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Grafico e writer di Monfalcone, abbiamo avuto modo di conoscere Andrea Antoni grazie al suo progetto “un anno con il sorriso”. Oggi vogliamo scoprire qualcosa di più sul suo mondo che racconta quotidianamente per immagini sul profilo Instagram @stailuan
Cominciamo con le presentazioni. Chi è Style1?
Mi chiamo Andrea, ma negli ultimi 17 anni ho scritto Style1 sulle superfici più impensabili di tutta Italia, ma anche all’estero. Sono un graffiti-writer che di lavoro fa il grafico freelance. Porto avanti in parallelo entrambe queste discipline che in qualche modo si influenzano pur restando ben distinte. Vanno a incrociarsi solo nel mio progetto di grafica e street art Be Happy Project.
Sono anche un blogger (ma non di quelli veri) che ama la bicicletta, il sup, la pizza e agogna una nuova vita in Svezia.
La scorsa settimana abbiamo presentato il tuo progetto “un anno con il sorriso”. Come sta proseguendo?
Sì e mi ha fatto molto piacere, vi ringrazio per il supporto.
Sta procedendo tra mille difficoltà perché trovare la disponibilità di comuni, istituzioni o altro a ricevere un graffito è cosa molto complessa.
Trovo imbarazzante che spesso mi chiamino, a pagamento, per realizzare le mie opere, ma che ora che sto offrendo un progetto di riqualificazione urbana di zone degradate a costo praticamente nullo, non ci sia risposta.
Attualmente ho dipinto a Monfalcone e Gemona del Friuli, ho la disponibilità per Oderzo, Ruda (GO), Torviscosa e da ieri si è aperta una concreta speranza per quanto riguarda Cividale del Friuli. Con altre realtà siamo in contatto per capire se sia possibile collaborare, molte altre non hanno mai risposto nulla.
Ciononostante i fiori sorridenti trionferanno in questa Italia grigia, non ne ho dubbio alcuno.
Quali sono i tuoi maestri, i tuoi esempi, gli artisti ai quali ti ispiri? Guardando i tuoi fiorellini felici ci salta in mente Takashi Murakami.
Sì, è un paragone che, anche giustamente, fanno in molti. In realtà io ho scoperto l’esistenza di Murakami ben dopo aver iniziato a disegnare questi fiorellotti felici. Personalmente trovo i miei molto più accattivanti, ma dato che lui sta facendo un successo globale e io no, è evidente che lui vince. Scherzo chiaramente, comunque penso che la differenza di base stia nel messaggio che portano i miei fiori: essere felici. Quello che conta è il messaggio più che il messaggero, non a caso ultimamente ho implementato “la famiglia” con delle api, il dinosauretto Ailu, altri tipi di fiori (stelle alpine e girasoli) oltre che i gatti, grandi protagonisti del calendario 2014. I miei maestri non sono relativi a storia dell’arte contemporanea o street art, bensì al campo del graffiti writing. Sulla differenza tra street art e graffiti writing potremmo scrivere un libro, ma saremmo off topic: diciamo solo che sono due discipline assolutamente differenti. Le personalità che da subito mi hanno affascinato sono quattro, due italiane e due tedesche e sono: Daim, SeakOne, Boost e Soda. Sono tutti writer che hanno spinto il 3D in modo potentissimo nei graffiti e senza di loro la scena attuale sarebbe stata sicuramente molto diversa.
Quanto è cambiata la percezione di quest’arte in Friuli Venezia Giulia da quando hai iniziato a oggi?
Diciamo che meno persone mi chiedono se “sono uno di quelli che dipinge sui treni” anche perché di treni dipinti ce ne sono sempre di meno. Il Friuli comunque non è mai stato particolarmente ostico a questa forma di espressione perché non sono mai stati fatti particolari danneggiamenti: bomber ce ne sono stati anche qui, ma non tanti come nelle grandi città, di conseguenza la popolazione non ci ha mai odiato particolarmente.
C’è un buon rapporto di collaborazione con le istituzioni e avere permessi per dipingere legalmente non è particolarmente complesso anche se, come detto prima, non è comunque semplice. Il cambiamento più evidente si vede comunque nel momento in cui ci si rende conto che una volta si nascondeva questa passione al grande pubblico, ora inserita nel curriculum invece ti mette un passo davanti agli altri, nel mio campo di lavoro grafico intendo.
