Sanremo: dalla TV ai social network

Ci sono mezzi di comunicazione che non tramontano mai, come la televisione. Ma come si sta adeguando il pubblico nel coniugare l’uso dei media tradizionali con i social? Il caso Sanremo, da due anni a questa parte, è un esempio concreto di come sia in atto una vera e propria rivoluzione, che va dal commento alla condivisione di impressioni oltre il già classico Twitter, ma sempre nel segno dell’interazione.

Dell’edizione numero 69 del Festival di Sanremo sembra proprio che non si voglia smettere di parlare. A 15 giorni circa dalla sua fine, molte sono le analisi sociali e social che se ne stanno facendo. E allora, perché non contribuire al dibattito?

Già l’anno scorso, in occasione della 68esima edizione, in questo articolo si affrontava il tema di come si stesse gradualmente – ma non totalmente – passando da alcune ad altre piattaforme social per quel che riguarda il commento televisivo live. Quest’anno, però, pare che Instagram sia stato totalmente travolto da questa rivoluzione grazie proprio all’opzione stories, tool dell’app sicuramente azzeccato per uno storytelling in diretta di quello che si decide di vivere e raccontare on line nello stesso momento in cui questo sta avvenendo.

Nel caso specifico proprio del Festival della Canzone italiana appena conclusosi, commenti, considerazioni, pagelle, preferenze si sono susseguiti insistentemente sui social – e su Instagram – creando un ampio dibattito, tra il serio e l’esegesi ironica, sfociato spesso – visti alcuni accadimenti – anche in vera e propria – e spesso spiacevole – polemica.

Già prima che Sanremo cominciasse, nelle stories di tantissimi utenti e di chi – giornalisti, critici musicali, ospiti, personaggi dello show business, per esempio – era già in loco per parteciparvi o seguirlo, fioccavano scatti e video, boomerang e rewind in cui si svelavano un po’ di anteprime e si creava molta attesa. A corredare questo – diciamolo – prevedibile fenomeno, disponibili sulla piattaforma anche le gif dedicate alla sessantanovesima edizione, tra cui quella più cool riguardante il maestro Peppe Vessicchio, quest’anno assente dalla direzione dell’Orchestra che ha accompagnato gli artisti sul palco, ma protagonista indiscusso della mini serie web proposta dai The Jackal proprio sui social dal titolo “Intanto Vessicchio”, lanciata in concomitanza con la prima puntata del Festival e preannunciata da altri post pubblicati nei giorni precedenti (P.S.: forse proprio ai The Jackal dobbiamo lo sdoganare Instagram come social sul quale parlare di Sanremo. Come fare a dimenticare i due tormentoni, l’uno del 2017 e l’altro del 2018, “termostato” e “gnigni“? Impossibile!).

Da questo fenomeno – precisiamo, non solo Sanremese, ma più evidente, ad oggi, durante questa kermesse – non ne sono stati esenti né gli utenti fruitori delle programmazioni televisive, né i protagonisti di queste, così come anche chi segue, per lavoro, tali manifestazioni.

Giornalisti, speaker radiofonici, tecnici del settore, critici, semplici ospiti più o meno noti: tutti ci hanno raccontato, a modo proprio, quanto stesse avvenendo, creando un curioso backstage individuale che ha permesso di sbirciare un particolare dietro le quinte della festival musicale per eccellenza, in Italia.

E per rendersi conto di questo fenomeno, basti pensare che le prime tre giornate di Festival hanno generato complessivamente 11 milioni di interazioni social (circa il +7% rispetto all’edizione del 2018) e che solo nella quarta giornata, quella dei duetti, ci sono state circa 2,9 milioni di interazioni totali, con una performance in crescita del +12 % (non solo miglior risultato di questa edizione, se si esclude la prima e l’ultima serata che suscitano ovvi interesse e curiosità, ma anche contenuto televisivo più discusso dal settembre 2018 – eventi sportivi esclusi). E proprio Instagram è il social che ha generato la percentuale più alta di interazioni (63%), seguito da Twitter (23%) e in ultimo Facebook (14%). Durante tutta la giornata, gli account ufficiali del Festival sulle tre piattaforme hanno generato un engagement pari a 441,6 mila interazioni, raggiungendo complessivamente 1,8 milioni di interazioni, a partire dal 5 febbraio (fonte: www.rai.it).

