author

Giornalista professionista, social media strategist e multimedia communication consultant. Inizia l’attività sulla carta stampata, per poi arrivare a radio, uffici stampa, tv, siti internet, social media e applicazioni mobile. Ha un blog e un account su ogni social network. Instagramer della prima ora, oggi è (anche) direttore responsabile di www.instagramersitalia.it.

3 comments

  1. L’iniziativa è molto molto carina! Pubblicizzare le regioni tramite i social network è un’idea fantastica. Da fotografo mi permetto di suggerire a te e ai tuoi compagni di viaggio di puntare più sull’inquadratura e meno sull’editing. Il segreto di una fotografia di successo è la composizione 🙂

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