Ci sono luoghi in altre regioni d’Italia dove possiamo trovare i tuoi pezzi? Qual è l’opera più grande, o quella cui sei più affezionato, che hai realizzato?
Il bello e il brutto dei graffiti è che appaiono di colpo, sbocciando come fiori, ma allo stesso modo appassiscono e spariscono. Il clima li rovina a seconda della loro esposizione alle intemperie, persone esterne all’ambiente ci scrivono sopra scritte opinabili, spesso vengono realizzati su edifici che poi vengono abbattuti o su supporti mobili. Tutto questo non rende semplicissimo trovare i miei graffiti in giro. Sicuramente li trovate a Monfalcone (la mia città), Pontebba (UD), Gemona del Friuli (in varie zone) e a Spinea (VE). Potrebbe esserci qualcosa ancora anche a Padova, Milano ed Empoli, ma non ne sono sicuro: invece sono in ottime condizioni quelli che ho realizzato un paio di anni fa a Norrkoping (Svezia).
La mia opera più grande in assoluto, e credo che resterà tale, è un enorme graffito dipinto sul collio: parliamo della parete che costeggia un intero tornante, qualcosa come 90 metri di lunghezza per una media di 4,5 metri in altezza. Lo trovate qui e qui: sono due pagine distinte perché sono due commissioni differenti che vanno a integrarsi nella stessa parete.
Sei una persona molto attiva in rete, molto seguito anche su Instagram. Il tuo talento creativo e il tuo gusto grafico si riconoscono anche nei tuoi scatti, vivaci, precisi e originali. Ci colpisce anche come riesci a valorizzare località alternative e sport poco conosciuti in Friuli Venezia Giulia, come Marina Julia e il Sup. Abbiamo letto i tuoi post sulla custodia subacquea per iPhone e sul tuo acquisto di Olloclip, raccontaci qualcosa su tecnica e stile che utilizzi per fotografare.
Grazie, io dico sempre che faccio un sacco di cose per non annoiarmi. Ho basato tutta la mia attività lavorativa sulla comunicazione via internet che è un poco un ossimoro dato che non sono un web designer bensì un grafico che ama la carta. A ogni modo sto sopravvivendo e di questi tempi non è mica poco. Il mio profilo Instagram non è tematico: non ho una galleria nella quale pubblico solo gatti o colazioni o graffiti. Ho grande stima per chi riesce a farlo, ma personalmente lo troverei vincolante e tedioso. Uso Instagram come “diario di vita” e quindi pubblico le cose che faccio, che poi spesso sono anche interessanti: graffiti, grafica, stand up paddle, bicicletta, cibi malsani. Dato che sono consapevole che le cose non si integrano per nulla, ultimamente ho deciso di andare avanti a trittici in modo tale che nel casino almeno siano reperibili foto tematiche per ogni riga.
Parlare di tecnica per i miei scatti lo trovo curioso: non mi reputo minimamente un fotografo e non ho ambizioni a esserlo. Tuttavia, sono affascinato dai colori forti e saturi (che porto dal mio background di graffitista suppongo) e da composizioni regolari, bilanciate e precise. Amo l’acqua e i suoi sbrilluccichi, o forse amo i like che su Instagram questi ultimi portano. Porto con me lo smartphone anche quando esco in mare sulla tavola e realizzo questi scatti che sono effettivamente particolari, dopodiché metto a posto le cromie con l’app di photoshop e quindi le pubblico. No non uso SnapSeed. Perché? Non saprei, forse sono poco curioso.

Quali sono i  3-4 Igers-writer che ci consigli su Instagram?

Su Instagram ci sono molti writer, ma non è semplice trovare chi pubblica scatti di grande qualità.

Io fossi in voi non mi perderei i lavori di @yama_ead (grandissimo nel 3d), @pixelpancho (streetartist torinese), @asker (mio compagno milanese di crew, oltre che un bravissimo writer: raggiunge livelli eccelsi nel video mapping) e @kingraptuz (fondatore della storica TDK Crew di cui faccio parte anche io da qualche anno, una delle colonne portanti del writing italiano).
Grazie Andrea!
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