Oltre al pubblico, in molti hanno contribuito a rendere il Festival un successo social. Le redazioni radio e giornalistiche lì appostate per tutta la settimana, per esempio, ci hanno mostrato una sorta di the dark side of Sanremo con i retroscena delle interviste, delle conferenze stampa o più semplicemente cosa – di raccontabile – stesse avvenendo nelle sale stampa, narrando il grande lavoro svolto per seguire manifestazioni impegnative come questa, e rendendoci una minima parte del clima che si crea per quasi 10 giorni in un piccolo comune come Sanremo, ogni anno rivoluzionato da questo mega evento.

Ma pensiamo anche al fatto che, seppur ormai non stupisca e sia un’abitudine, molti degli artisti in gara abbiano utilizzato i social – e Instagram in particolar modo – in contemporanea alle proprie prime esibizioni, per lanciare sia le canzoni presentate, sia queste come singoli o apri pista di nuovi album e tour. Il tutto condito da uno stato di attesa enfatizzato nel pre gara, giocando spesso con la suspense, sensazioni facili in questo contesto visto che tutti i brani della competizione rimangono off limits per il grande pubblico fino alla prima serata, quando vengono cantate sul palco dell’Ariston per la prima volta.

View this post on Instagram

Lei. #duetto #sanremo2019 #nadamalanima #dovèlitalia

A post shared by Motta (@mottasonoio) on

Ma ancora, sui social si son lanciati videoclip, i prossimi tour, i progetti speciali o più semplicemente, e passo dopo passo, gli artisti ci hanno raccontato dal loro personale punto di vista, i vari momenti vissuti durante il Festival, con scatti propri o di scena, con storie in continua fase di aggiornamento – tranne durante la gara, però! E questo ha portato anche ad una crescita misurabile dei follower di ogni artista, con annesso aumento di interazioni e collegamenti ai canali social degli stessi.

Ma non solo: chi non ha seguito – e magari anche commentato – il dibattito che si è acceso subito dopo la proclamazione del vincitore, Mahmood con il brano “Soldi”? E chi non ha seguito le dichiarazioni social – dopo quelle in una conferenza stampa non del tutto felice – del secondo classificato Ultimo, dato da sempre come favorito alla vittoria che, reduce di una classifica generale finale contestatissima anche in sala – tanto da essere stata “accolta” tra fischi e proteste – ha affidato proprio a Instagram il suo “sfogo” , carburante di un incendio ben più grande e, diciamolo, forse anche un po’ spropositato? Insomma, da quasi due settimane dalla fine, la sessantanovesima edizione del Festival di Sanremo, ribattezzato il “Festival della discordia” anche per alcuni momenti presi come palla al balzo dalla politica di propaganda, continua a far parlare di sé, seppur in tanti, troppi, abbiano sempre negato di seguirlo anche nell’era analogica. Sarà vero? I numeri parlano chiaro e, lo sappiamo, la matematica non è certo un’opinione.

Per approfondire:

Sanremo 2019 campione sui social

Crescita social partecipanti Sanremo 2019

Tagged:
About the Author

Laureata in Scienze e tecnologie dello Spettacolo all’Università del Salento, ha unito la passione per le arti visive e la comunicazione digitale ricominciando a studiare e a qualificarsi per “convertirsi” in Social media manager, professione che approfondisce ogni giorno dal 2010, seguendo l’inarrestabile progresso del settore. Attualmente lavora per una storica agenzia di comunicazione a Matera e dal 2015 è Presidente della web radio “RadioAttiva Ferrandina” (ascoltabile sulle web frequenze di Spreaker.com). Dal 2013 circa è local manager della Community nazionale ufficiale di Igers Matera e dal 2016 regional manager di Instagram Basilicata. Arte e libri sono la sua passione. Viaggiare per il mondo il suo sogno. A volte scrive e spesso(issimo) raccoglie emozioni in foto. Ama definirsi “non una storyteller, ma una story listener.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *