immagine tratta dall'account instagram Viaggio Armenia

Foto di @viaggioarmenia

Abbiamo visto, grazie a @angycat, come si possa organizzare un viaggio in autonomia attraverso Instagram. Ma chi organizza viaggi per professione, invece, su Instagram c’è? E come lo utilizza?

Le potenzialità di Instagram per il settore travel sono davvero enormi.
L’importanza di Instagram (e in generale della comunicazione per immagini) per il settore turistico è un argomento di cui parliamo spesso (recentemente l’abbiamo fatto alla BIT, Borsa Internazionale del turismo di Milano); se ormai sembra assodata la presenza delle singole strutture, piccole e grandi (in particolare hotel), non è invece per nulla scontata la presenza dei tour operator e delle agenzie di viaggio, soprattutto italiani.

T.O. e Agenzie di Viaggi su Instagram: cosa possiamo imparare

“Localizzando” la ricerca in italiano, proviamo innanzitutto a sfogliare gli hashtag #agenziaviaggi, che restituisce solo 282 immagini, e #agenziadiviaggi, che arriva appena a 50: segnali non proprio confortanti, ma che ci fanno capire quanto spazio “libero” ci sia su Instagram, a disposizione degli operatori del settore.

Ritentiamo con termini inglesi o per lo meno internazionali, e vediamo che #touroperator conta al momento 956 immagini, mentre #travelagency ne aggrega più di 8000: tra i contributors principali in entrambi i casi spicca – per quantità e impatto – @indochinalegend, un T.O. specializzato in viaggi nel sud-est asiatico che ha come mission (dichiarata nella sua bio) quella di raccontare “una grande terra e un grande popolo”.

Tagga responsabile e condividi foto evocative

Con un buon numero di followers, dimostra di aver capito come si può lavorare su questo canale, distinguendosi, ad esempio, per il buon utilizzo degli hashtag, pertinenti al contesto della foto: taggare correttamente le immagini è una attività indispensabile per farsi trovare dagli utenti interessati alla nostra attività (leggi: potenziali clienti).

IndochinaLegend

È evidente quanto paghi, soprattutto in termini di like, anche la scelta di condividere foto evocative della destinazione o delle esperienze proposte anziché noiose “comunicazioni di servizio” (contenuti che si riscontrano invece su molti alti profili collegati agli hashtag che stiamo analizzando).

Come emerso proprio in chiusura del panel alla BIT, però, una delle principali difficoltà dei tour operator è… la mancanza di occasioni per scattare fotografie delle destinazioni e delle strutture che fanno parte del pacchetto turistico (come ci hanno simpaticamente confidato in quell’occasione, “il calzolaio alla fine è quello che va in giro con le scarpe rotte”). E dunque, come si potrebbe rimediare?

Qualche spunto in proposito ce lo regala @hakatours, che condivide sul suo profilo non soltanto foto della destinazione, ma anche immagini che possiamo definire inspirational: citazioni sul viaggio, sull’avventura e – perché no – sulla passione per il proprio lavoro. (Suggerimento: usare con parsimonia… altrimenti forse è meglio “citofonare Pinterest”!).

hakatours

Un’altra idea per sopperire alla mancanza di foto proprie può essere quella di cercare i profili collegati ai vostri tour (compagnie aeree, hotel, villaggi turistici, ma anche attrazioni o profili ufficiali della destinazione) direttamente su Instagram, e magari promuoverli  attraverso un re-post (con opportuna citazione ovviamente). Create anche un vostro hashtag per diventare aggregatori dei contenuti prodotti dagli altri (Turismo @Australia docet).

Un esempio pratico in questo senso ce lo offre anche @contiki, che chiede agli utenti che vivono le sue destinazioni-target di usare l’omonimo hashtag per essere ripostati sul suo profilo:

contiki

Potreste chiedere dunque ai vostri follower di segnalarvi – promettendo in cambio visibilità sui vostri canali o una piccola ricompensa – le foto che condividono su Instagram e che in qualche modo parlano di voi: diventeranno così tester ufficiali dei vostri servizi, producendo delle vere e proprie recensioni fotografiche utili a voi, ma anche agli altri utenti. Inoltre, potreste ricevere molti feedback che vi aiuteranno a valutare meglio i vostri servizi.

L’importanza delle didascalie

Il profilo (ancora giovane) di @ecuatoursplanet ci dà invece una dimostrazione di come le caption possano essere usate in modo strategico: un’immagine vale già mille parole, ma una breve descrizione serve a inquadrare meglio il contesto e a suggerire una precisa interpretazione. In questo caso, potremmo approfittarne (sempre con misura e senza diventare autoreferenziali) per evidenziare i plus della nostra organizzazione e far capire al potenziale viaggiatore come possiamo essergli utili.

ecuatoursplanet

Offri consigli sulle destinazioni

Ricordiamoci, inoltre, che un operatore del settore turistico si dovrebbe configurare come un esperto della destinazione che promuove: dunque, perché non utilizzare Instagram per dare consigli sulle cose da fare e vedere nei luoghi in cui si opera? Un esempio perfetto ci arriva da @icelandtravel (che apprezziamo anche perché dichiara di condividere foto scattate dal suo staff e solo con smartphone!)

icelandtravel

Alla fine del nostro viaggio, troviamo anche qualcuno che – finalmente! – parla la nostra lingua: si tratta di @viaggioarmenia, tour operator specializzato sulla destinazione Armenia, che ci regala un ultimo spunto. Vediamo se lo indovinate 🙂

viaggioarmenia

Non dimenticare il geotag

Eccolo svelato: ricordatevi di georeferenziare i vostri scatti (visualizzando la foto da web, la posizione sarà visibile accanto alla data di pubblicazione, e da mobile sarà ulteriormente evidenziata in blu attraverso un link attivo). Questo vi renderà visibili anche su una mappa, in cui saranno aggregate tutte le foto scattate e/o condivise dagli utenti nella stessa location. Uno strumento in più, insomma, per farvi trovare dai vostri potenziali clienti.

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Commenti

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  1. Grazie per aver positivamente citato @viaggioarmenia: siamo sempre a disposizione di tutti gli utenti perché ci piace il modo di proporci attraverso Instagram!

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