Un prete su Instagram? La storia di Don Alberto Ravagnani

Una storia tutta da ascoltare quella del giovane parroco Don Alberto Ravagnani che, negli ultimi mesi, ha lanciato i suoi profili social raggiungendo milioni di visualizzazioni e finendo anche nelle stories di ormai affermati “sovrani” di Instagram come Fedez. Don Alberto Ravagnani, nato in Brianza nel 1993, presta servizio come parroco presso la parrocchia di San Michele Arcangelo di Busto Arsizio ed è insegnante di religione presso il Liceo scientifico Tosi, sempre a Busto Arsizio, nella provincia di Varese.

Con l’inizio della pandemia di Covid-19 e della successiva quarantena, nel mese di marzo, “Don Rava” ha aperto un suo canale YouTube, Instagram e Tik Tok per restare vicino ai suoi studenti e ai ragazzi dell’oratorio. Quello che doveva essere un canale quasi familiare anzi, parrocchiale, è diventato in breve tempo un profilo seguito da centinaia di ragazzi attratti dai brevi video dove, con linguaggio giovanile e trend del momento, Don Alberto risponde a dubbi di fede, domande sulla pandemia e più in generale a domande sulla vita cristiana.

Ad oggi, solo considerando il profilo Instagram, Don Alberto ha più di 67mila followers con picchi di 100mila visualizzazioni su alcuni video. “E’ stato un grande esperimento che è andato bene a quanto pare”, ha commentato Don Alberto in un’intervista a Vatican News, “è stato come imparare a parlare una nuova lingua. Sono sbarcato in ‘terra straniera’ e mi sono impratichito facendo e prendendo ispirazione da altri youtuber de per poi definire un mio stile”. Sul web, Don Alberto è stato paragonato ad un “Marco Montemagno della Chiesa” e a Giovanni Muciaccia, volto del celebre format tv “Art Attack”. Altri rumors vedevano invece il parroco di Busto Arsizio tra i concorrenti della prossima edizione del Grande Fratello Vip, possibilità smentita dal parroco sulle pagine dell’Avvenire: “Non andrò mai al Grande Fratello. Ma di sicuro vincerei

Lontano dalle luci degli studi televisivi, almeno per adesso, Don Alberto continua a condividere video dai titoli accattivanti come: “Perché avere fede non è da sfigati”, “A cosa serve pregare”, “Come amare (a distanza) al tempo del Coronavirus”, tutti legati dal suo motto: “WLF” ossia W la fede. Quello di “Don Rava” è un ottimo esempio per comprendere come i social possano essere inclusivi e aperti a tutti, dal collezionista di figurine al parroco lombardo che cerca nuovi canali di comunicazione in un momento in cui non è possibile riunirsi in oratorio e passare un pomeriggio insieme.

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