Alessandro di Maggio // Iger della settimana

Dopo Roma le nostre interviste settimanali continuano in direzione sud. La meta è Bari, l’iger è @alexilsecco: per lui la fotografia è passione e non un mestiere. Di instagram apprezza soprattutto i feedback instantanei. Intervista a cura di @igersbari.

Nome, igername, età, provenienza e professione.
Mi chiamo Alessandro Di Maggio, vivo a Bari, ho 28 anni e praticamente da sempre sono conosciuto come “alexilsecco”, sia su Instagram che su altri social, come Twitter. Sono laureato in giurisprudenza ed attualmente sono un praticante Avvocato. Inoltre gestisco il mio blog alexilsecco.it

Come e da quanto tempo hai scoperto instagram?
Beh, conosco Instagram praticamente da sempre, utilizzo iPhone sin dalla sua uscita negli USA e non potevo certo perdermi un’app come Instagram, anche perché per alcuni anni ho diretto diversi blog dedicati proprio all’iPhone e al mondo Apple. Uno su tutti: BeYouriPhone.

Perché ti piace instagram?
Instagram mi piace perché, a differenza di altri social dedicati alla fotografia, permette di avere un feedback imponente ed istantaneo sulle fotografie appena postate, come likes e commenti, e il tutto è finalizzato ad ottenere anche critiche e suggerimenti (oltre agli apprezzamenti, i quali fanno sempre piacere) che permettono di migliorarsi costantemente. Instagram è un mondo a se dove conoscere tanti appassionati con cui scambiare opinioni e consigli e che, per fortuna, non può (e non deve) essere contaminato: lo usi se ti piace la fotografia e questo non può che essere un bene. Ovviamente, anche in questo caso, le eccezioni confermano la regola.

Eri già fotografo o avevi la passione per la fotografia, o tutto è nato grazie ad instagram?
Non sono mai stato un “fotografo”, nel senso che non è mai stata la mia professione. Fotografo per passione, per gusto del bello o dell’estetica, se me lo si concede. Ho iniziato a scattare per la prima volta circa 15 anni fa, con una reflex Yashica chiaramente analogica, quando bisognava ancora scegliere rullini e ISO per poi aspettare (e pagare) lo sviluppo e vedere gli scatti fatti. La risposta, chiaramente, è che non è nato tutto grazie ad Instagram ma proprio grazie a questa app, invece (ecco perché “mi piace”), ho riscoperto il piacere di fotografare. Instagram è nuova linfa per il “fotografo dimenticato” perché è un social pieno di gente che non vede l’ora di poter commentare belle foto e che non può fare altro se non spronarti a dare sempre il massimo. Prima le foto amatoriali su celluloide, erano destinate a restare su una scrivania, magari mostrate a qualche parente o amico. Oggi, invece, hanno uno spazio tutto loro: tra gli altri, uno di questi è proprio l’ottimo Instagram.

Cosa ne pensi della contrapposizione tra fotografia tradizionale e iphoneography?
Questo è proprio l’argomento che ho deciso di affrontare, qualche settimana fa, con due igers molto conosciuti su Radio Hinterland 94.6 (Milano e Pavia o su radiohinterland.com) nella trasmissione “Un lunedì da Fullwebber” nella quale sono ospite ogni lunedì, appunto, e dove parliamo di web 2.0 e nuove tecnologie. Secondo me l’iPhoneography può essere considerata quasi come una moda o come un settore di nicchia dove, alla foto in se, si aggiunge la post-produzione fatta interamente su iPhone con alcune app specifiche. Fare foto con iPhone può essere estremamente semplice oppure, al contrario, può diventare molto difficile quando si cerca di ottenere grandi risultati che per forza di cose devono discostarsi dalla foto tradizionale. Su Instagram, prima di acquistare la mia macchina, ho iniziato a scattare solo con iPhone ed è uno stile che non disdegno. Il problema nasce quando proprio su Instagram iniziano ad arrivare i primi followers e magari stringi amicizia con ragazzi che scattano solo con reflex. Per l’appassionato (o almeno per me), diventa una bella sfida che di sicuro non si può affrontare con un iPhone, a meno che non ci si consideri come un “fotografo di nicchia”, appunto, che ha deciso di dedicarsi interamente all’iPhoneography. Il punto è che se poi si inizia a scattare ad alte risoluzioni con macchine semi-professionali… non se ne può più fare a meno!

Seguendoti abbiamo notato che spesso i paesaggi pugliesi sono presenti tra i tuoi scatti. Cosa ti affascina?
Non ho mai amato troppo la terra pugliese, l’ho sempre trovata un po’ arida e troppo gialla, questo almeno prima di iniziare ad osservarla con l’occhio del fotografo. Pian piano, però, mi sono accorto che offre tantissimi spunti e fantastici scorci da immortalare e gustare e che di sicuro possono incuriosire chiunque. Viaggio spesso per lavoro e mi rendo conto che questa terra pugliese non può non piacere, varia tra distese di grano e affascinanti ulivi secolari a ridosso del mare e che è possibile osservare anche solo spostandosi di pochi chilometri. Tutte cose che in altre città, dove pure non mancano le grandi opere architettoniche, non è possibile immaginare. Di sicuro è più difficile rendere interessanti scatti in una terra che a prima vista può sembrare tutta uguale, ma è una bella sfida che affronto in ogni scatto.

