Davide Capponi aka @rubicorno // Iger della settimana

Davide Cappono @rubicorno Iger della settimana di @IgersTorino

Davide Capponi @rubicorno Iger della settimana di @IgersTorinoDavide Capponi @rubicorno é Senior Manager di una società di servizi informatici; come molti torinesi vive a Torino ma lavora a Milano. Intervista a cura di Instagramers Torino.

Allora Davide, quando e come nasce questa passione per l’iphoneography ed Instagram?

Ho comprato il mio primo iPhone, un 3GS, nel Novembre del 2009, ma lo usavo occasionalmente come fotocamera. Qualche mese dopo ho scoperto Hipstamatic e in quel momento ho capito che un iPhone poteva essere usato per la fotografia creativa: in quel periodo ho fatto un viaggio di lavoro in Kazakistan e ho scattato il mio primo reportage iPhoneografico. Qualche mese dopo, circa un anno fa, mi sono registrato su Instagram ed é stato un cambio di marcia decisivo per la componente “social”: condividere le mie immagini con altri appassionati di fotografia ha fatto la differenza.

Eri già fotografo o avevi la passione per la fotografia, o tutto è nato grazie ad Instagram?

Da ragazzino la mia prima fotocamera è stata la gloriosa Diana F, oggi oggetto di culto dei lomografi: peccato non averla più, sarebbe un cimelio. Non sono o sono mai stato un fotografo professionista, lavoro in tutt’altro settore, ma sono sempre stato un appassionato di fotografia. Nel tempo però avevo perso entusiasmo, forse perché mi mancava la possibilità di condividere le mie foto con altri. A un certo punto ho trovato Instagram e dopo qualche titubanza si è riaccesa la passione, ma con un approccio molto diverso alla fotografia, ora l’editing riveste un ruolo molto più importante se non preponderante.

Cosa scatti con Instagram? Hai soggetti o situazioni predilette o scatti random?

Case, palazzi, costruzioni, meglio se antichi: tutte le costruzioni hanno una storia da raccontare, e ancora di più se sono abbandonate.
Cimiteri e tutto quello che contengono: dei cimiteri mi piace la sensazione di sentimenti forti ma contenuti espressa dall’arte funeraria e dalle lapidi.
Poi landscape, specialmente se inusuali, e occasionalmente un po’ di street photography.

Scatti usando Instagram, o l’iPhone, o una tua macchina fotografica? E poi usi app per fare editing, quali?

Non ho mai usato Instagram per lo scatto, e neanche la camera nativa dell’iPhone. Ho cominciato con Hipstagram, poi sono passato da Camera Plus e Qbro per poi usare stabilmente PRO HDR e 6×6 che alterno a seconda degli scatti.

Come dicevo prima l’editing è una parte importante del processo di creazione delle mie immagini e ho usato nel tempo una grande varietà di app; nel mio zaino virtuale oggi ci sono:

  • Snapseed per il cropping e per il tuning di base (contrasto, luminosità, saturazione…).
  • Dynamic light: il 99% delle mie foto passa per il filtro standard di questa magica app.
  • Image Blender per il blending di due foto o per l’aggiunta a uno scatto di altre texture.
  • Pic Grunger, Modern Grunger e/o ScratchCam per aggiungere texture grunge.
  • Blur FX, Rays, Decim8, FocalLab per aggiungere effetti specifici.
  • Phototoaster per il tuning finale della foto.

La produzione delle mie immagini é al 50% razionale e al 50% istintiva: seguo dei flussi di editing sperimentati ma non ho ricette fisse e improvviso molto durante il processo.
Continuo a editare uno scatto finché sono soddisfatto, questo può capitare con 2-3 app e pochi minuti o 6-7 e magari un lungo periodo di gestazione in cui lascio uno scatto da parte in attesa di migliore ispirazione.
Di recente uso sempre di più il blend di più foto o l’aggiunta di texture scelte da me e non presente delle app, mi piace questo processo perché arricchisce i contenuti di un’immagine.

Una scoperta che ho fatto sul mio stile di editing è arrivata dai commenti ricevuti dagli altri Igers: mettendo insieme le loro osservazioni ho realizzato poco per volta che cosa faccio realmente alle mie immagini.

Per spiegarlo però devo fare una piccola digressione: qualche tempo fa ho letto di una teoria riguardo ai ricordi e al modo in cui evolvono nel tempo nella nostra mente attraverso una “modellazione emotiva”. Prendi un episodio significativo della tua vita (positivo o negativo): col passare del tempo tornerai a pensare a quell’evento e lo rielaborerai, a volte aggiungendo a volta sottraendo emozioni. In questo modo un remoto ricordo dell’ infanzia si può caricare delle emozioni che gli hai attribuito durante tutta la tua vita.

E penso sia questo che faccio alle mie immagini: le “vesto” come se fossero ricordi vecchi e ricchi di emozioni; se provi a guardare le mie foto con quest’idea in mente forse capirai cosa intendo dire.

Ultimo consiglio, dove scattare a TO ?

Per la mia sensibilità tutto il centro storico è una miniera inesauribile, ma forse non ti stupirai se suggerisco una visita al Cimitero Monumentale 😉

Link Utili

Per approfondire il lavoro di Davide ecco un paio di link utili:

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