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Giovedì 30 Gennaio una parte del team di @igersbologna ha avuto l’onore di partecipare, grazie all’invito dell’agenzia di pubblicità LDB Advertising di Bologna, alla visita esclusiva della mostra “LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA – Il mito della Golden Age da Vermeer a Rembrandt. Capolavori dal Mauritshuis, The Hague” in assoluta anteprima (la mostra aprirà al pubblico l’8 Febbraio) con una ventina di blogger e “influencer” del web bolognesi e non.

L’occasione era infatti proprio il “Blogger Day” #artandsegafredo (questo il tag ufficiale della giornata), evento sponsorizzato da Segafredo Zanetti, main sponsor di un’esposizione importantissima per la visibilità della città di Bologna come polo culturale italiano. Bologna, infatti, ricopre in questo caso il ruolo di unica sede europea ad esporre la celebre opera di Vermeer prima del definitivo ritorno al suo museo d’origine del tutto rinnovato, il Mauritshuis diDen Haag (L’Aia).

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La tanto agognata visita è stata preceduta da un pranzo (un eccellente e ricco buffet presso lo storico bar di Bologna “Zanarini” in piazza Galvani) in cui il Direttore Marketing di Segafredo Zanetti (il bolognese Marco Comellini) ha voluto presentarci personalmente, con sincero entusiasmo, il progetto di Segafredo come sponsor della mostra a Palazzo Fava e ascoltare le presentazioni di ognuno di noi (blogger di viaggi, blogger di cucina, associazioni per la promozione del territorio, fotografi, instagramers & co.) dimostrando interesse e curiosità per le nostre attività, fossero esse lavori a tempo pieno o semplici “hobby”.

Una volta approdati a Palazzo Fava (che, a prescindere dalle Mostre che ospita, rimane uno dei gioielli della Bologna storico-artistica, affrescato da Annibale, Agostino e Ludovico Carracci nel 1584: un’emozione oltrepassare il portone d’ingresso, non solo per gli addetti ai lavori!) è stato Marco Goldin di Linea d’Ombra in persona, curatore di questa e altre importanti mostre in Italia (tra cui “Verso MONET. Storia del paesaggio dal Seicento al Novecento” a Verona).

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orecchino perla igersbolognaSerio e molto sicuro di sé, ci ha sapientemente guidati nel viaggio attraverso le 6 sale tematiche di Palazzo Fava che compongono la mostra.

Dopo la prima sala, dedicata alla “storia del Mauritshuis” e la seconda suggestiva sala dedicata ai “paesaggi”, quella che maggiormente colpisce gli occhi del visitatore è la sala dei “ritratti” (che ha la responsabilità di accogliere la maggior parte dei Rembrandt): sguardi cupi e talvolta inquietanti, primi piani d’impatto ma anche scene di gruppo come quella, incantevole e avvolta da un’atmosfera di sogno, di “Diana e le sue ninfe” di Vermeer.

Da apprezzare e studiare nei minimi dettagli anche i quadri (dalle dimensioni più ridotte, alcuni addirittura minuscoli) della quarta sala, dedicata agli “interni con figure” e della quinta sala, quella delle “nature morte“, in cui Goldin, con voce ferma ma emozionata, ha descritto il quadro del Cardellino di f06466f289ec11e39adb0e2348ec20c2_8Carel Fabritius spiegandoci i motivi che l’avevano spinto a  collocarlo proprio al centro della sala: per il suo senso dell’essenziale e dell’assoluto incarnato dallo sfondo bianco su cui risalta così bene la semplice forma del cardellino.

Non capita certo tutti i giorni di godersi una mostra trovandosi di fianco a colui che, dopo studi mirati, ha deciso dove collocare le opere.

Quando la nostra curiosità era ormai giunta alle stelle e le batterie dei nostri smartphone erano ormai a secco, siamo finalmente giunti nella sesta sala: quella de “La ragazza dall’orecchino di perla”. Potremmo chiamarla la “barbie” dell’arte (per citare Daverio), potremmo scagliarci contro alla decisione di intitolare una mostra (così vasta in termini di autori) con il titolo di UN SOLO QUADRO attira-masse, potremmo ricordarci di tutti i musei italiani e soprattutto bolognesi che non vengono mai pubblicizzati e le cui sale rimangono spesso vuote e polverose… potremmo fare tutto questo ma dobbiamo comunque fermarci un attimo e osservare il capolavoro, la diva “in tour” su  cui la nostra città ha avuto l’esclusiva Europea.

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Dobbiamo osservarla e lasciarci catturare da quello sguardo magnetico che ci ti attira a sé con fare sexy e allo stesso tempo pudico; voltandosi verso di noi sembra darci una possibilità ma nel contempo si ritrae e si mantiene ad una certa distanza dallo spettatore (teche di vetro a parte). Che stia forse per rigirarsi dall’altra parte, spiazzandoci?

Non ricorderemo quindi questa mostra solo per la ragazza con il turbante orientale, non possiamo e non dobbiamo farlo. Non commetteremo l’errore di parlarne ai nostri amici solo in termini di “è bellissima, finalmente l’ho vista, assomiglia proprio a Scarlett Johansson!” ma porteremo sempre dentro di noi il ricordo di quelle sale con luce soffusa e opere così ben illuminate, di quell’atmosfera tetra ma affascinante e di quello sguardo che puntava dritto verso ognuno di noi. Questo sì, lo faremo.

Ecco alcuni nomi dei pittori che troverete alla mostra: Johannes Vermeer, Rembrandt Harmenszoon van Rijn,  Gerrit van Honthorst, Govert Flink, Jan Steen, Gerard ter Borch, Pieter de Hooch, Nicholas Maes (allievo di Rembrandt), Adriaen Coorte, Carel Fabritius, Pieter Claesz.

 

 

Informazioni Utili:

LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA – Il mito della Golden Age da Vermeer a Rembrandt. Capolavori dal Mauritshuis, The Hague”

Bologna, Palazzo Fava, dall’8 febbraio al 25 maggio 2014.
Curatore: Marco Goldin.
Per informazioni e prenotazioni:
+39.0422.429999
www.lineadombra.it

 

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