I tuoi scatti hanno un filo tematico che segui o scatti ciò che più ti colpisce?
Ci sono molti (moltissimi) igers che seguono un filone, un proprio stile con continuità e costanza. Li ammiro ma non ci riuscirei. Io scatto ciò che trovo interessante, senza nessun pregiudizio: dai classici landscape alla street photography. Di sicuro mi sento molto più attratto dai paesaggi ma non disdegno il resto. Il mio feed è estramamente vario e almeno per ora va bene così.

Scatti usando instagram, o l’iphone, o una tua macchina fotografica? E poi usi app per fare editing, quali?
Come dicevo, ho iniziato ad usare Instagram scattando solo con iPhone ma durante questa “iniziazione”, ho conosciuto tanti igers con i quali è nato subito un bel rapporto e che hanno contribuito a farmi decidere per l’acquisto di una macchina che mi permettesse di giocare con l’editing senza preoccuparmi troppo della grana, ad esempio. Alla fine ho acquistato una Nikon 1 J1, mirrorless compatta con grandi potenzialità. L’ho scelta per una questione di comodità: non volevo rinunciare alla possibilità di portarla sempre con me. Oggi, comunque, sempre più spesso decido di dedicare qualche pomeriggio del fine settimana alla fotografia e l’idea di una vera reflex si fa sempre più insistente! Continuo comunque a scattare qualche foto anche con iPhone: il bello è proprio la possibilità di scattare in tempi brevissimi, evitando magari di perdersi il momento “perfetto”.

Quali sono le app che utilizzi maggiormente per modificare le tue foto?
All’inizio, scattando solo con iPhone, mi ero convinto che non serviva nient’altro che qualche buona app anche per la post-produzione, e così utilizzavo massivamente Camera+, Snapseed, Filterstorm, Noir (per il bianco e nero) e Ps Express per la riduzione del rumore. Poi ho acquistato la Nikon J1 e, grazie alla risoluzione, ho avuto la possibilità di utilizzare applicazioni per Mac professionali e alle quali mi ha introdotto maggiormente la mitica @Missbucci , una fotografa eccezionale e con la quale c’è una bellissima amicizia e profonda stima. Grazie a lei ho imparato ad usare Adobe Lightroom al quale ho poi abbinato i plugins della Nik Software consigliatimi da un altro grande fotografo e amico: @Rizzoweb. I puristi, i fotografi veri, di sicuro storceranno il naso sentendo quante e quali applicazioni utilizzo per rendere una foto così come l’ho immaginata mentre la componevo, un attimo prima dello scatto. La verità è che almeno oggi, nell’era del digitale, pensare ad una foto senza editarla forse è ipocrita. È difficile resistere e non “approfittare” degli strumenti messi a nostra disposizione e che in un paio di click possono rendere chiara e vivace una foto sbiadita. Qualcuno afferma che non si debba più parlare di fotografia ma di “pittura digitale”: a me non interessa la definizione ma il risultato (che mi appaga) e il feedback di chi osserva.

Tre utenti che preferisci tra quelli che segui e perché?
Su Instagram conosco davvero tanti ottimi fotografi per i quali nutro affetto e stima e fare un “podio” dei tre utenti che preferisco sarebbe riduttivo, praticamente impossibile. Mi limiterò a ripetere che, tra tutti, preferisco citare i due igers già nominati prima e che mi hanno introdotto nel mondo della fotografia e dell’editing “ragionato”. Adoro il modo in cui @Missbucci@Rizzoweb scattano ed editano e non posso far altro che cercare di carpire i segreti di ogni scatto di questi due grandi amici che ringrazio per il tempo dedicatomi e la infinita pazienza! Andate a vedere la loro galleria in Instagram e seguiteli, sono sicuro che apprezzerete. 

Infine, cosa ne pensi di IgersBari e cosa ti aspetti da questo gruppo?
Non posso far altro che ringraziarvi ancora per questa bellissima intervista. IgersBari è un gruppo che può e deve crescere ancora tanto (mi auguro tantissimo) per poter finalmente riunire tutti i baresi appassionati di fotografia e di Instagram, magari in un enorme Instameet durante la prossima Fiera del Levante: sognare non costa nulla! Sono sicuro che comunque ci divertiremo tanto nei prossimi mesi. Grazie a tutti e buoni scatti!

Per finire, come sempre, ecco lo stream delle ultime foto di @alexilsecco

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About the Author

Fondatrice della community Igersitalia nel 2011 e oggi presidente dell’Associazione Igersitalia. Marchigiana, dal 2011 è una mobile photographer che ama raccontare le bellezze italiane ed estere con Instagram e gli Instagramers. E' nel team di coordinamento delle attività @IgersMarche e co-founder di @ExploringMarche. È una Digital PR e Digital Strategist. Autrice del libro Instagram Marketing , Hoepli (febbr.2015)

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