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Painted oceans: la storia si impara con la street art

Di Tristan Eaton ho già avuto modo di parlare nella nostra rubrica dedicata alla street art. I suoi lavori, la sua creatività, i suoi colori ben si sposano con i progetti di riqualificazione urbana, anche quando si tratta di promuovere un brand (per approfondire, leggi qui). Torno a fare il suo nome perché è lo street artist capofila di un progetto ambiziosissimo che parla di storia e naturalmente di arte.

L’arte, o meglio, la street art in questo caso è propedeutica alla storia ed in particolare ad un periodo ancora troppo vicino ai giorni nostri e soprattutto ancora troppo profondamente doloroso.

Forse non tutti sanno che al largo dell’estuario del Tamigi nel 1942 la Marina e poi l’esercito inglese costruirono una serie di possenti forti equipaggiati (The Maunsell Sea Forts) per difendersi dai bombardamenti dei tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, che in seguito furono prima utilizzati come stazioni radio (radio pirata per intenderci), poi, abbandonate, divennero addirittura set per note serie televisive degli anni ’60.

Ma la storia continua a riservare ancora sorprese per queste gloriose piattaforme marittime. Uno dei forti, denominato Red Sand, sarà presto restaurato e poi decorato da un gruppo di coraggiosi e abili, nonché tra i più affermati, street artist mondiali capeggiati dal sopra citato Tristan, che ha arruolato per l’occasione Shepard FaireyFutura 2000, i gemelli How e Nosm e The London Police nell’impresa, con spray alla mano e agganciati alle funi, per sperimentarsi in un progetto davvero unico e sensazionale e per niente facile date le pessime condizioni in cui versa attualmente la piattaforma (video).

“The Painted oceans”, (questo è il nome dell’azione) mira dunque a mantenere in vita questi “monumenti storici” e a farli conoscere alle nuove generazioni con una finalità didattica ed educativa, che si sta avvalendo dell’aiuto del crowfunding su kickstarter.

Innegabile è l’aspetto spettacolare di tutta questa operazione, che ovviamente viaggerà in primo luogo sui social network, regalando così la possibilità a tutti di prendere parte a questo esperimento artistico, potendolo seguire live.

E allora, da oggi in poi tenete d’occhio il profilo instagram @thepaintedoceans. Non solo potrete scoprire gli artisti, le news e l’andamento del progetto, ma potrete trovare immagini storiche delle piattaforme non comuni, un modo certamente più dinamico e vivo di tenere memoria di un territorio e trasmetterla ai più giovani con strumenti molto più vicini a loro.

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